DELGADO: “COACH DI MURRAY FULL-TIME? SI PUÒ”

Dopo la separazione da Amèlie Mauresmo, lo scozzese è a caccia di un allenatore a tempo pieno. Jamie Delgado, già in corsa, si dice d'accordo
lunedì, 30 Maggio 2016

TENNIS – In un momento così determinante della stagione, Andy Murray sta facendo leva soltanto su se stesso. La corsa al Roland Garros passa dai quarti di finale contro Richard Gasquet, ma lo scozzese è praticamente il classico self-made-man che, senza un coach stabile e con il fardello di essere l’unico a poter contrastare Djokovic a Parigi, prova a bissare il successo agli Internazionali d’Italia. La Francia, però, potrebbe essere l’ultimo step di questo percorso in solitaria: Jamie Delgado è pronto a tendergli una mano.

L’ex tennista inglese, che segue la preparazione atletica e tecnica di Murray dai primi giorni di marzo, è il candidato principale alla sostituzione di Amèlie Mauresmo, dopo la burrascosa separazione prima di Roma. Pur non essendo formalmente il suo allenatore, il 39enne di Birmingham sarebbe ben disposto a prendere le redini dello staff tecnico al seguito di Andy, come spiegato al Daily Mail nelle scorse ore: “Non sono ancora a conoscenza delle idee di Andy, con cui sto comunque lavorando al meglio in questo periodo. Se mi chiedesse ufficialmente di fargli da coach, sono certo che si potrà trovare un accordo. Sono disposto ad allenarlo a tempo pieno“.

Il problema sollevato dal giocatore scozzese ai tempi della Mauresmo, infatti, era quello di non essere seguito quotidianamente, per via dell’incompatibilità delle tempistiche tra coach e diretto interessato. Non è bastato nemmeno il supporto a distanza di Lendl. Dal canto suo, invece, Delgado sembra avere le idee chiare: “Fondamentalmente, l’ufficializzazione di un mio ingresso nello staff sarebbe una formalità, visto che sono nel team ormai da tre mesi. Se Murray ha bisogno di un allenatore full-time, col quale confrontarsi anche nel box durante il match, io sono qui“.

A dimostrazione del rapporto instaurato tra i due, c’è la grande fiducia che Jamie ripone in Murray: “Sono sicuro che abbiamo a che fare con un giocatore che può migliorare. Non ha ancora dato tutto, possiamo trarre ancora elementi importanti per raggiungere obiettivi mai ipotizzati prima. C’è da migliorare, certamente, ma dobbiamo lavorare in modo mirato per battere più spesso Djokovic. Credo che, in questo caso, la comunicazione sia un fattore importante“.

La fase più delicata del Roland Garros, ovviamente, farà passare momentaneamente in secondo piano la questione legata ad uno staff tecnico full-time, considerando la possibilità concreta di poter arrivare in fondo al secondo Slam della stagione. A partire dalla prossima settimana, quindi, Murray avrà la possibilità di scegliere con una maggiore ponderazione, sapendo di poter contare fin da adesso su Delgado.


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