DJOKOVIC BATTE TSONGA E VOLA IN FINALE A SHANGHAI

TENNIS - Novak Djokovic supera Jo-Wilfired Tsonga con il punteggio di 6-2 7-5 e vola in finale a Shanghai, che tenterà di vincere per il secondo anno consecutivo contro il vincente tra Nadal e Del Potro. Dopo un primo set a senso unico, il secondo entra nella lotta, tra qualche (grave) errore arbitrale e interminabili scambi. Alla fine prevale in n. 2 del mondo, il quale raggiunge la sua venticinquesima finale nei Master 1000 in carriera
sabato, 12 Ottobre 2013

Tennis. Shanghai (Cina) Novak Djokovic supera Jo-Wilfried Tsonga con il punteggio di 6-2 7-5 e vola in finale al ‘Shanghai Rolex Masters’, sua settima finale stagionale e venticinquesima in un Master 1000.
Al prossimo turno il n. 2 del mondo attenderà il vincente tra Nadal e Del Potro per provare a conquistare il titolo del torneo cinese per il secondo anno consecutivo, dopo la vittoria nel 2012 contro Andy Murray.
Tsonga inizia contratto e nervoso, debole al servizio e troppo incostante per contrastare un Novak eccezionale dal fondo e alla risposta. Il serbo vola subito avanti 3 a 0, ma a quel punto, dopo aver salvato due palle del doppio break ai vantaggi e aver tenuto il servizio, il transalpino riesce a conquistare il controbreak alla seconda occasione, grazie a un gioco più coraggioso e offensivo. Novak non mostra comunque seghni di difficoltà e anzi strappa di nuovo il servizio – a 0! – portandosi 4 a 2 e quindi chiudendo 6 a 2 grazie a un secondo break a 30.

Il secondo set parte più in equilibrio, con Tsonga che però fatica sempre nel suo turno di servizio. E’ visibilmente confuso e per ben due volte nel corso del match sbaglia il lato del campo da cui servire. Si arriva al 3 a 2 per Djokovic (Tsonga ha però dovuto annullare una palla del controbreak nel terzo game) e Nole, grazie a due splendide risposte e a un passante, si porta avanti 15-40 su servizio del francese. Nel punto successivo il francese spinge profondo e la palla viene chiamata fuori: viene chiesto l’overrule e la palla risulta dentro. L’arbitro non fa ripetere il punto perchè sostiene che Nole non avrebbe potuto colpire la palla. Ad ogni modo il serbo riesce a strappare il break nel punto successivo.
Sul 4 a 2 Tsonga riesce a spingere e grazie anche a una bella volée si procura due occasioni per controbreakkare sul 15-40. Accade una cosa simile a ciò che era successo nel game precedente: uno slice di rovescio incrociato di Tsonga molto insidioso tocca la riga laterale. Il giudice di linea chiama fuori ma poi si corregge: in effetti la palla è dentro. Il giudice di sedia però, invece di far ripetere il punto, lo assegna a Tsonga, che automaticamente conquista il controbreak. A nulla servono le accese proteste del serbo che, giustamente, osserva come fosse perfettamente in grado di colpire la palla ma si era fermato a causa della chiamata. L’arbitro non vuole sentire ragioni e Djokovic gli grida “focus!”, ‘concentrati di più!’.
Nonostante questo attimo di nervosismo, Nole mantiene la freddezza di sempre: è invece Tsonga a salire di livello, a servire meglio e a concludere spesso in modo coraggioso e vincente gli scambi lunghi. Sul 5 a 4 per il serbo e servizio Tsonga Djokovic si porta a due punti dal match, sullo 0-30, ma il n. 8 al mondo è bravo a ottenere 4 punti consecutivi e riportarsi in parità. Dopo aver tenuto la battuta a 15, Nole aggredisce ogni risposta e si procura un match point a 30, però annullato da un ottimo vincente di dritto del francese. Alla seconda occasione però Djokovic non sbaglia e, dopo aver costretto l’avversario al tergicristallo, chiude set e match con uno splendido dritto incrociato. Il serbo grida di gioia dopo la tensione accumulata e un evidente nervosismo durante tutto il torneo (in particolare contro Monfils) dove pur non giocando al massimo è sempre stato in grado di smorzare sul nascere ogni reale opportunità degli avversari innalzando il livello nei momenti caldi dei match. Contro Nadal o Del Potro però non è detto che ciò basti.


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