DAVIS, LA NAZIONALE È PER SEMPRE

La ITF piazza i paletti sui cambi di nazionalità: quando si sceglie una Nazionale di Davis, non si può più cambiare. Nulla da fare, quindi, per Aljaz Bedene, protagonista di un mancato passaggio dalla Slovenia alla Gran Bretagna
giovedì, 6 Novembre 2014

TENNIS – Capita anche nel tennis che un giocatore straniero si veda chiudere la porta in faccia da un’altra nazione. Non è esattamente colpa di questo o quello Stato, visto che anche le nazionali di Coppa Davis incorreranno in limitazioni di questo tipo. Non sarà più convocabile, quindi, un giocatore che abbia già affrontato la manifestazione sposando una nazionalità diversa da quella richiesta.

La decisione, che ha già spaccato in più fronti la racchetta maschile, giunge ufficialmente dalla ITF, che nell’ultima assemblea federale ha deciso di chiudere le porte di altre nazionali ai giocatori che hanno già presenze sotto un’altra bandiera. Il nuovo regolamento verrà ufficialmente applicato a partire da gennaio e verrà esteso anche alle giocatrici di Fed Cup. Rimangono fuori da tale modifica i giocatori delle categorie juniores, ma il resto dei tennisti si uniformerà ad una regola già presente nel mondo del calcio.

A farne le spese, vista la risonanza che ha avuto il suo caso nell’ultimo periodo, è Aljaz Bedene. Il giocatore sloveno, che vanta tre convocazioni con la sua nazionale, vive ormai da sei anni in Gran Bretagna e, a partire da quest’anno, aveva fatto richiesta per la cittadinanza britannica, componente che gli avrebbe permesso di cambiare nazionale in ottica Davis. Con il nuovo regolamento, però, le speranze di mettersi al servizio del team d’Oltremanica svaniscono ancor prima di completare l’iter intrapreso.

Lo stesso protagonista della vicenda, in recenti dichiarazioni, ha espresso la sua opinione sul cambio di nazionalità: “Nonostante la convocazione, non ho mai giocato un match valido con la Slovenia, ma soprattutto non sentivo l’appartenenza e non era il percorso che volevo intraprendere. Non vedo il problema in caso di un passaggio con la nazionale britannica, che è il mio desiderio“. A ciò, però, fa da contraltare il pensiero di un collega, quel Daniel Evans non particolarmente favorevole a tale naturalizzazione: “Considero Aljaz un bravo ragazzo. Porterebbe una buona dose tecnica alla nostra nazionale, ma ha già giocato la Davis con un altro team e non credo sia giusto lasciarlo per cambiare nazionalità“.

Mentre si crea la prima spaccatura sul futuro di Bedene e di altri tennisti che vorranno intraprendere lo stesso percorso, il capitano inglese Leon Smith glissa sulla vicenda e pensa piuttosto a riorganizzare la nazionale in vista della nuova stagione, a prescindere dagli interpreti che vorrà convocare. Il primo impegno del 2015 è il confronto con i cugini degli Stati Uniti e servirà un gruppo coeso anche dal punto di vista ideologico, in modo da evitare malumori nello spogliatoio.

La riluttanza mostrata da Evans, comunque, rimane un caso isolato tra l’indifferenza momentanea del movimento inglese. Dall’assemblea federale della ITF non potranno che susseguirsi strascichi e polemiche, anche alla luce della sosta di fine anno. Bedene rimane bloccato con la Slovenia fino a nuovo ordine, ma resta da decifrare la posizione delle due nazionali in causa e quella delle altre partecipanti a Coppa Davis e Fed Cup.


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