DJOKOVIC, IL RITORNO AI VERTICI E UN CHIRURGO DA “PREMIARE”

Il serbo parla della possibilità di ricompensare l'uomo che lo ha fatto "risorgere"

Tennis. Djokovic è rinato, ha vinto Wimbledon ma soprattutto è tornato a divertirsi e a stare bene in campo. Una sensazione che deve a un uomo in primis, quel chirurgo capace di risollevarlo dalle ceneri.

“L’ho visto ieri e oggi prima della partita. Certo, sono grato a lui e alla sua squadra per aver fatto un ottimo lavoro. Se gli darei metà del montepremi? Mi sembra improbabile, magari qualcos’altro, ci penserò. Anche grazie a lui comunque sono riuscito a vincere il mio 13esimo Slam. Essere solo a un passo dai 14 di Sampras è incredibile, sono molto orgoglioso”.

Nole esamina poi il suo gioco da un punto di vista tecnico e tattico, risultato vincente anche contro Nadal in semifinale: “Su questo colpo ho basato i primi anni della mia carriera. Tutt’ora probabilmente è uno dei colpi più importanti. Indipendentemente dalla superficie, molti quando devono colpire la palla girano intorno a questa per colpirla di dritto. Ma se sei a tuo agio con il rovescio, in particolare con quello lungolinea, puoi disturbare il ritmo e il posizionamento in campo del tuo avversario. C’è da dire però che non è facile da eseguire, anche perché devi tirare sopra il nastro nella parte dove la rete è più alta. Per un periodo di tempo ho fatto difficoltà a ritrovare quest’arma che posso definire ‘mia’, ma ultimamente ha funzionato tutto molto bene” .


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