DJOKOVIC: “US OPEN? IL PUBBLICO MI HA DATO LA FORZA”

Nole ricalca quanto detto dal suo allenatore Boris Becker, parlando della situazione ambientale trovata nelle quattro finali del Grande Slam disputate quest'anno. Nelle tre vittorie, c'entra anche la posizione degli spettatori sugli spalti
lunedì, 28 Settembre 2015

TENNIS – L’aveva già accennato il suo allenatore Boris Becker nei giorni precedenti, ma i media serbi gli hanno concesso un’occasione per ribadire il concetto. Con la stagione che volge al termine, il numero uno del mondo Novak Djokovic traccia il suo personale bilancio dell’anno 2015, ripercorrendo in particolare le quattro finali Slam disputate, dalle quali sono giunte tre vittorie. Il clima delle finali, stando a quanto emerso dalle sue dichiarazioni, rientrerebbe tra le componenti fondamentali per i successi di Melbourne, Londra e New York.

Nell’intervista rilasciata sulle colonne di b92, Nole riparte dal significato di una finale del Grande Slam, intesa dal punto di vista dei protagonisti più attesi: “La preparazione alla finale è un rito speciale perchè si tasta con mano la pressione dell’evento, ma dall’altra parte si accentua la routine. Ogni minima azione potrà sembrare decisiva nel momento in cui scenderai in campo, ragion per cui anche il minimo movimento viene fatto in maniera maniacale. Non c’è una formula magica, solo una serie di situazioni che vanno incastonate al meglio. L’ambito psicologico deve sposarsi con quello atletico, è un processo che si attua fin dall’infanzia. Poi, ovviamente, subentra quella componente imprevedibile che potrebbe manifestarsi sul campo“.

Una di queste componenti è proprio la preferenza dello spettatore, che a New York si è manifestata in tutta la sua evidenza: “Quando si gioca contro Federer – ammette Djokovicbisogna avere la consapevolezza di affrontare il giocatore più forte ed amato degli ultimi anni. La finale degli US Open non è stata diversa dal solito, mi aspettavo che i fan sostenessero a gran voce Roger, ma non ero arrabbiato con loro. Ero pronto per una situazione del genere e ho provato a trasformare quella pressione in trance agonistica: pur con diversi alti e bassi, devo dire che alla fine è andata bene“. Stessa condizione mentale si nota altrove: “Quest’anno ho vinto anche Wimbledon e mi sono confermato al numero uno del ranking ATP. Anche a Londra, soprattutto perchè era la seconda finale consecutiva tra noi, ho notato questo atteggiamento. Bisogna accettarlo, poi parlano i risultati ed è l’unica cosa su cui è necessario concentrarsi“.

Ovviamente, non sempre si può rimanere freddi durante un match. E chi dice che Novak sia più una macchina che un giocatore, il prototipo del tennista perfetto, forse non ricorda gli scatti d’ira con le racchette. Il dialogo col box è sempre stato un punto di forza: “So che mi guardano milioni di persone, so che dovrei sempre evitare comportamenti del genere, ma qualche volta può capitare anche a me. Sotto questo punto di vista, però, devo dire che il mio staff ha svolto un lavoro eccellente e continua a svolgerlo quando mi aiuta dalla sua postazione. Col loro aiuto voglio vincere Pechino, Shanghai, Parigi e le Finals, che sono gli ultimi grandi obiettivi stagionali che mi sono prefissato. Non gioco solo per vincere, voglio anche dimostrare alla gente il mio valore umano, oltre che professionale“.

Sarà un finale di stagione tutto da vivere, quello di Novak Djokovic. La partecipazione alle Finals, già in ghiaccio da mesi, e gli ultimi trofei in ballo rappresentano i cardini fondamentali dei prossimi mesi. La concorrenza è agguerrita ma, anche con l’aiuto del pubblico, potrebbe non bastare per mettere al tappeto un colosso come Nole.


Nessun Commento per “DJOKOVIC: "US OPEN? IL PUBBLICO MI HA DATO LA FORZA"”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.