DAVYDENKO HA LASCIATO LA’ DOVE VINSE LA DAVIS

Si ritira dopo aver collezionato 21 titoli in carriera, tra i quali tre Masters 1000, il Masters Atp e la Coppa Davis. In bacheca manca soltanto il tironfo in uno slam
venerdì, 17 Ottobre 2014

TENNIS – Nikolay Davydenko nasce nel giugno 1981 nella città ucraina di Sjevjerodonec’k e inizia a giocare a tennis all’età di sette anni, seguito dal fratello maggiore Eduard. I due, in un primo tempo, si trasferiscono in Russia; poi, nel 1996, si spostano in Germania per avere la possibilità di disputare più tornei senza il fastidio di dover affrontare lunghe trasferte.

La non buona situazione economica condiziona la scelta di Eduard, il fratello maggiore, che abbandona ben presto la strada del professionismo per diventare maestro di tennis, mentre Nikolay continua la sua strada verso i piani alti. Si narra che, ad inizio carriera, i fratelli Davydenko viaggiassero in treno, in seconda classe, per raggiungere i tornei, mentre per i pasti si arrangiassero con panini acquistati nei supermercati. Altra opzione le mense dei circoli nei quali si tiene la competizione.

Nel 2000, lo stesso Eduard inizia a fare da coach al fratello. Sempre nel 2000 Nikolay, da un anno cittadino russo a tutti gli effetti, debutta nel circuito ATP. Precisamente al torneo di Amsterdam, dove giunge fino alle semifinali. Viene sconfitto da Raemon Sluiter, tennista olandese di non importante caratura, che tuttavia riesce a entrare per breve tempo nei Top 50.

La semifinale di Amsterdam è un buon inizio per il diciannovenne Davydenko, il quale deve attendere tre anni per vincere i primi tornei importanti: Adelaide, il torneo che con Wellington precede in quegli anni lo slam australiano, e successivamente Estoril. Con altri piazzamenti interessanti chiude la stagione nei primi 50 del ranking ATP.

L’anno successivo migliora la sua situazione di una ventina di posizioni, ma il definitivo salto di qualità avviene tra il 2005 ed il 2006. Davydenko raggiunge le semifinali al Roland Garros, mentre nel 2006 disputa sette finali vincendone cinque: Pörtschach, Sopot, New Haven, Mosca ma soprattutto il suo primo Masters Series, a Parigi-Bercy. Giunge in semifinale agli US Open dove viene sconfitto da Roger Federer e contribuisce alla vittoria della Coppa Davis per la Russia, la seconda della storia. Il trionfo arriva allo Stadio Olimpico di Mosca: stessa location in cui ieri ha annunciato il suo ritiro. In quel 2006, chiude la stagione al terzo posto del ranking mondiale dietro solo ai dominatori Roger Federer e Rafael Nadal.

Oggi, Nikolay Davydenko vanta un palmares invidiabile: 482 incontri vinti su 811 disputati, 23 finali raggiunte delle quali 21 vinte. Ma la storia del tennis si scrive nel tornei del “Grande Slam”, competizioni nelle quali il russo non è mai riuscito a trionfare: è giunto in quattro occasioni ai quarti degli Australian Open (2005, 2006, 2007 e 2010); per due volte in semifinale al Roland Garros, un misero quarto turno a Wimbledon nel 2007 e per due volte semi agli US Open dove ha perso entrambe le volte da Roger Federer 6-1, 7-5, 6-4 nel 2006 e 7-5, 6-1,7-5 nel 2007.

La grande vittoria arriva nel 2009, quando si aggiudica le ATP Finals, sconfiggendo nel match decisivo l’argentino Juan Martin Del Potro per 6-3, 6-4. Per il resto le sue vittorie, 16 su 21, vengono nei tornei ATP International Series / ATP World Tour 250.

Nikolay Davydenko conserva una posizione tra i top 10 del ranking tra il 2006 ed il 2009. Nel 2011 chiude al 41° posto, poi la lenta discesa fino al 242° gradino. Il 21° titolo è arrivato nel maggio 2011 a Monaco di Baviera.

Un giocatore che ha lottato e lavorato duro per tutta la sua carriera. Non era certo dotato della classe cristallina di Roger Federer né di Rafael Nadal, ma con un lavoro massacrante è riuscito a mantenersi per lungo tempo a ridosso di queste stelle indiscusse del firmamento tennistico.

Ad inizio carriera, i suoi avversari arrivavano ai tornei freschi e riposati dopo un comodo viaggio in aereo, lui aveva passato la notte in treno su un vagone di seconda classe con il fratello Eduard. Dopo il match i suoi colleghi mangiavano al ristorante… I fratelli Eduard e Nikolay mangiavano panini. Locali alla moda e discoteche? Certamente no, tutti sapevano che per lui c’era da fare il bucato e stendere la biancheria che doveva essere pronta per gli allenamenti e la partita del giorno seguente.

Il giorno del ritiro è arrivato ieri a causa di una serie di infortuni. “Mi disturbano ancora ed è difficile combatterli. Non sono più in grado di produrre un buon risultato”. Già quest’anno al Roland Garros girava voce che Nikolay non avesse più voglia di combattere sul campo e fuori dal campo con gli acciacchi e con momenti professionalmente difficili. Il peggiore tra questi risale al 2007, quando fu messo alla gogna per la sconfitta a Sopot contro Martin Vassallo Arguello. Gli scommettitori giocarono molto, forse troppo, le quote non erano lineari. Si parlò di combine. Ma lui ha sempre negato e – supportato dai fatti – ne è uscito pulito, senza un solo giorno di squalifica.

Adesso Nikolay Davydenko è un ex tennista e sembra proiettato su ben altre attività. Potrà godersi gli oltre 16 milioni di dollari guadagnati davvero sudando e lottando; potrà passare il tempo con la moglie Irina e con la figlia Ekaterina. A chi gli ha domandato di cosa si occuperà e se abbia in mente di continuare con lo sport, Davydenko ha risposto che potrebbe entrare nel mondo degli affari, ma  non esclude già da ora di poter fare il coach in futuro: “Vedo giocatori contro i quali giocavo 10 anni che ora fanno gli allenatori. Potrebbe capitare anche a me“. L’unica cosa certa è che al momento ha rifiutato un incarico con la federazione del suo paese e per il momento vuole sentirsi un uomo libero.

Da questa mattina, a 33 anni, è un uomo libero. E ha scelto proprio Mosca per salutare tutti, in quello stesso campo che otto anni fa significò trionfo. 


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