DAVIS CUP. LE AMBIZIONI DI FRANCIA E SVIZZERA

Federer, aiutato dall’amico Wawrinka, vorrà vincere l’unico trofeo che manca nella sua bacheca e portarlo per la prima volta in patria. Tsonga e Gasquet giocheranno per riscattare una stagione avara di successi e per consegnare alla Francia la sua decima Davis.
lunedì, 15 Settembre 2014

Tennis – Le semifinali di Davis hanno emesso i propri verdetti. La finale del weekend tra il 21 e il 23 novembre avrà come protagoniste Svizzera e Francia. Roger Federer, Stanislas Wawrinka, Richard Gasquet, Jo-Wilfred Tsonga saranno in campo per vincere l’Insalatiera più famosa e ambita del mondo. Vediamo come le due nazionali sono arrivate a questo grande traguardo e quali sono le prospettive più interessanti di quella che si preannuncia come una finale dal risultato per nulla scontato.

La Svizzera di Roger Federer, Stanislas Wawrinka, Marco Chiudinelli e Michael Lammer si presenterà all’appuntamento dopo aver eliminato la Serbia finalista lo scorso anno, il Kazakhstan e la nostra Italia, vincendo tutti i match con il punteggio di 3-2. È la seconda occasione per gli svizzeri di vincere la Coppa Davis dopo la finale persa nel 1992 contro gli Stati Uniti. I ragazzi di coach Severin Luthi hanno più volte, negli anni passati, rischiato di retrocedere nel secondo gruppo, ma sono sempre riusciti a salvarsi. La variabile che quest’anno ha fatto la differenza è sicuramente la presenza di Roger Federer. L’attuale numero 3 Atp non ha mai voluto o potuto presenziare con costanza agli incontri della sua nazionale in coppa Davis, limitandosi a “dare una mano” quando i rossocrociati sembravano sull’orlo del baratro.

Quest’anno tutto è stato diverso. Roger Federer, convinto forse dall’amico Wawrinka, è stato presenza costante nei turni di Davis della propria nazionale e ha ottenuto solo vittorie nei match singolari. A questo si aggiunge che Stan the Man Wawrinka, pur non avendo impressionato nella seconda parte di stagione, ha vinto il suo primo slam in carriera ed ha completato il suo percorso di maturazione. Lo svizzero di Losanna, numero 4 Atp è giunto a un nuovo livello di consapevolezza e ha perso un solo match di singolare contro il kazako Andrey Golubev (oltre al match di doppio contro il Kazakhstan perso in coppia con Federer).

Il discorso sta tutto qui. Si sa che Marco Chiudinelli e Michael Lammer (che tra l’altro è la riserva) non sono certo dei fenomeni da top ten mondiale, ma anche i due doppisti fanno la loro parte. Nel 3-0 inflitto alla Serbia nel primo turno il doppio svizzero ha vinto e convinto contro i dirimpettai Filip Krajinovic e Nenad Zimonjic. La coppia titolare rimane sempre quella composta da Federer e Wawrinka, già campioni olimpici a Pechino 2008, ma Chiudinelli e Lammer ci sono e possono dare una mano.

La variabile Federer rimane comunque uno degli aspetti fondamentali del percorso degli svizzeri fino alla finale. Avere la consapevolezza della presenza del campione di Basilea con la maglia della nazionale, pronto a mettere tutto il suo talento in campo per la causa non è occasione che capita tutti i giorni. E questo, inevitabilmente, si riverbera sulle prestazioni degli altri portacolori svizzeri. Inoltre, la coppa Davis è l’unico trofeo che manca ancora nella bacheca di Re Roger. Un trofeo che non tutti hanno occasione di vincere. Questo sembra essere un incentivo in più per lo svizzero per essere a fianco dei propri compagni di nazionale e giocare bene. Se poi accanto a Federer c’è Wawrinka il cocktail diventa ancora più gradevole. Si tratta pur sempre dei numeri 3 e 4 del mondo.

La Francia di Richard Gasquet e Jo-Wilfred Tsonga – e dei vari Michael Llodra, Julien Benneteau e Gael Monfils – giocherà invece la sua diciassettesima finale. I transalpini hanno in bacheca già nove coppe Davis e hanno perso altre sette finali. Il palmarès è quindi ben differente da quello svizzero e la Francia è, assieme alla Gran Bretagna, la terza nazione più vincente nella competizione. L’ultima vittoria risale al 2001, mentre l’ultima finale al 2010.
La Francia ha eliminato sin qui l’Australia (5-0), la Germania (3-2) e i campioni in carica della Repubblica Ceca dimostrando di essere squadra compatta e di alto livello. La stagione dei portacolori transalpini, presa singolarmente, non è la migliore di sempre. Jo-Wilfred Tsonga ha vinto un solo torneo nel 2014. Poco importa se si tratta del Master 1000 di Toronto e per giunta in finale contro Roger Federer. Il francese stesso si sarebbe aspettato sicuramente una stagione migliore dal punto di vista del gioco e dei risultati. Stesso discorso per Richard Gasquet, uscito persino dalla top 20 mondiale. Per lui, che a inizio anno aveva anche cambiato allenatore, il bottino della stagione 2014 è ancora più magro. Nessuna vittoria e finali perse a Eastbourne e Montpellier. In Coppa Davis, però, tutto sembra diverso per i ragazzi di coach Arnaud Clement. Gasquet e Tsonga, assieme a Monfils e Benneteau, sembrano trasformarsi quando indossano la casacca della propria nazionale. Lo dimostra il 5-0 inflitto all’Australia durante il primo turno, in cui la Francia ha perso soltanto la miseria di un set nei cinque match disputati. Lo dimostra ancora meglio il quarto di finale giocato contro la Germania, durante il quale i transalpini sono riusciti a rimontare in maniera implacabile uno svantaggio iniziale di 2 punti a 0.

Inoltre, aver battuto i campioni in carica della Repubblica Ceca in maniera convincente può dare ulteriore fiducia ai nostri cugini e permettere loro in prima istanza di giocare bene la restante parte di stagione e infine di mettervi il glorioso sigillo della Coppa Davis. L’idea del riscatto di una stagione avara di successi può dare quindi quella motivazione supplementare che serve alla squadra francese per vincere un incontro che si preannuncia molto difficile.

Da un lato, quindi, la voglia di Federer e compagni di mettere in bacheca un trofeo mai vinto, un trofeo glorioso e dalla storia lunga ed esaltante. Dall’altro lato la voglia di Tsonga e Gasquet di vivere in squadra le emozioni che non sono state vissute nella stagione Atp e di riportare in Francia la Davis, dopo i trionfi degli anni ’20, ’30 e ‘90. Gli ingredienti per una grande finale di Coppa Davis ci sono tutti. il talento dei tennisti e fuori discussione, gli allori in campo sono tanti. Non resta che attendere venerdì 21 novembre per l’inizio delle ostilità. 


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