DAVIS, NAUFRAGA IL DOPPIO ARGENTINO: E’ 2-1 CROAZIA

Cilic e Dodig battono Del Potro e Mayer 76 76 63. Mayer fragile nei punti chiave: Orsanic confermerà Delbonis in caso di quinto singolare? Del Potro opaco, Dodig jolly di Krajan.

Chi vince il doppio vince la finale, si diceva. Se la Croazia dovesse conquistare la seconda insalatiera della sua storia e condannare l’Argentina alla quinta sconfitta, lo dovrà in gran parte a Cilic e Dodig. Hanno piegato Del Potro e Mayer 76 76 63 in due ore e 42 minuti, hanno perso il servizio una sola volta in tutto il match e appena 9 punti con la prima. Hanno spento un Mayer troppo fragile e incerto nei punti chiave, e questo dovrà spingere Orsanic a qualche riflessione in caso di arrivo sul 2-2 all’ultimo singolare. Dodig, invece, trascinante dopo un inizio più timido, ha finito col trasformarsi nell’uomo chiave del confronto. Più in ombra, invece, Del Potro, col freno a mano tirato nella seconda parte del match, incapace di essere leader, di esaltarsi dopo un pessimo primo tiebreak e di esaltare Mayer.

In un’atmosfera caldissima, con gli “Olè” anche dei tifosi argentini, Cilic tiene il primo turno di battuta. Fa più fatica invece Dodig, portato subito ai vantaggi. Insieme hanno costruito un pezzo essenziale della vittoria sulla Francia e battuto i Bryan, stavolta dall’altra parte c’è Del Potro che aspetta solo di diventare l’eroe sportivo del 2016. Attacca, sfodera una copertura quasi totale della rete e sfida con sempre più decisione Cilic nel braccio di ferro da fondo dritto contro dritto.

Il campo, come previsto, con l’uso tende a velocizzarsi, gli scambi si riducono e il valore della risposta, determinante in doppio, si fa essenziale. Gli argentini cercano di sfruttare i turni di battuta di Dodig, di mettergli pressione sulla prima e soprattutto sulla seconda ma con soli 13 punti persi in totale al servizio il tiebreak è una conseguenza inevitabile. L’ace di seconda di Cilic fa da preludio al minibreak Croazia: si esalta Dodig, che si muove in anticipo sotto rete e inganna Mayer. Il suo innocuo passante e il nastro in risposta che avvelena la palla fra i piedi di Delpo costruiscono il 3-0 Croazia. L’Argentina recupera un minibreak e rimpiange la comoda volée in allungo che Mayer affossa, col naso sopra la rete, sul passante in cross di Dodig. Da qui al 7-2, suggellato dalla prima esterna e vincente di Cilic, il passo è davvero breve.

L’Argentina sembra in totale confusione, la Croazia domina e Dodig in questa atmosfera si esalta. Piazza un gran passante di dritto lungolunea, intercetta la volée di Mayer nella schermaglia a rete e quasi da solo firma il primo break del match. Del Potro non aggredisce più in risposta, nemmeno contro la seconda, e la coppia croata difende il break di vantaggio concedendo appena 3 punti al duo albiceleste nei suoi turni di battuta quando hanno messo in campo la prima.

Così l’ottavo game con Cilic costretto ai vantaggi suona come un’eccezione e Dodig con due errori decisamente evitabili, costruisce quasi da solo il controbreak argentino. La prima di Cilic un po’ viene a mancare, Del Potro  lo costringe poi all’errore di dritto e il 4-4 restituisce esperienza e mistero per tutta la strada, per la gioia anche di Maradona in tribuna.

Krajan ostenta serenità in panchina, concentrato Orsanic mentre Mayer sale di livello al servizio e Del Potro ingaggia più di un duello sulla diagonale destra da fondo. L’equilibrio non si spezza e si torna al tiebreak che inizia però con 5 punti su 5 per chi risponde. Il doppio fallo di Dodig, il secondo del match per la Croazia, che porta l’Argentina sul 2-1 e servizio, viene neutralizzato da due pesanti errori di Mayer, un doppio fallo e un passante liftato in diagonale troppo centrale con tutto il lungolinea aperto. L’ace di Cilic vale il primo allungo (4-2), subito cancellato però dall’errore di Dodig sotto rete. E’ un tiebreak surreale, con la Croazia per tre volte avanti di un minibreak, agevolata dall’inusuale dritto anomalo di Palito (6-4) che di fatto anticipa la chiusura del set. Allo scoccar delle due ore, Cilic stampa la volée del 7-4.

Mayer affossa il dritto e regala il secondo break del match alla Croazia che allunga 4-2. Può sperare l’Albiceleste, ma Cilic e Dodig risalgono nel game successivo da 15-30. E’ l’ultimo sussulto di un’Argentina che arriva all’ultima giornata con tanti dubbi e i fantasmi di una quinta sconfitta sempre più vicini.


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