DAY 11, È TEMPO DI SEMIFINALI MASCHILI

TENNIS - Domani a Wimbledon sono di scena le semifinali maschili. I primi a scendere in campo saranno Novak Djokovic e Juan Martin Del Potro, poi toccherà a Andy Murray e Jerzy Janowicz. C'è spazio per una sorpresa o si va verso una finale scontata?
giovedì, 4 Luglio 2013

Tennis. Wimbledon. Sarà anche stato un torneo “pazzo”, imprevedibile, per certi versi sconcertante, condito da polemiche e tonfi a dir poco clamorosi, segnato dall’ascesa di misconosciuti eroi per un giorno e dal crollo di semidei sulla via del crepuscolo, ma loro due, i primi giocatori del mondo, non ne vogliono proprio sapere di cedere il passo a chicchessia. Lo sta dimostrando dall’inizio del torneo Novak Djokovic, passato come un caterpillar sopra ogni avversario, affamato come non lo si vedeva da un po’, algido, atarassico e robotico. Neanche un set perso per strada e pratica Berdych liquidata con disinvoltura e una certa autorità. Qualche patema in più rispetto al numero 1 del mondo lo ha avuto sicuramente Andy Murray, che nei quarti ha dovuto rimontare due set di svantaggio al ritrovato Verdasco prima di poter alzare le braccia al cielo – per la gioia dei sudditi di Sua Maestà, che ringraziano e continuano a sognare. Sono loro le uniche granitiche certezze in un torneo schizofrenico, falcidiato da forfait e inattesi capitomboli. Nole e Andy. La finale che più o meno tutti, giunti a questo punto, si aspettano. C’è però da considerare il lato irrazionale della questione con le sue variabili impazzite, che si chiamano Juan Martin Del Potro e Jerzy Janowicz. Due bombardieri dal fisico erculeo pronti a tutto per entrare nella storia.

Centre Court (dalle 14:00, ora italiana)

Novak Djokovic (SRB) [1] v Juan Martin Del Potro (ARG) [8]. Precedenti 8-3. I primi a scendere in campo saranno Novak Djokovic e Juan Martin Del Potro. Entrambi arrivano all’appuntamento senza aver ceduto nemmeno un set. Come accennato poco sopra, il torneo del serbo è stato fin qui praticamente impeccabile. Quando le varie cassandre vaticinavano il suo arrivo in carrozza alle fasi conclusive del torneo non sbagliavano. Troppo forte, solido, costante e feroce questo Djokovic per poter temere un redivivo Tommy Haas o un abulico Berdych. La verità è che quando Nole è in palla, concentrato e risoluto è quasi impossibile batterlo. Ci vogliono un Federer d’annata o un mostruoso Nadal, ma sono casi rari, exploit isolati di autentici fuoriclasse della racchetta. Anche – e non solo – per questo Del Potro è chiamato ad una vera e propria impresa. Dopo lo scivolone in apertura di match contro Ferrer, nessuno pensava che il colosso di Tandìl sarebbe stato capace di vincere l’incontro e issarsi fino alla semifinale. Eppure Delpo ce l’ha fatta, giocando un tennis tutto ritmo e potenza. Resta il rebus ginocchio. Bisognerà capire se – ed eventualmente in quale misura – il suo tennis sarà condizionato dall’infortunio rimediato nel terzo turno contro Zemlja. Se gli antidolorifici – indispensabili nella partita con ‘Ferru’ dopo la ricaduta – sortiranno lo stesso taumaturgico effetto e se l’argentino sarà solido al servizio, il match potrebbe anche riservare qualche sorpresa. I due si sono affrontati una sola volta sull’erba, alle Olimpiadi di Londra dello scorso anno. Si giocava per la medaglia di bronzo e la spuntò Del Potro in due set – 7-5, 6-4 il punteggio.

Andy Murray (GBR) [2] v Jerzy Janowicz (POL) [24]. Precedenti 1-1. La seconda semifinale, che vede opposti il finalista dell’edizione 2012 Andy Murray e il polacco Jerzy Janowicz, sembra – in linea teorica – già scritta. Da un lato il campione a un passo dallo storico traguardo, dall’altro il semi-carneade già ampiamente appagato dal grande piazzamento ottenuto. Messa così non c’è storia. Janowicz però, per nostra fortuna, non sembra affatto il tipo che si accontenta di un buon piazzamento. Se poi ci aggiungiamo le recenti vicissitudini dello scozzese, apparso spento e irriconoscibile nella prima ora e mezza di gioco contro Verdasco, le possibilità di assistere a un incontro dall’esito imprevedibile salgono vertiginosamente. Andy nel turno precedente si è salvato, è stato bravo a rimettere in piedi una partita che qualche anno fa avrebbe sicuramente perso, però è arrivato davvero a un passo dal precipizio. Contro un avversario come Janowicz, giunto a questo punto del torneo sulle ali dell’entusiasmo e senza nulla da perdere, un avvio del genere potrebbe avere effetti ben più devastanti. Andy e i tifosi inglesi – pardon, britannici – si augurano invece che la partita vinta in rimonta contro lo spagnolo rappresenti una sorta di spartiacque (ricordate Federer-Bennetau dello scorso anno?). E Janowicz? Lui il suo l’ha già ampiamente fatto. Quando sono cadute in rapida successione le teste di Nadal e Federer, Jerzy è diventato il candidato più accreditato per un posto in semifinale contro Murray. Ebbene, ha rispettato le attese. È venuto a capo di un match complicato contro Melzer, ha vinto il derby polacco da favorito e ora si presenta sul palcoscenico del Centre Court da assoluto underdog, senza pressioni. L’ultimo incontro tra i due se l’è aggiudicato Janowicz a Parigi Bercy, lì dove tutto è cominciato. Jerzy spera – e con lui la Polonia tutta – che la partita di domani possa rappresentare l’apogeo di un’ascesa tanto repentina quanto inaspettata.


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