DELPO, ROGER, NOLE, ANDY: UNO SPARO NEL BUIO

Le semifinali che non ti aspetti. Roger Federer preferisce scontrarsi con Andy Murray piuttosto che con Novak Djokovic, che se la vedrà con Juan Martin Del Potro. Tra chi piange in campo e chi ride al riparo di un asciugamano, alla fine il serbo potrebbe fare la differenza
domenica, 11 Novembre 2012

Tennis – Londra. “Ora avete tre grossi nomi e un ragazzo grosso in semifinale“. Così aveva dichiarato ieri sera un emozionato Juan Martin Del Potro nel corso della conferenza stampa londinese. Pochi minuti prima aveva sconfitto Roger Federer, per la seconda volta di fila in due settimane, dopo la rocambolesca finale di Basilea.

Scherza Palito, ma sa di essere lui la sorpresa di questo Masters Atp. In pochi avrebbero scommesso di rivederlo, questo sabato, a giocarsi l’ultimo titolo dell’anno contro i primi tre del mondo Novak Djokovic, Roger Federer e Andy Murray. Da tempo molti se lo aspettavano, se lo auspicavano. Di rivedere questo “ragazzo grosso” contendersi di nuovo i titoli che contano nei tornei più importanti. Di saperlo capace, di nuovo, di riprendere le redini del suo percorso vincente e proseguirlo da dove lo aveva parzialmente interrotto – e cioè quel 2009 che gli aveva regalato l’Us Open e la quarta posizione del ranking.

Il resto è storia nota: il grave infortunio al polso a inizio 2010, la delicatissima operazione chirurgica, i mesi di stop, gli affannosi periodi di recupero. Poi lo stentato rientro nel circuito: le sconfitte, ripetute e spesso umilianti, l’inconsistenza in campo, una fragilità mentale non degna della promessa di Tandil, che fino a pochi mesi pareva deputato al dominio del circuito per gli anni a venire.

Ecco però che, in questi ultimi scampoli del 2012 Juan Martin Del Potro mette a segno una grande impresa e siede al trono con i più grandi. Oggi affronterà Novak Djokovic.  sconfiggendo il serbo, pochi mesi fa, Juan aveva conquistato l’altro grande successo della stagione: quella medaglia di bronzo – inaspettata quanto meritatissima – suggellata dal ricordo della mastodontica e bellissima semifinale di 4 ore e 26 minuti persa sul filo di lana contro Roger Federer. Chissà che il ricordo di quella partita non dia all’argentino la giusta spinta per provare un altro gran colpo.

L’altra semifinale vede opporsi Roger Federer e Andy Murray. Roger due giorni fa aveva messo al sicuro la sua qualificazione: la partita con Del Potro era dunque ininfluente in questo senso. Tuttavia Federer ieri ha seriamente lottato e ha venduto cara la pelle all’argentino. Roger voleva vincere. Primo, perché con una sua sconfitta avrebbe messo a rischio il primo posto nel suo girone: se Tipsarevic avesse battuto Ferrer, lui sarebbe stato superato da Del Potro e avrebbe dovuto scontrarsi contro il primo classificato del Gruppo A, ovvero Novak Djokovic.

Certo, qualcuno potrebbe dire: in fondo perché mai Roger avrebbe dovuto preferire Murray a Djokovic? Entrambi sono dei fuoriclasse in ottima forma da temere allo stesso modo. Ebbene, senza bisogno di dilungarsi in statistiche e in ragionamenti, è universalmente noto che Djokovic ha – di norma – una maggiore propensione nel concretizzare durante le fasi finali dei tornei. Andy Murray, inoltre, nonostante sia in forma strepitosa e abbia battuto Roger Federer negli ultimi due scontri diretti (alle Olimpiadi ed a Shanghai) questa settimana non sta dimostrando certo il suo tennis migliore.

Gli scatti d’ira, i “motherfucker” e i piagnistei di Andy Murray che abbiamo visto durante la battaglia-suicidio contro Djokovic, ci riportano alla memoria quell’adolescente viziatello e lamentoso che ben conoscevamo, ma che non vedevamo più da un po’. Pensavamo che le profusissime cure di mamma Judy Murray e della tata Ivan Lendl lo avessero finalmente trasformato in un giocatore vincente e tutto di un pezzo. Uno con le palle. E lo è diventato, sia chiaro: ma – è lecito chiedersi – lo rimarrà ancora per il tempo a venire? O ritornerà la vittimista e compassionevole ‘ciofeca’ di prima?

A differenza dello struzzo di Glasgow, Novak Djokovic questa settimana si è dimostrato estremamente convincente. Ha perso solo un set in tre partite e sembra il vero favorito di questo Masters Atp.

Federer questo lo sa, e capisce che è meglio dilazionare l’appuntamento con il robot serbo ad una eventuale finale, dove poi giocarsi il titolo in una lotta apertissima. Sempre che Del Potro non decida di fargli una gradita sorpresa, battendo oggi in sua vece il numero uno del mondo.

Qualche parola su David Ferrer: ieri ha prevalso su Janko Tipsarevic in una partita utile quanto un soldo bucato. Janko esce dal Masters di Londra con l’amaro in bocca e senza una vittoria. Ieri ha chiuso in bellezza spaccando una racchetta, come se fosse l’ultimo tocco d’inchiostro di uno scrittore pazzo.

David Ferrer, invece, consapevole di non avere più speranze di qualificazione, si è reso tuttavia autore di una grande partita. E’ nota a tutti l’abnegazione di questo ragazzo, l’onestà e l’impegno lavoro di cui ha sempre dato prova, rendendolo a molti uno dei più fulgidi esempi di fairplay e di etica sportiva. Per molti è un dispiacere non vederlo in semifinale. Tra gli altri, dispiace soprattutto a Roger Federer il quale, perdendo da Del Potro, ha matematicamente segnato l’esclusione dell’amico David dal secondo posto del girone in favore dell’argentino. ha dichiarato ieri: “Ho pensato a David Ferrer più di quanto abbia pensato a Novak e Andy, Avrei voluto dargli una chance. Non che preferisca Ferrer a Del Potro, no. Ma mi dispiace più per lui che per la sconfitta”.

Non rimane che attendere il metaforico colpo di pistola nel buio della 02 Arena, che darà l’avvio alle semifinali, per sapere chi saranno i due finalisti di questo Atp World Tour Finals. In attesa, a cup of tea please!


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