DJOKOVIC: BRUTTO VINCERE COSÌ CONTRO ROGER

Novak Djokovic vince le Atp Finals per la quarta volta, ma quest'anno è il ritiro di Federer a spianargli la strada. Il serbo, in conferenza stampa si è detto molto deluso per l'epilogo del torneo, ma ora per lui iniziano le vacanze, dedicate al piccolo Stefan
lunedì, 17 Novembre 2014

Londra (Gran Bretagna). Un finale senza finale, indegno del palcoscenico delle Atp Finals, al termine di un’edizione sciagurata, senza partite memorabili. È stato questo l’epilogo del quarantacinquesimo Masters della storia del tennis, andato a Novak Djokovic, che ha usufruito del ritiro di Roger Federer, messo ko da uno sfortunato infortunio alla schiena, patito nel corso della semifinale contro Stan Wawrinka.

Il numero uno del mondo ha vinto in questo modo il suo quarto titolo nell’ultimo torneo dell’anno e ovviamente non può essere pienamente soddisfatto per come sono andate le cose: “Ho Saputo che Roger non avrebbe giocato durante la partita di doppio dei Bryan”, ha dichiarato il serbo in conferenza stampa.  “Avevo fatto la mia preparazione ed ero pronto per giocare. Ero deciso a mettere in campo tutto me stesso e pensavo che anche lui fosse in grado di fare lo stesso. Ho parlato con lui. Come saprete, si è ritirato da una partita mi pare tre volte in tutta la sua carriera, quindi non possiamo assolutamente criticarlo. Sono sicuro che avrebbe voluto giocare la finale, se fosse stato in grado di farlo. Però, ovviamente, non è mai bello vincere in questo modo, soprattutto in occasioni così importanti, contro giocatori come Federer.”  

Djokovic si è detto convinto che la prossima finale di Coppa Davis non abbia influito sulla decisione di Federer: “Non penso che Roger abbia fatto calcoli in vista della finale di Coppa Davis, per preservare il suo fisico. Anzi, quello di oggi sarebbe stato uno dei match più importanti dell’anno per lui, come lo era ovviamente per me. Sono convinto che se avesse potuto, avrebbe sicuramente voluto essere in campo questa sera. È stato lui stesso a dirmelo.”

Un epilogo del genere, in un torneo così importante, ha riacceso le polemiche dei giornalisti sul calendario e sui troppi eventi ravvicinati che i giocatori di vertice sono costretti a disputare: “Il calendario dei tornei non va sicuramente a favore dei giocatori che arrivano in fondo in tutti i tornei e giocano la Coppa Davis. Ho vissuto l’esperienza sulla mia pelle negli ultimi due anni. Più di una volta ho subito degli infortuni che mi hanno costretto a stare fuori dal tour, perché avevo giocato troppo. Però non sono io il primo giocatore a dover fronteggiare questo tipo di calendario e non sarò nemmeno l’ultimo. Per il momento le cose stanno così e bisogna accettarlo.” 

Al posto della finale, è stata disputata un’esibizione tra lo stesso Djokovic ed Andy Murray. Il serbo ha ringraziato lo scozzese per essersi prestato ed ha anche spiegato come si è arrivati alla decisione: “Sono rimasto molto sorpreso quando ho saputo dell’esibizione contro Andy Murray. Ero nello spogliatoio e stavo seguendo la mia classica routine pre-partita ed ho saputo del ritiro durante la finale di doppio. Abbiamo parlato con l’organizzazione di come avremmo potuto salvare la giornata, perché le persone avevano già riempito gli spalti e avrebbero voluto assistere ad un match di singolare. Fortunatamente Andy era a Londra. Voglio ringraziarlo per essere venuto ed aver fatto lo sforzo. So come ti senti quando pensi di aver concluso la tua stagione. Probabilmente il tennis era l’ultima cosa a cui stava pensando. Però quando ha ricevuto la chiamata, si è fatto trovare pronto ed in un’ora era in campo. È stato davvero un gran gesto da parte sua.”

La settimana appena conclusa, oltre al titolo di Maestro del 2014, ha regalato a Djokovic anche la riconferma al numero uno del ranking Atp. In conferenza stampa il 27enne di Belgrado ha parlato dei suoi obiettivi futuri e di come il Roland Garros sia uno dei più importanti: “Sono all’apice della mia carriera. Fisicamente non sono mai stato così in forma e sono veramente motivato a continuare in questa maniera. Fin quando potrò cercherò di utilizzare i prossimi anni per difendere la posizione di numero uno al mondo e per vincere i titoli più importanti. Il Roland Garros è ed era uno dei miei obiettivi principali e in futuro proverò nuovamente a vincere quel titolo. Ogni slam vinto è una nuova pagina nel libro di storia dello sport. Certo anche rimanere numero uno è una grande sfida ed un importante obiettivo.”  

Ora però, per Djokovic, il tennis passa in secondo piano. È tempo di vacanze, ma anche di affrontare una nuova, importantissima sfida, quella della paternità. A casa infatti lo sta aspettando il piccolo Stefan, che probabilmente nei prossimi giorni gli regalerà un po’ di notte insonni: “Mia moglie mi ha parlato di quello che mi attende. Ho visto il bambino prima di partire per Parigi e Londra. Sono molto contento del fatto che durante la mia permanenza a Londra ho avuto modo di dormire molto, perché so che non potrò fare lo stesso nei prossimi giorni. Tenere mio figlio tra le braccia è stata la più bella esperienza della mia vita e nelle prossime due  settimane potrò farlo molto più spesso, visto che non dovrò tenere tra le mani la racchetta.” 


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