DIECI RACCONTI DA MONTE CARLO

TENNIS- The Tennis Space ha raccolto, in previsione dell’inizio del Rolex Masters di Monte Carlo, dieci episodi particolari accaduti sui campi francesi, da Krajicek a Nadal, da Federer a Safin .
lunedì, 15 Aprile 2013

Il Rolex Master ha ufficialmente aperto le danze e, per augurarvi un buon torneo, eccovi dieci divertenti fatti accaduti nelle precedenti edizioni del Masters di Monte Carlo

“Arbitro, spara!”.
Alla fine degli anni ’90, Richard Krajicek urla alla folla banchettante del Monte Carlo Country Club di fare silenzio ( “shut up!”): “E’ così scortese. All’inizio ci ridi su, ma dopo un paio di game ci si aspetta che le persone abbiano finito di mangiare e facciano silenzio o, in alternativa, che vadano a casa. Se dici qualcosa loro semplicemente se ne fregano, è scortese e scorretto. Ad esempio non spengono nemmeno il telefono, rispondono quando squilla e iniziano a parlare. L’arbitro mi chiese cosa fare, gli ho risposto ‘spara se devi farlo’ ”.

Tim Henman, ATP o.. WTA?
Il match più strano della carriera di Tim Henman fu probabilmente proprio a Monte Carlo, quando giocò contro il cileno Nicolas Massu nel 2004. Ci furono una gran quantità di break – si iniziò con ben 5 break consecutivi, e si raggiunsero i nove nei primi dodici game – e Tim mormorò “WTA” a se stesso durante alcuni punti. Ad uno dei cambi campo finali, disse all’arbitro che avrebbe indossato una gonnellina se avesse perso di nuovo il servizio: “Non volevo indossare una gonna, così ho evitato di subire di nuovo un break!”, disse Henman prima di vincere il match.

La prima battuta d’arresto del Matador.
L’unica sconfitta di Rafael Nadal a Monte Carlo (fin ora) è avvenuta nel 2003: “Ero un adolescente carico, iperattivo, viaggiavo con una media di mille giri al minuto, sia in allenamento che in partita”. In quell’edizione perse al terzo turno contro Guillermo Coria, e, sfortunatamente, non potè prendere parte al Roland Garros: “Ho avuto una battuta d’arresto nel momento sbagliato, mi sono infortunato alla spalla durante un allenamento e sono dovuto rimanere fermo per due settimane, cosa che mi ha impedito di debuttare al French Open. Poco dopo, però, ho giocato la mia prima partita a Wimbledon, arrivando al terzo turno, e l’ATP mi ha nominato Newcomer of the Year”.

Fischi per Andy.
L’altezzoso pubblico del Principato di Monaco, fischiò per tutto il tempo a Andy Murray, il quale, nell’edizione 2011, non fece altro che infliggere ad un infortunato Gilles Simon una serie di drop shot. “Mi aspettavo un fischio ogni volta che facevo una palla corta, ma più fischiavano più ne facevo, perché funzionava”, disse Murray, autore di circa sette smorzate.

Suite che passione.
Anche se Monte Carlo era il torneo di casa per Marat Safin – il russo aveva infatti preso la residenza nel Principato-  durante il Rolex Master era solito soggiornare nelle stanze d’albergo: “Le stanze dell’Hotel erano più grandi del mio appartamento!”.

Un Master da funerale.
Durante l’edizione del 2005, furono cancellati quasi tutti gli intrattenimenti fuori dal campo, come segno di rispetto per la morte del Principe Ranieri. Molte strade furono chiuse per la maggior parte del periodo del torneo, il che significava che i giocatori doveva arrivare sul posto nell’ora della colazione per giocare i match alle due del pomeriggio. Come disse Roger Federer, il torneo “seguì le orme del funerale”.

Un regalo di nozze poco gradito
La luna di miele di Roger e Mirka a Monte Carlo è stata rovinata dall’amico e connazionale Stan Wawrinka. Appena cinque giorni dopo il matrimonio, Stan sconfisse Roger nel terzo round del torneo (nell’edizione del 2009 ), regalandogli l’unica caduta dell’anno nei primi turni.

No photo, please.
Rainer Schuettler ricevette un warning dal giudice di sedia per aver fatto una foto al segno sulla terra dopo una chiamata, a suo parere, sbagliata. Il tedesco andò verso la sua borsa, tirò fuori la fotocamera e scattò una foto al segno della pallina, durante il match contro Lleyton Hewitt nel 2004. “Ho fatto una foto perché la palla era chiaramente fuori. Tutti si lamentano che il tennis è noioso, ma quando qualcuno fa qualcosa di non ordinario riceve un warning. Il pubblico ha riso, ma non l’arbitro: è stato un peccato!

Bernard e le autorità del Principato.
Bernard Tomic, che non si stanca mai di avere a che fare con i vigili australiani, è famoso anche a Monaco tra le autorità locali. “Un poliziotto qui, ha fermato mio padre mentre faceva un giro”, ha detto Bernard, che ora risiede a Monaco, “giusto per qualche con€trollo generale, e gli ha chiesto la patente. Il tizio, che era un appassionato di tennis, gli ha chiesto: ‘come va con la macchina?’ ”.

Ogni anno, nel party prima dell’inizio del torneo, l’organizzazione dà la possibilità ai giocatori di esporre la proprie impressioni sull’abbigliamento di ognuno, giocatrici WTA e non solo.


1 Commento per “DIECI RACCONTI DA MONTE CARLO”


  1. Jorja ha detto:

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