DJOKOVIC A UN PASSO DALLA STORIA: “PER ME UNA MOTIVAZIONE IN PIÙ”

TENNIS - Il serbo a Cincinnati va a caccia del Career Golden Masters: "Fare la storia di questo sport sarebbe incredibile". Le ultime battute d'arresto contro Nadal non lo preoccupano: "Non si può vincere sempre". Poi incorona la rivalità Federer-Nadal: "È ancora la più importante"

Tennis. C’è un solo torneo tra Novak Djokovic e la storia del tennis, il Masters 1000 di Cincinnati. L’attuale numero 1 del mondo ha sfiorato più volte il successo qui, senza mai concretizzarlo. Ha raggiunto la finale 4 volte: nel 2008 e nel 2009, poi ancora nel 2011 – l’anno magico di ‘RoboNole’ – e nel 2012; la prima volta fu Murray a sbarrargli la strada, come nel 2011, mentre nelle altre due occasioni ha sbattuto contro un muro chiamato Roger Federer. Dovesse riuscire nell’impresa, Djokovic diventerebbe il primo giocatore a vincere almeno un titolo in tutti i Masters 1000, realizzando il Career Golden Masters.

Il fatto che io abbia la possibilità di fare la storia dello sport che sto giocando e che amo è qualcosa di incredibile, ha detto al sito dell’Atp il serbo. “Questa per me è un’ulteriore motivazione per cercare di fare il meglio che posso e provare a raggiungere, si spera, le fasi finali di questo evento. Sarà una settimana lunga, con condizioni diverse rispetto a quelle di Montreal. Sto lavorando duramente in allenamento per essere pronto. Spero di poter ottenere il meglio da questo torneo”.

Djokovic è reduce dalla sconfitta patita in semifinale a Montreal per mano di Rafael Nadal, che non lo batteva sul cemento outdoor dalla finale degli US Open 2010. “Credo che la partita sia stata decisa da pochi punti. Non c’è stata nessuna differenza rispetto ai precedenti match che abbiamo giocato negli ultimi anni. Nel 2011 ho vinto gran parte delle nostre sfide, ora le sta vincendo lui. È la vita”, ha detto Nole.

Il serbo ha battuto Nadal per 7 finali consecutive (da Indian Wells 2011 all’Australian Open 2012) prima di perdere le successive 3 (Monte Carlo, Roma e Roland Garros 2012). La striscia negativa si è interrotta quest’anno con lo storico trionfo di Monte Carlo, con il quale ha messo fine al dominio dello spagnolo – che durava dal 2005 – nel Principato. Poi sono arrivate le ultime due sconfitte – questa volta in semifinale – al Roland Garros (nel match dell’ormai celeberrima invasione di campo, finito al quinto) e a Montreal.

Non si può vincere sempre, ha detto Djokovic. “Non puoi essere sempre quello che ha la meglio nei momenti importanti. È un fatto mentale. È anche una questione di fiducia”, ha aggiunto.

Novak ha inoltre parlato della sua rivalità con Andy Murray: “Speriamo che possa svilupparsi nel corso degli anni, ma ad oggi la nostra non è la più grande rivalità che ci sia nel tennis, ha detto. Qual è, allora? La risposta è piuttosto scontata: È sicuramente quella tra Federer e Nadal.

“Io e Andy comunque abbiamo giocato un sacco di grandi partite, in particolare negli ultimi due, tre anni. Alcune le ha vinte lui, altre le ho vinte io, quindi i nostri match sono sempre imprevedibili”.

A Cincinnati i due potrebbero incontrarsi ancora in finale, Nadal (o Federer?) permettendo, naturalmente.

 


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