MURRAY O L’ORLANDO FURIOSO

Arrabbiato per un presunto contatto su Twitter di sua madre con Feliciano Lopez, in campo lo scozzese ha letteralmente disintegrato lo spagnolo, proseguendo così la sua corsa verso l'ambito traguardo di Wimbledon
mercoledì, 29 Giugno 2011

Londra (Regno Unito) – Murray ha punito Feliciano Lopez. Oggi in campo non gli ha lasciato scampo, tre set e via. Il giovane scozzese non ne poteva più probabilmente delle voci che correvano sulla relazione telematica tra lo spagnolo e sua mamma, e dopo aver fatto la ramanzina a casa,  è sceso in campo mettendo a tacere il proprio avversario con una vittoria senza esitazioni.

Qualcuno di voi non ha pensato la stessa cosa? Su, su, non siate timidi, qui in fondo lo sport non c’entra e di questo ne siamo certi, ma l’argomento ha avuto un suo notevole trend nei giorni scorsi, sia sulla stampa spagnola, sia su quella inglese.

“Deliciano”, così è stato ribattezzato Lopez dalla mamma di Murray, è stato spazzato via dall’ira funesta del giovane britannico, oramai fuso dalle continue colonne della stampa che vagheggiavano sullo strano rapporto di Tweet intercorso tra sua madre e l’aitante spagnolo.

“Oh Deliciano, tu sei così bello. Tu sei sempre bello”. Questo uno dei primi Tweet incriminati e su cui i ricamini della stampa non sono tardati ad arrivare. Poi come d’incanto il destino ha messo di fronte proprio Murray e Lopez e, oltre alla già citata pressione dei giornalisti d’oltremanica per il titolo, Andy si è trovato a fronteggiare anche le domande insistenti su questa (possibile) tenera amicizia in corso.

Ovviamente il numero 4 del ranking mondiale si è mostrato abbastanza infastidito dall’argomento, ma come ogni buona storia vuole chi di Twitter colpisce, di Twitter perisce.

L’unica soluzione per mettere tutti a tacere era quindi il campo e il destino, come già detto, ha giocato a favore di Murray, concedendogli un’opportunità d’oro.

Nonostante le ottime prestazioni dei giorni scorsi, oggi chissà perché Deliciano non è riuscito a rimanere in corsa. Potrebbe essere stupido, e  forse pretenzioso, fare un paragone del genere, ma in fondo nella rubrica del tutto e del niente possiamo permetterci di favoleggiare un po’ su questa storia e pensare che il novello Romeo sia stato colpito a morte dalla racchetta funesta, mentre la moderna Giulietta rapita nelle stanze reali. Anzi forse più che scomodare la coppia veronese, sarebbe più opportuno spostarsi su quel ramo del lago di Como, dove un matrimonio – come quello della nostra storia – non s’ha da fare.

Chissà, chissà. Intanto la pratica sportiva è stata chiusa e Murray, almeno sotto questo punto di vista, è soddisfatto di questa terza semi consecutiva qui all’All England Club. Certo che forse se riuscisse a mantenere alta l’aggressività come oggi, beh magari un sassolino dalla scarpa se lo potrebbe anche togliere.

Peccato che Nadal non abbia un suo Twitter ufficiale, altrimenti magari mamma Jude avrebbe potuto fare degni apprezzamenti anche sul maiorchino, specie dopo la campagna fatta per Armani (nonostante l’ammissione del Photoshop per il ritocco delle foto).

Ironia e scherzi a parte il dato è tratto e l’unica sorpresa tra i semi finalisti e quella di Jo-Wilfried Tsonga. Il francese, come oramai tutti sanno, ha battuto il Re, la cui corona è sempre più instabile. Non stiamo ovviamente parlando di quella del ranking, ma di quella emotiva o emozionale se volete, quella che fa battere ancora tanti cuori ogni volta che lo svizzero entra in campo e fa il suo gioco.

Neanche Wimbledon quest’anno gli ha regalato la giusta voglia e negli ultimi due set Roger è apparso un po’ scialbo, senza colore e la bella maestria del primo set si è dissolta come nebbia al primo mattino. Questo è il primo Wimbledon  in cui, negli ultimi anni, non appariranno tra semi e finale né Federer, né le sorelle Williams. Il tempo passa e il primo decennio del 2000 è stato l’impero di un trio che qui ha fatto quasi sempre faville. Ora attendiamo il nuovo e speriamo che quelle di Bernard Tomic e di Sabine Lisicki possano essere due storie che scriveranno lunghe pagine anche in futuro.

Ad Maiora!


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