CHI PRENDERA’ IL SUO POSTO?

Assenti le sorelle Williams, che l'anno scorso giocarono la finale, la caccia alla successione è aperta. Clijsters e Wozniacki le favorite. Azarenka e Zvonareva le possibili outsider. Dementieva la veterana. Schiavone e Stosur le debuttanti.
domenica, 24 Ottobre 2010

Sarà, almeno nelle premesse, un’edizione in tono minore l’ultima che si svolgerà a Doha del WTA Tour Championships (in altre parole, la versione femminile del Masters). Innanzitutto perché mancheranno le due finaliste della scorsa stagione, vale a dire le sorelle Williams. Peserà soprattutto l’assenza di Serena, che ha vinto due dei tre slam a cui ha partecipato nel 2010 e che ha dovuto cedere il trono mondiale alla Wozniacki a causa di un infortunio al tendine di un piede che si è rivelato molto più serio del previsto. Poi perché, salvo Kim Clijsters, mancheranno le stelle (tipo Henin e Sharapova, oltre alle Sisters), che magari deludono e perdono ma sempre stelle rimangono. Infine, perché il profilo delle finaliste è nel complesso piuttosto basso, tra giovani emergenti (Wozniacki e Azarenka) ed esperte ma forse un po’ stanche frequentatrici del circuito (Dementieva, Zvonareva e Jankovic).
Eppure, sempre Serena a parte, questo Masters rispecchia piuttosto fedelmente quanto emerso dalla stagione che sta finendo e ne diventa quindi la logica e naturale conclusione.
Analizzeremo ora le protagoniste, una per una, e cercheremo di fare le carte al torneo, giunto alla quarantesima candelina e che si disputa con la formula del round-robin per i due gironi iniziali, con successive semifinali incrociate e finale.
Caroline Wozniacki – Detiene due primati importanti: è la numero uno del mondo ed è anche la più giovane tra le finaliste. Non male. La bionda danese ha mantenuto un rendimento abbastanza costante per tutto l’anno, pur facendo registrare i picchi verso il basso quasi sempre in concomitanza con le prove dello slam. Eliminata negli ottavi in Australia dalla Li (anche a causa di un infortunio), si è ben comportata nella tournee americana di primavera (finale a Indian Wells, quarti a Miami, vittoria a Ponte Vedra, semifinale a Charleston) prima di calare nuovamente sulla terra rossa europea (appena tre vittorie e quattro sconfitte tra Stoccarda, Roma, Madrid e Varsavia), nonostante i quarti ottenuti al Roland Garros. Male sull’erba, dove ha perso al primo turno a Eastbourne e negli ottavi a Wimbledon, strapazzata dalla Kvitova, Caroline ha decisamente cambiato marcia da agosto in poi. Cinque i titoli conquistati in sette tornei disputati, con la sola stecca di Cincinnati (prematuro ko con la Bartoli a Cincinnati, ma ha pagato la stanchezza del trasferimento da Copenhagen) e la delusione per la semifinale di Flushing Meadows, in cui partiva favorita contro la Zvonareva. Ha un bilancio di 59 vittorie e 15 sconfitte ed è alla seconda partecipazione al Masters (2 vinte e 2 perse, nel 2009). Voto: 8,5.
Vera Zvonareva – Sia pur ancora molto incline alle lacrime e alle crisi durante i match, la russa ha vissuto la stagione della piena maturazione. Ciò che ha maggiormente stupito della 26enne moscovita è stato il rendimento nelle prove importanti, come dimostrano le finali di Wimbledon e US Open. La continuità e una condizione fisica ottimale le hanno permesso di conquistare ben sei finali, di cui però solo quella (peraltro minore) di Pattaya l’ha vista trionfare. E’ una delle favorite di un torneo che la vide finalista nel 2008, battuta in rimonta da Venus Williams, mentre l’anno scorso era prima riserva e prese il posto della connazionale Safina ma giocò solo il match con la Wozniacki, per poi ritirarsi a sua volta e lasciare spazio alla Radwanska. In stagione ha un bilancio di 46 vittorie e 17 sconfitte. Quarto masters per lei; in precedenza 4 incontri vinti e 5 persi. Voto: 7,5.
Kim Clijsters – Tanta qualità e poca quantità nella stagione della mammina di Bilzen. Kim ha giocato solo dieci tornei ma ne ha vinti quattro, tra cui gli importanti premier di Miami e Cincinnati oltre naturalmente agli US Open. La lunga assenza dalle competizioni, interrotta solo poco più di un anno fa, ha pesato su alcuni passaggi a vuoto che sono costati alla belga le brucianti sconfitte di Melbourne (Petrova) e Wimbledon (Zvonareva). Ha inoltre dovuto saltare, per infortunio, tutta la stagione sul rosso, in cui avrebbe potuto raccogliere più di una soddisfazione. E’ l’unica tra le partecipanti ad aver già vinto i WTA Championsips, per ben due volte consecutive (2002 e 2003). E’ lei la giocatrice da battere. In stagione vanta un bilancio di 36 vittorie e 6 sconfitte. Sette le partecipazioni al Masters in passato: 15 successi e sei sconfitte. Voto: 9.
Francesca Schiavone – Sarà la terza italiana, dopo Reggi e Farina, a giocare l’appuntamento finale della stagione, ma la prima a farlo da quando si qualificano solo le prime otto a fine stagione. I buoni risultati conseguiti in 3 major su 4 (solo a Wimbledon è stata eliminata al primo turno) più qualche fiammata (le semifinali a Auckland e Tokyo, i quarti a Montreal e Pechino e la vittoria a Barcellona) le hanno garantito i punti necessari per essere a Doha. La sua forza deriverà principalmente dalla possibilità di mescolare le carte alle avversarie, facendo perno sul suo gioco atipico e vario. Il bilancio in stagione non è dei migliori (39-20), frutto anche del lungo black-out post Roland Garros quando la lombarda perse quattro partite su cinque, ma Francesca ha dimostrato di saper selezionare gli avvenimenti e trovare gli stimoli necessari. La semifinale non è una chimera. Voto: 7,5.
Samantha Stosur – La finale di Parigi, ottenuta con alcune prestazioni memorabili, l’ha fatta sprofondare in una sorta di disperazione; perché, pur non essendo tra le favorite della vigilia, per come stava giocando in Francia pensava probabilmente di vincerla. Invece ha perso e il resto della sua stagione è stato decisamente deludente, eccezion fatta per i quarti a New York. L’australiana aveva stupito per regolarità e costanza di rendimento nei primi sei mesi dell’anno (semifinale a Indian Wells, quarti a Miami, vittoria a Charleston, finale a Stoccarda e quarti a Madrid) ma il suo calo non la predispone al meglio per questo torneo, in cui è al debutto. Bilancio stagionale: 45 vittorie e 17 sconfitte. Voto: 7.
Jelena Jankovic – Mamma mia, la serba! Indian Wells a parte, più dolori che gioie. Anche quando è riuscita a trascinarsi avanti in appuntamenti importanti (vedi Roma, Parigi e Wimbledon) ha perso contro pronostico e spesso senza lottare. Non si capisce bene cosa non funzioni più a dovere nel gioco di Jelena, che non è abbastanza potente per sfondare e non abbastanza regolare per far sbagliare prima le avversarie. Sarà il suo quarto Masters, con un bilancio di 4 vittorie e sette sconfitte in passato. In stagione invece ha vinto 38 incontri e persi 20. Voto: 6 (appena appena).
Elena Dementieva – E’ a Doha perché manca Serena Williams. Era rientrata da qualche mese, dopo aver saltato Wimbledon, e nell’ultimo torneo in Lussemburgo ha dovuto ritirarsi ancora per guai fisici. Ha appena compiuto ventinove anni e il suo fisico inizia a risentire della lunga attività. La sua annata era iniziata bene (vittoria a Sydney e Parigi indoor ma anche sorteggio beffardo a Melbourne, dove ha pescato la Henin al secondo turno), poi sulla terra rossa ha deluso fino alla sfortunata semifinale del Roland Garros. Lento il recupero di condizione sul cemento americano, con la bella partita (persa) di New York contro la Stosur e infine l’acuto a Tokyo, dove ha perso solo in finale con la Wozniacki. Se sta bene, può anche fare il colpaccio. In carriera ha partecipato nove volte a questo torneo (dal 2000 a oggi ha saltato solo il 2007), con il quale non ha un gran feeling (18 sconfitte e 6 vittorie). Nel 2010 ha vinto 40 partite, perdendone 16. Voto: 6,5.
Victoria Azarenka – E’ a Doha perché manca Venus Williams. Arriva in Qatar con la Kremiln Cup appena conquistata nel Premier di Mosca. E’ calda, naturalmente, ma i molti ritiri in stagione lasciano qualche dubbio sulla sua tenuta fisica e mentale. Se riuscirà a giocare il suo miglior tennis per cinque partite (potrebbero bastarne anche quattro…), sarà dura batterla. Detto dei ritiri e della delusione di Melbourne, dove stava dominando Serena Williams prima di farsi rimontare, ha alzato il trofeo a Stanford e Mosca e raggiunto la finale a Dubai e Eastbourne. Non molto, per la verità, ma è adesso che Vika può far paura. Bilancio stagionale: 41-19. Seconda volta al Masters per lei; nel 2009 vinse un match e perse gli altri due. Voto: 6,5.
I gruppi – Il gruppo bianco è composto da Azarenka, Jankovic, Clijsters e Zvonareva. Questi gli head-to-head: Clijsters-Zvonareva 6-2; Clijsters-Jankovic 6-1; Clijsters-Azarenka 2-1; Zvonareva-Jankovic 6-6; Zvonareva-Azarenka 5-2; Jankovic-Azarenka 3-2.
Nel gruppo marrone ci sono invece Wozniacki, Schiavone, Stosur e Dementieva. Per l’azzurra, proprio le tre giocatrici incontrare nella fase finale del Roland Garros. Così i confronti diretti: Schiavone-Wozniacki 2-1; Dementieva-Schiavone 7-5; Stosur-Schiavone 4-2; Wozniacki-Stosur 2-2; Wozniacki-Dementieva 4-3; Dementieva-Stosur 4-2.
Le riserve – Saranno la cinese Li e l’israeliana Peer a sedere in panchina e, visto l’andamento degli ultimi anni e la condizione fisica di alcune contendenti, non è detto che ci resteranno per tutto il torneo.
Il doppio – Vincendo a Mosca il sesto titolo stagionale (ma deludendo quasi sempre negli slam), Flavia Pennetta e Gisela Dulko saranno le prime teste di serie del torneo di doppio, che si svolgerà con la formula delle semifinali e finale. Le altre coppie saranno Peschke-Srebotnik, Raymond-Stubbs e le vincitrici di Wimbledon e US Open, King-Shvedova. Considerato che gli altri due slam li hanno vinti le Williams, sulla carta sarebbero proprio Vania e Yaroslava le favorite. Ma si gioca sul duro e la coppia italo-argentina potrebbe centrare il settimo sigillo.
Il pronostico – Vincerà Kim, che sarà più muro della “Wallzniacki”. Azarenka e Dementieva le possibili semifinaliste, ma naturalmente spero di sbagliarmi.


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