DJOKOVIC: “VOLEVO SOLTANTO ESSERE DI AIUTO”

Il numero 1 del mondo ha precisato che il suo intento era soltanto quello di aiutare i suoi colleghi in quarantena a Melbourne
giovedì, 21 Gennaio 2021

Tennis. L’opinione pubblica australiana non ha per niente gradito le richieste inviate da Novak Djokovic al presidente di Tennis Australia Craig Tiley.

In sostanza, il numero 1 del mondo chiedeva un allentamento delle rigide misure previste durante le due settimane di quarantena. Dopo le critiche ricevute negli ultimi giorni, il 17 volte campione è stato obbligato a chiarire ulteriormente la sua posizione.

“Alla luce delle recenti critiche da parte dei media e dei social per la mia lettera a Craig Tiley (direttore degli Australian Open), volevo fare chiarezza su delle cose. Le mie buone intenzioni per i miei colleghi a Melbourne sono state fraintese come egoiste, difficili e ingrate.

Non potrebbe essere più lontano dalla realtà. Non tutte le azioni sono prese come nelle intenzioni e a volte vedendo le reazioni mi chiedo se ne valga davvero la pena quando potrei benissimo fare finta di niente e godermi i miei vantaggi invece di interessarmi dei problemi degli altri. 

Però ho sempre cercato di fare qualcosa e di provare a essere d’aiuto nonostante le complicate conseguenze e i vari fraintendimenti.

Tengo sinceramente ai miei colleghi e so anche molto bene come funziona il mondo e chi si prende le cose migliori e perché. Mi sono guadagnato i miei privilegi nel modo più difficile, e per questo motivo, per me è difficile stare fermo ad osservare sapendo quanto hanno contato per me un gesto, una mano o una buona parola quando ero piccolo e insignificante nell’ordine del mondo.

Quindi, uso la mia posizione di privilegio per poter aiutare dove e quando è necessario. Ho sempre avuto una buona relazione con Craig (Tiley, ndr), e io rispetto e apprezzo i suoi sforzi nel rendere gli Australian Open un posto dove tornare ogni anno. 

Nel nostro scambio di mail ho usato l’opportunità per suggerire dei potenziali miglioramenti per la condizione dei tennisti rinchiusi in quarantena a Melbourne.

Erano dei suggerimenti ed idee che avevo raccolto da altri tennisti nella nostra chat di gruppo e non c’era nessun danno nel provare ad aiutare.

Le cose sono andate fuori controllo tra i media e si era creata l’impressione generale che i giocatori sono ingrati, deboli ed egoisti per le loro lamentele sulla quarantena. Mi dispiace essere arrivati a questo perché so quanto sono grati dell’opportunità molti di loro.

Tutti noi siamo arrivati in Australia per competere. Non potersi allenare e preparare prima del torneo non è semplice. Nessuno di noi ha mai messo in dubbio i 14 giorni di quarantena, nonostante ciò che viene riportato.

Non vedo l’ora di giocare davanti ai tifosi e di prendere parte all’energia di questa città che mi ha portato a tante vittorie. Non vedo l’ora anche di incontrare i miei colleghi a Melbourne.

Sono emozionato dai tanti messaggi di supporto e amore che ho ricevuto questi giorni.
Vi auguro il meglio, Novak
“.


Nessun Commento per “DJOKOVIC: "VOLEVO SOLTANTO ESSERE DI AIUTO"”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.