DIECI RITIRI IN WTA NEL 2014

Na Li e Dinara Safina hanno appeso la racchetta al chiodo e con loro altre sette tenniste hanno deciso di chiudere l’attività agonistica per infortuni o mancanza di motivazioni. Solo Elena Baltacha, tra loro, non avrebbe voluto smettere. Ma il destino se l’è portata via.

Tennis – É stato un anno ricco di temi interessanti, è stato un anno in cui non sono mancate le emozioni, ma è stato anche un anno di ritiri nell’universo Wta. Sono dieci le tenniste che hanno deciso di smettere e che si dedicheranno d’ora in poi a una vita da persone normali, a un’esistenza sicuramente meno stressante di quella vissuta sui campi da tennis di tutto il mondo. Dinara Safina, Elena Baltacha e Na Li sono rappresentano i ritiri più importanti di questo 2014.

Quello di Dinara Safina è stato sicuramente il ritiro meno clamoroso. La sorella di Marat Safin non giocava praticamente da tre anni a causa di un brutto e fastidioso infortunio alla schiena. Di lei si ricorderà sicuramente la facilità nel gioco al rimbalzo e i 12 titoli Wta collezionati in carriera. Ma, suo malgrado, saranno ricordate anche le tre finali Slam perse in carriera nel 2008 a Parigi contro Ana Ivanovic, nel 2009 a Melbourne contro Serena Williams e nel 2009 sempre a Parigi ma questa volta contro Svetlana Kuznetsova. Dinara Safina è stata costante presenza nella top ten dal 2007 e ha persino raggiunto il numero 1 Wta nel 2009. L’annuncio del suo ritiro è stato dato dopo la finale del torneo di Madrid, quando la russa è salita sul podio per premiare Maria Sharapova prima di allontanarsi definitivamente dal tennis e dal circus Wta.

L’abbandono di Na Li è invece risultato abbastanza sorprendente. La cinese aveva ottenuto quest’anno il suo secondo titolo Slam e si apprestava vivere il momento probabilmente migliore della sua carriera. Tuttavia, dopo la vittoria a Melbourne e il numero 2 Wta, Na Li non aveva convinto pienamente nei tornei successivi. In seguito, l’annuncio della mancata partecipazione a tutta la stagione sul cemento americano a causa di un infortunio al ginocchio aveva generato insistenti dubbi sulle sue possibilità di rientro in campo. Così, a fine settembre, poco prima dell’inizio del tanto caro torneo di Wuhan, Na Li ha annunciato il suo ritiro: “Il mio corpo mi sta chiedendo di abbassare il ritmo” ha dichiarato in una lettera aperta ai suoi tifosi. Anche lei che è la tennista cinese più titolata della storia ha appeso racchetta, borsone e completini al chiodo.

L’evento più drammatico è invece quello che ha portato all’inevitabile ritiro di Elena Baltacha. Il tumore al fegato che aveva colpito la miglior tennista britannica al mondo le è costato ben più della carriera. Elena stava vivendo un momento magico sia nel tennis che nella vita. Giocava, aveva una famiglia e i risultati in Wta non erano per niente male. Ma il destino le ha impedito di vivere quel momento al meglio. E se l’è portata via il 4 maggio.

Si è ritirata dall’attività agonistica anche Iveta Melzer. Due titoli Wta vinti in carriera e un best ranking al numero 25 Wta per la meglio conosciuta Iveta Benesova. Poi l’infortunio alla spalla del 2012 e un anno e mezzo di lontananza dai campi. Infine il rientro nel 2014, la partecipazione a cinque tornei senza grandi soddisfazioni e l’annuncio del ritiro per lei che nel frattempo ha sposato il tennista Jurgen Melzer.

Yvonne Meusburger è diventata professionista addirittura anni ’90, ma si è sempre resa protagonista soprattutto nel torneo di casa, a Bad Gastein, in Austria. Nel 2013 era riuscita a vincere il suo primo titolo Wta, entrando nella top 50. Il suo best ranking resta il numero 37 del mondo ottenuto a inizio 2014. Il suo ritiro è stato annunciato dopo gli Us Open, ma non prima di un’ultima esibizione ai prossimi Australian Open.

Kristina Barrois, come la sua collega Musburger, ha raggiunto la maturità poco prima dei 30 anni, con le finali raggiunte a Strasburgo nel 2010 e a Oeiras nel 2011. Lascia il circus con un best ranking al 57ma posizione Wta dopo aver realizzato il sogno di vincere un titolo Wta, ma in doppio (Lussemburgo 2014).

Catalina Castaño ha vissuto da top 100 i primi anni 2000 e ottenuto la 35ma posizione Wta nel 2006. Non ha mai alzato al cielo un titolo Wta, ma si è tolta la soddisfazione di battere in carriera giocatrici militanti nella top 20 (Na Li può testimoniarlo). Purtroppo, anche lei adesso si appresta a giocare una partita che vale molto più di una finale slam. Dopo il torneo di Florianopolis le è stato diagnosticato un cancro al seno che ne ha decretato di fatto il ritiro dall’attività agonistica.

Anne Kremer, classe 1975, è di sicuro la giocatrice più titolata in questo gruppo di atlete meno famose. È stata campionessa ad Auckland e a Pattaya nel 2000 e ha occupato anche la posizione numero 18 nel ranking. Si tratta della giocatrice del Lussemburgo più titolata della storia e ha annunciato il ritiro proprio dopo un match di doppio misto giocato nel torneo di casa.

Mallory Burdette, classe 1991, è stata la faccia pulita del tennis statunitense. Impressionante il suo risultato agli Us Open 2012, quando non ancora professionista si era spinta fino al terzo turno. Aveva poi deciso di proseguire gli studi, ma un infortunio alla spalla le aveva fatto saltare buona parte del 2013 e tutto il 2014 con la decisione straziante di porre fine prematura a una carriera che sembrava cominciata sotto una luminosissima stella.

Ashleigh Barty è la più accreditata del gruppo per un ritorno sui campi. Nonostante sia stata chiara quando ha annunciato il ritiro dopo un 2014 non certamente positivo (“Ho bisogno di una pausa a tempo indeterminato, non ho alcuna intenzione di tornare”), la giovanissima età (18 anni) e gli ottimi risultati conseguiti nella brevissima carriera (tre finali Slam in doppio nel 2013) lasciano presagire un possibile ritorno sui propri passi.

 


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