DJOKOVIC IL MIGLIORE, ANCHE SOTTO PRESSIONE

Le statistiche di fine anno ci svelano una serie di dati interessanti sul circuito Atp. Il serbo brilla contro i migliori e quando la palla scotta, mentre Federer e Nadal non bisogna mai considerarli spacciati
lunedì, 15 Dicembre 2014

Fine anno, tempo di tracciare un bilancio dei dodici mesi trascorsi e di prepararsi per la nuova sfida rapprensentata da un’altra stagione di tornei e trofei in palio. E quale modo migliore di tracciare un bilancio conclusivo della stagione tennistica, di quello di esaminare le statistiche e cercare di trarre da queste un metro di giudizio per valutare il comportamento dei vari protagonisti del circuito. Valutare ad esempio chi, tra gli attori principali del mondo Atp, si è comportato meglio nelle fasi più calde degli incontri, quando la palla scotta, la pressione è tanta e oltre alle qualità tecniche a contare sono la forza mentale e la capacità di sopportare, sulle proprie spalle, il peso del momento che conta veramente.

Milos, il re dei tiebreak. Uno dei momenti, all’interno di una partita di tennis, in cui la palla pesa senza dubbio di più, è quello del tiebreak. In pochi punti, si decide un parziale durato magari più di un’ora, che può indirizzare in maniera importante un match, oppure, può addirittura deciderlo. Il miglior rendimento nei giochi di spareggio nel corso del 2014 lo ha avuto il canadese Milos Raonic, un abituè del tiebreak, che ha portato a casa tre quarti dei giochi decisivi disputati con 39 affermazioni su 52. Seguono, con una percentuale di successo superiore al 70% Richard Gasquet (16-6), Fabio Fognini (12-5) e Gael Monfils (14-6), mentre chiude la top 5 lo specialista assoluto del tiebreak John Isner, con i suoi 42 successi in ben 64 giochi di spareggio giocati complessivamente nel 2014 (65% di positività). Il record per il maggior numero di tiebreak disputati nel corso degli ultimi undici mesi appartiene però, ovviamente, ad Ivo Karlovic, arrivato a quota 65, 34 dei quali vinti.

Goffin e Djokovic, grandi amministratori. David Goffin ha vinto il riconoscimento spettante al miglior ritorno dell’anno, dopo essersi issato fino al numero 22 del mondo, nell’anno in cui è rientrato a pieno ritmo nel circuito, dopo un brutto infortunio al polso. Ma il giovane belga è stato anche il giocatore con la miglior percentuale di vittoria, nelle partite in cui ha portato a casa il primo set. In 21 occasioni in cui ha vinto il primo set, Goffi ha perso soltanto in una circostanza, al terzo turno dello Us Open, contro Grigor Dimitrov. Nella speciale classifica è riuscito a fare meglio anche del numero uno al mondo Novak Djokovic, che si è fatto rimontare tre volte su 57 (94% di vittoria dopo la conquista del primo set) , contro Stan Wawrinka all’Australian Open, contro Roger Federer a Dubai e infine contro Rafael Nadal nella finale del Roland Garros. Molto concreti nella gestione del vantaggio, quest’anno, si sono rivelati anche Ernests Gulbis (35-2), Gael Monfils (33-2) e Marin Cilic (44-3).

Rafa e Roger, re delle rimonte. Ci sono anche loro, Roger e Rafa, i due grandi rivali, tra le eccellenze statistiche del 2014. I due fenomeni, vincitori di 31 prove del Grande Slam in due, sono stati i giocatori con il miglior rendimento nelle partite in cui hanno perso il primo set. Lo spagnolo è riuscito a rimontare nel 61% dei casi in cui ha lasciato per strada il primo set (13-8), mentre lo svizzero lo ha fatto il 60% delle volte (9-6). Sul podio (rovesciato rispetto a quello del ranking Atp) anche Djokovic, con sette rimonte nelle 12 occasioni in cui ha perso il primo set. Il maggior numero di ribaltoni, nel corso dell’ultima stagione, li ha compiuti Grigor Dimitrov, con 14 rimonte, nelle 28 partite in cui ha perso il primo parziale. Benino, in questa specialità, hanno fatto anche Kei Nishikori (9-10) ed Andy Murray (13-15).

Nole l’ammazza-giganti, una garanzia quando la palla scotta. La leadership in classifica Atp, a leggere le statistiche, Novak Djokovic è riuscita ad assicurarsela soprattutto grazie ad un rendimento eccellente nelle partite e nei momenti clou. Il serbo è stato il migliore contro i top ten, con 19 affermazioni in 24 incontri, ed ha primeggiato anche quando la partita si è risolta al parziale decisivo (terzo o quinto) con 15 successi, a fronte di sole due sconfitte (Wawrinka a Melbourne, Federer a Dubai). Molto bene in queste due speciali classifiche Nishikori, con le sue undici vittorie in 18 confronti con i top ten e le sue sole tre sconfitte in 24 partite risolte al set decisivo. Non sorprende il grande il rendimento contro i migliori di Federer (17-5), mentre lasciano un pochino di stucco i numeri di Gulbis, da sempre considerato una testa calda che si scioglie nei momenti cruciali, ma che quest’anno ha perso soltanto tre dei suoi 16 match risolti al parziale decisivo. Sono andati malissimo contro i primi 10 al mondo invece Andy Murray (5-11), Jo Wilfied Tsonga (4-10) ed il nostro Andreas Seppi, rimasto a secco negli otto confronti contro i top player.


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