DJOKOVIC VINCE LA BATTAGLIA CONTRO FERRER, LO ASPETTA RAONIC

In una partita spettacolare per intensità esce vincitore Djokovic su un Ferrer da applausi. Il serbo troverà Milos Raonic alla sua prima semifinale romana.
venerdì, 16 Maggio 2014

Giornata di quarti di finale qui al Foro Italico e prime avvisaglie su chi potrebbe non solo assestarsi in top-ten ma addirittura provare, previa continuità di rendimento, addirittura a scalare posizioni ancor più lusinghiere nel ranking.

Novak Djokovic esce vincitore da una partita infinita. Merito di un David Ferrer mai domo e che riesce a strappare anche un set al due volte campione degli Internazionali. Due ore e trentuno di pura battaglia 7-5 4-6 6-3 il risultato finale, pubblico in visibilio per lo spettacolo offerto dai due in questo quarto di finale. Sconfitto Ferru ma assolutamente non ridimensionato, tutt’altro gli spettatori all’uscita dal campo dello spagnolo gli regalano un sincero applauso (applauderà anche Nole), match senza fronzoli, match di pura adrenalina, match che premia però il serbo che troverà sulla sua strada in semifinale Milos Raonic . La partita è volata via davvero senza nemmeno un minuto di pausa tra break e contro break. Quando l’uomo di Belgrado provava a scappare il madrileno gli mordeva le caviglie guadagnando centimetro dopo centimetro fino a far suo il secondo set. A quel punto si ripartiva senza un favorito, Nole conquistava un break (l’ennesimo) ma non riusciva a capitalizzare questo vantaggio che Ferrer puntualmente accorciava le distanze. L’ultimo scatto, decisivo però ha premiato Novak che, visibilmente stremato, conquista il passaggio del turno.

Milos Raonic non sbaglia più un colpo. Il canadese attuale numero dieci del mondo conquista in tre set 6-3 5-7 6-2 la sua seconda semifinale in un 1000 giocando un tennis davvero esaltante. Il suo avversario, il francese Jeremy Chardy, autore del ‘delitto Federer nei giorni scorsi è apparso scarico mentalmente e fisicamente per poter reggere le possenti bordate del giocatore seguito da qualche mese da Riccardo Piatti, Ivan Ljubicic, Dalibor Sirola e Claudio Zimaglia. C’è dell’Italia dunque che approda in semifinale assieme al colosso di Podgorica e di questo ne siamo felici. Il match? Raonic non sbagliava un colpo al servizio servendo con percentuali francamente ingiocabili, specie nel primo set quando, breakkato Chardy, portava a casa il 50% dell’opera. Poi forse un piccolo calo e l’orgoglio del francese di Pau faceva la differenza tant’è che si andava, con parte del pubblico sbigottito al terzo. Ma la sensazione è sempre stata una, ossia quella di un Raonic che potesse far sua la partita in qualsiasi momento, e così è stato. Terzo set subito col break, confermato poi sul susseguente turno di servizio e braccia al cielo di Roma e urlo liberatorio per il classe 1990, felice come non mai per questo prestigioso traguardo.

Un peccato, invece, non poter commentare appieno il match che alla vigilia era stato definito ‘per palati fini’ quello tra Tommy Haas e Grigor Dimitrov. Un peccato davvero anche perchè il primo set ha regalato sprazzi di tennis celestiale grazie a soluzioni spettacolari ed imprevedibili, basti pensare che il primo punto del match si è aperto con una smorzata del bulgaro da incastonare in un qualche museo del mondo e riproporla in continuazione. Sul 6-2 primo set per Dimitrov (’36 minuti), Haas cominciava a mostrare segni di insofferenza fisica, dal labiale poi s’è capito che il dolore era alla spalla, già curata in questi giorni con antistaminici ma che, proprio eseguendo il diritto portava lo stesso ad accusare dolori che non gli permettevano di esprimersi al 100%. Dopo qualche minuto di consulto con il fisioterapista, il tedesco ha girato il cappellino, stretto la mano a Dimitrov (compleanno oggi per lui) e consegnato la semifinale al bulgaro di Haskovo numero 14 del mondo. Come per Raonic in precedenza anche qui il discorso è di una semplicità che appare sconvolgente. Se questi due giocatori riusciranno a trovare continuità di risultati arrivando o provando a farlo in fondo ai tornei più importanti del circuito potremmo ritrovarceli stabilmente nelle prime 6-8 posizioni del ranking e non vediamo il perchè, continuando a lavorarci sodo tutto ciò non possa accadere.

 


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