DEL POTRO: “VOGLIO CHE IL MIO NOME SIA RICORDATO”

TENNIS – Juan Martin Del Potro rilascia una lunga intervista all’Herald Sun, nel quale ricorda il suo anno migliore, il 2009, e spiega il suo periodo nero durante e dopo l’infortunio al polso. L’argentino è tornato al top e adesso vuole lasciare un segno nella storia del tennis.
lunedì, 16 Dicembre 2013

Tennis. Era il mese di Novembre 2009 quando Juan Martin Del Potro raggiungeva il picco della sua carriera, grazie ad una vittoria di quelle che non si dimenticano. A soli 20 anni, Palito è stato il primo argentino a vincere gli US Open dai tempi di Guillermo Vilas nel 1977. Al ritorno in Paese 40 mila persone lo attendevano, urlando a squarciagola e inneggiando al suo nome. Del Potro aveva fatto davvero l’impossibile vincendo il suo primo Grande Slam a Flushing Meadow, sconfiggendo Rafael Nadal in semifinale e recuperando uno svantaggio di due set a uno nella finale contro Roger Federer, che aveva vinto le cinque precedenti edizioni degli US Open.

Ma appena sei mesi dopo l’entusiasmo del pubblico e le luci della ribalta sono pian piano calate sostituite da voci inquietanti che l’avrebbero visto soffrire di depressione e attacchi di panico: “Dopo gli US Open sono tornato a casa ed ero la persona più popolare nel mio paese e forse del mondo del tennis,” racconta Del Potro all’Herald Sun. “Pochi mesi dopo, nessuno parlava più di me.” E’ stato solo dopo mesi di silenzio, Del Potro scrisse una lettera aperta: “Come tutti hanno capito, non è un periodo felice della mia vita, ma sono abituato a combattere nelle avversità e ho tutta la forza necessaria per lasciarmi questo periodo alle spalle”, ha scritto Del Potro, attaccando le voci sul suo conto. “Non voglio spiegare qualcosa che non esiste, ma cattiva informazione non riguarda solo la mia famiglia, la mia squadra e le persone che si prendono cura di me, colpisce anche coloro che finiscono per leggere una notizia che non è vera.”

Ora, quattro anni dopo, senza un secondo Grande Slam a suo nome, ma nella sua forma migliore da quel lontano 2009, Del Potro alza lo sguardo dal pavimento. L’ infortunio al polso destro ha seriamente messo in pericolo la sua carriera. Numerosi medici e specialisti non capito cosa era successo al suo polso, per cui trovare una soluzione sembrava un’utopia: “Ero triste, ero a casa, frustrato. Nessuno sapeva cosa stava succedendo al mio polso, non sapevo se avrei mai potuto più giocare a tennis. È stato il momento peggiore della mia carriera”. Poco tempo dopo ha trovato il dottor Richard Berger, un chirurgo ortopedico del Minnesota, che ha scoperto che l’argentino aveva spaccato i legamenti del suo estensore ulnare del carpo, una parte interna dell’avambraccio, diminuendo ogni capacità per il giocatore di ruotare il braccio. Dopo nove mesi di stop, Del Potro finalmente torna nel settembre 2010, ma non con grandi risultati: si fa infatti eliminare nei primi turni in Thailandia e Giappone. Da n°4 del mondo,l’argentino si ritrova al n°484 del ranking ATP.

“Ho avuto davvero un brutto momento nel 2010, poi ho fatto una fantastica rimonta nel 2011”, dice Del Potro. “Sono quasi finito nella top 10, l’anno successivo ho vinto un paio di tornei, ho fatto le semifinali a Londra e quest’anno ho vinto tre grandi tornei e raggiunto un’altra semifinale in un Grande Slam dopo quattro o cinque anni. Non vedo l’ora di andare avanti in questo modo. Credo in me stesso, mi piace essere pericoloso per i top players. Il mio gioco sta funzionando bene in questo momento. Se sono in buona salute e gioco con fiducia, so che posso essere un avversario davvero difficile per i ragazzi migliori.”

Quest’anno al Master di Shanghai DelPo ha distrutto il n°1 del mondo Nadal in semifinale per poi spingere il n°2 Novak Djokovic al tie-break del terzo set prima di soccombere per colpa di una brutta influenza. L’argentino ha indubbiamente ritrovato il suo miglior gioco e la sua potenza. Si è portato a casa il Rotterdam Open, i Citi Open di Washington e i Japan Open quest’anno, ed è tornato al n°5 del ranking. A Gennaio, arriverà in Australia come uno dei favoriti per il Sydney International, un evento che spera sarà il suo trampolino di lancio per la tanto attesa impennata nel 2014. Al di fuori del “Fab Four” – Federer, Nadal, Djokovic e Murray – Del Potro è l’unico altro tennista ad aver vinto uno Slam dal 2006.

È incredibile che Del Potro, con 13,5 milioni dollari di montepremi in carriera, abbia compiuto da poco 25 anni. Pare che sia nel circuito da sempre e il fatto di essere stato il quinto giocatore più giovane a vincere gli US Open nell’era Open ad appena 20 anni lo ha classificato come veterano agli occhi di molti. Questa esperienze ha insegnato a Juan Martin come vedere la vita attraverso gli occhi di un veterano: “Quell’anno lontano dai campi ha cambiato la mia vita tennistica”, ha rivelato Del Potro. “Sono felice di avere la possibilità di giocare di nuovo a tennis, ringrazio Dio. Provo a godermi il momento, perché questo sport va veramente veloce, facciamo tornei ogni settimana. Avrei potuto vincere un torneo la settimana scorsa, ma se perdo oggi, allora è dimenticato. l’US Open è stato il momento più alto della mia vita e dopo qualche mese non sapevo se sarei stato in grado di giocare di nuovo a tennis. Ecco perché cerco mi godo questi momenti. Mi piace giocare, mi piace stare in campo di fronte a grandi folle. Vorrei fare una buona storia in questo sport, come ho fatto agli US Open, e comparire sugli annali per il resto della mia vita. Si tratta di una carriera breve, a 30 anni hai quasi finito, e poi c’è il resto della vita per godere di molte altre cose”.


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