DAY 9, PAROLA AGLI UOMINI

TENNIS – A Wimbledon è tempo dei quarti maschili. Tanti i volti nuovi in un torneo che ha regalato molte sorprese. Ferrer-Del Potro e Verdasco-Murray sul Centrale; Djokovic-Berdych e il derby polacco tra Janowicz e Kubot di scena sul Campo numero 1.
martedì, 2 Luglio 2013

Tennis. Wimbledon (22.560.000, erba). È stato il torneo delle sorprese. Buona parte dei favoriti sono prematuramente caduti, nuovi volti si sono affacciati, conquistando le copertine. Ma questa aria rivoluzionaria ha colpito il tabellone maschile e quello femminile nella stessa misura? A ben guardare, no. Se tra le ragazze giunte ai quarti figuravano solo tre delle prime otto teste di serie (Radwanska, Li e Kvitova), il cataclisma tra i maschietti è stato di proporzioni minori in termini numerici ma forse maggiori nell’impatto emotivo sugli appassionati. Domani, all’appello, dei “big” mancheranno solo Federer, Nadal e Tsonga. Vale a dire cinque degli otto protagonisti attesi hanno rispettato il pronostico. In questo caso più che di rivoluzione, sarebbe giusto parlare di cambio della guardia. La carta d’identità comincia a giocare brutti scherzi a Roger mentre Rafa è arrivato stremato e impreparato all’appuntamento londinese sul verde.

Centre Court (dalle 14, ora italiana)

David Ferrer (4) vs Juan Martin Del Potro (8). Precedenti 6-2. Lo spagnolo non ha mai avuto un gran feeling con l’erba ma quest’anno, complice un buon tabellone, le sua possibilità di piazzare il colpaccio sono davvero alte. Fin qui “Ferru” non ha certo impressionato: ha avuto bisogno di quattro set per superare due terraioli come Martin Alund e Roberto Bautista Agut, poi se l’è cavata al quinto contro Alexandr Dolgopolov (dominando gli ultimi due parziali) e ancora alla distanza ha schiantato la resistenza di Ivan Dodig, rifilandogli un doppio 6-1 nel terzo e nel quarto parziale. Ferrer punta a migliorare il suo miglior risultato ai Championships conseguito lo scorso anno quando si arrese nei quarti a un ispirato Andy Murray, al termine di una vera e propria lotta. Molto dipenderà dalle condizioni di Del Potro. La “torre di Tandil” non ha palesato particolari difficoltà fisiche nel match di ottavi contro il nostro Andreas Seppi; tutto lascia pensare che potrà giocarsi le sue carte in tranquillità. Contro l’altoatesino, Delpo ha accusato una certa lentezza negli spostamenti laterali sono nei primi giochi. Poi ha giocato il suo solito tennis, fatto di ritmo e potenza. Insieme al derby polacco, è il quarto più incerto.

Andy Murray (2) vs Fernando Verdasco. Precedenti 8-2. A seguire sul Centrale andrà in scena il quarto più atteso dai sudditi della Regina. Murray è chiamato a non tradire le attese. I tabloid britannici lo hanno scritto a chiare lettere: la finale è l’obiettivo minimo. Andy parte largamente favorito con Verdasco, arrampicatosi fin qui sfruttando il buco nel tabellone lasciato dal ritiro di Tsonga, e lo sarebbe ancor di più in semifinale, dove sfiderà il vincente dello storico derby polacco che vedrà di fronte Janowicz e Kubot. Fin qui Murray, notoriamente scozzese quando perde e britannico quando vince, ha convinto: non ha perso nemmeno un set e solo in una occasione è stato costretto a rifugiarsi nel tie-break (nel secondo set dell’incontro con Youzhny). Tutto lascia pensare che, in un torneo ricco di sorprese, Murray farà valere la maggiore attitudine all’erba e la maggiore esperienza a questi livelli.

No. 1 Court (dalle 14, ora italiana)

Novak Djokovic (1) vs Tomas Berdych (7). Precedenti 13-2. Nole è stato relegato sul Campo 1. Anche la sua partita sembra abbastanza segnata. Il serbo sembra aver trovato una buona confidenza con i campi di Wimbledon e anche per lui la finale è obiettivo obbligato. Anche lui, come Murray, non ha smarrito nemmeno un set strada facendo e i due tie-break che ha giocato, contro Reynolds e Haas, li ha vinti con agio. La partita con il tedesco è filata via senza affanni, a dimostrazione del fatto che il numero 1 mondiale è in forma e lanciatissimo verso la finale. Berdych, dopo un digiuno lungo tre anni, è tornato a battere Djokovic nel recente torneo di Roma, rimontando nel set decisivo uno svantaggio che pareva incolmabile. Al ceco non resta che aggrapparsi e questo dolce ricordo recente per sperare di sovvertire un pronostico che sembra essere chiuso.

Jerzy Janowicz (24) vs Lukasz Kubot. Primo incontro tra i due. Ed eccoci giunti al quarto meno nobile ma forse proprio per questo più interessante. In palio un posto in semifinale; di fonte i due outsider polacchi, già idoli in patria. Nessuno avrebbe scommesso un euro, anzi un penny, sull’approdo di questi due baldi giovanotti alla seconda settimana. Al loro posto gli appassionati sognavano l’ennesimo capitolo della sfida tra Federer e Nadal. Invece le cose non sono andate come previsto. Janowicz e Kubot hanno avuto il merito di cogliere l’occasione che gli si è presentata al volo, capitalizzando una fortuna che potrebbe non capitare più. Ma il bello viene adesso. Lasciare i Championships a un passo dal traguardo lascerebbe l’amaro in bocca. Janowicz è giunto sin qui sopravvivendo allo scontro frontale con Melzer, Kubot gli straordinari li ha dovuti fare con Mannarino. Difficile dire chi la spunterà, Janowicz parte leggermente favorito ma la partita è aperta a ogni soluzione.


2 Commenti per “DAY 9, PAROLA AGLI UOMINI”


  1. Rita ha detto:

    Anche io spero che DelPo arrivi in semifinale. Dubito che Verdasco possa impensierire Murray e spero che Janowicz vinca.

  2. Consuelo Motta ha detto:

    Forza DelPo!


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