DAVIS, DJOKOVIC BOCCIA IL CALENDARIO

"Ci sono partite subito dopo le prove dello Slam: chi gioca le finali deve correre per tornare in Europa e mettersi al servizio della nazionale", dice il numero uno del mondo, che si unisce alle precedenti condanne già esposte da Federer
mercoledì, 1 Aprile 2015

TENNIS – Dopo la polemica nata sull’introduzione del tie-break al quinto set, la formula della Coppa Davis viene nuovamente minata dalle autorevoli voci dei suoi protagonisti di spicco. Nuovo capitolo è quello del calendario, già discusso in passato e riportato in auge da Novak Djokovic a margine della sua ultima prestazione sul cemento di Miami, nella conferenza post-gara che scoperchia dunque un ulteriore contenitore di critiche alla massima competizione tennistica a squadre.

Penso che il formato della Coppa Davis vada rapidamente cambiato. Il calendario del torneo non favorisce le nazionali e nemmeno i suoi componenti, che vengono letteralmente lesi da una formula inaccettabile“, ha spiegato Nole ai microfoni americani dopo il successo in due set su Steve Darcis. Il nodo della questione sta nella collocazione cronologica degli appuntamenti, spesso al limite dell’accavallamento con le maggiori manifestazioni del circuito: “Le fasi della Coppa Davis si sono giocate subito dopo l’Australian Open e si giocheranno nei giorni successivi a Wimbledon e US Open. Com’è possibile, soprattutto per chi arriva in finale, tornare immediatamente in Europa, interrompere per due-tre giorni e tornare in campo per un evento del genere, magari anche su un’altra superficie? Non c’è proprio la cultura di preservare gli atleti, che così rimangono costantemente a rischio infortunio e si è visto nell’ultimo spezzone di Davis“.

Il polverone sollevato da Djokovic arriva in vista del calendario estivo, con Argentina-Serbia che arriverà praticamente a Wimbledon concluso. Per il campione serbo è anche un danno d’immagine: “Non c’è più sufficiente appeal nella competizione, il marketing e gli sponsor non fanno più parte di questo mondo e anche l’affluenza di pubblico va scemando“.

L’alternativa, quindi, giunge proprio dalla voce di Nole: “Perchè non si pensa ad un evento di due settimane, a cadenza annuale o biennale, con sedici squadre in campo e successive Final Four da disputare tra le vincenti di quattro gruppi? Bisogna fare il massimo per avvicinare ed entusiasmare i giocatori in primis: se per noi ci fosse il giusto spirito, verrebbe immediatamente trasmesso agli appassionati e si tornerebbe a dar vigore alla Davis. Tutti noi vogliamo vincerla, tutti noi vogliamo rappresentare la nostra nazionale, ma non è una cosa facile da gestire in un anno sempre a ritmo elevatissimo“.

La proposta (e la protesta) di Djokovic fanno seguito a quelle già esposte in occasioni precedenti da altre grandi firme, come Roger Federer e Stanislas Wawrinka: gli impegni dei due svizzeri sono stati e continuano ad essere tanto pressanti, da costringerli a saltare l’edizione in corso della Coppa Davis. Una catena di inviti declinati potrebbe portare gli organi competenti a valutare ipotesi alternative?


Nessun Commento per “DAVIS, DJOKOVIC BOCCIA IL CALENDARIO”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.