LA PRIMA SINFONIA DI DOLGO

Nella finale di Umag l'ucraino si impone su Marin Cilic per 64 36 63 e centra il suo primo successo in carriera
domenica, 31 Luglio 2011

Umag (Croazia) – Alexandr Dolgopolov incide per la prima volta in carriera il suo nome su un trofeo del circuito Atp battendo nella finale di Umag Marin Cilic con lo score di 64 36 63 in 2 h e 14 minuti. Vittoria strameritata per il 22enne ucraino che solo nel match clou ha perso l’unico set della settimana. Ma anche dopo il break preso sul 3-4 del secondo set contro il croato, Sacha non hai mai dato l’impressione di perdere di vista l’obiettivo. Sfuma invece il sogno per il pubblico di Umag di portare in trionfo un loro connazionale nella manifestazione istriana, che attende un tennista croato vincente dal 1990, quando l’attuale capitano di Davis Goran Prpic battè nel derby Goran Ivanisevic.

Rimane duque a quota cinque vittorie nel circuito, Marin Cilic. Il carnefice di Fognini ha poco da recriminare (come dirà poi in sala stampa) perché dall’altra parte della rete ha trovato un tennista completo, dal punto di vista atletico e tecnico. Alexandr, che qui aveva perso malamente lo scorso anno nei quarti da Ferrero (61 62) nel giro di una stagione è migliorato esponenzialmente. Fra i giornalisti croati che un anno fa avevano conosciuto un giocatore gracilino, umorale e discontinuo, la sorpresa è stata tanta nell’ammirare i progressi del numero 1 d’Ucraina.

La finale più giovane della stagione (insieme a quella di Houston, dove si affrontarono Harrison e Nishikori) è stato anche il primo match in carriera fra i due 22enni, attualmente alla 31esima (Cilic) e 26esima (Dolgopolov) posizione del ranking. Marin aveva tante motivazioni per alzare al cielo il trofeo della 22esima edizione dello Studena Croatia Open. Oltre a far bene per il proprio pubblico, il croato voleva anche imporsi sulla terra rossa, dopo i cinque titoli conquistati sempre sul cemento. Ma anche Alexandr aveva le sue buone motivazioni. Il tennista in ascesa, e a detta di molti prossimo top ten, voleva alzare la voce in un anno che l’aveva già visto ad un passo dalla prima vittoria Atp (perse a Costa do Sauipe contro Almagro). I presupposti per un grande match c’erano dunque tutti, non ultimo il modo opposto dei due di interpretare il tennis.

Cilic paga il primo game. Nell’arco delle quasi tre ore di match la partita ha mantenuto le aspettative della vigilia, anche se Marin Cilic non è riuscito per tutto l’arco dell’incontro a proporre quel tennis fatto di vincenti e solidità da fondocampo che l’hanno portato a sedere sulla nona poltrona del tennis mondiale. Sul Centrale dello Stella Maris gremito in ogni ordine di posto e alla presenza di Ivo Josipovic, Presidente della Repubblica croata, l’allievo di Bob Brett ha pagato un inizio debole con il servizio. Senza l’apporto della prima palla (spalla e gambe ancora fredde) Cilic ha dovuto ricorrere spesso alla seconda nel gioco d’apertura. Rispetto a Fognini però, Dolgopolov non ha sofferto il rimbalzo altissimo del kick avversario, e con il rovescio ha anticipato il colpo mettendo una gran pressione nel palleggio, e trovando così un primo break preziosissimo.

Nel prosieguo del set l’ucraino ha messo in mostra il meglio del suo repertorio. Al servizio è stato impeccabile (fino al 3-4 del secondo set CIlic non è mai arrivato a 40 nei turni alla risposta), da fondocampo ha comandato (soprattutto sull’altalenante rovescio croato) e ha impreziosito la prestazione con le solite palle corte, che avevamo già ammirato e commentato nel match con Ferrero. Sul 4-2 si è rivisto anche quel dritto lungolinea disarmante che ieri tanto male aveva fatto al campione in carica. Difficile pensare come Cilic, in affanno anche nei seguenti turni al servizio, potesse seriamente impensierire questo artista della racchetta, che ha aspettato il decimo game per chiudere il parziale (44′).

Basta un attimo e cambia la partita. Decisamente più equilibrato l’avvio di secondo set. Cilic ha alzato la percentuale di prime in campo, e cercato di accorciare gli scambi per evitare di cadere nelle rotazioni velenose di Alexandr. Il quale però, sembrava sempre avere in mano il pallino del gioco. Anche gli errori commessi erano frutto di una tattica ben precisa (qualche palla corta non ha passato la rete, qualche rovescio in anticipo alla risposta è terminato largo). Nell’ottavo gioco però (3-4 Cilic) Dolgopolov ha seguito una sua seconda a rete, finendo passato dal rivale. Il quale si è trovato così sul 15-40 e con due chance per riaprire la finale. E non se le è fatte sfuggire. Con punteggio molto simile (63 con un solo break) e con un tempo praticamente uguale (45′) i due sono così arrivati al terzo e decisivo parziale.

La fortuna aiuta gli audaci. Il pubblico di Umag ha cominciato a crederci per davvero. Ma l’entusiasmo si è sciolto in una manciata di punti. Quattordici, per l’esattezza. Che vanno divisi attribuendone 12 a Dolgo e 2 a Marin. Risultato? 3 a 0, in poco più di 10 minuti di gara. Come si è arrivati ad un passo dal baratro, Cilic l’ha chiarito in conferenza stampa (“le prime palle non mi sono più entrate,e lui ha affondato nei palleggi prolungati”). Marin ha rischiato anche di andare sotto 4 a 0, ma ha salvato altre due palle break. Quando sembrava chela finale avesse preso la strada di Kiev, Dolgo ha mostrato i primi segni di nervosismo. Un po’ per il pubblico chiassoso, un po’ per la tensione della vittoria, l’ucraino ha perso il controllo del suo rovescio, rimettendo Cilic in partita. Sul4-3 in suo favore, ci ha pensato la Dea Bendata a terminare la contesa. Dolgo ha preso tre net in tre punti fondamentali, mentre il nastro colpito da Cilic gli ha fatto schizzare la pallina fuori dal rettangolo. Il croato non l’ha presa bene (durante la premiazione Sacha si scuserà per i colpi di fortuna nelle fasi finali). Ma è ingiusto attribuire ad qualche storto rimbalzo le sorti di un match, nel quale Dolgopolov ha fatto vedere tanto tennis.


Nessun Commento per “LA PRIMA SINFONIA DI DOLGO”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

  • A FOGNINI IL DERBY. CILIC AFFONDA SEPPI Sul Grandstand di Umag Fabio vince in tre set la sfida con Potito, finalista qui lo scorso anno. Sul Centrale adiacente Cilic si sbarazza di un opaco Andreas per 61 63. Domani semifinale […]
  • FOGNINI DOMINATO DA DOLGOPOLOV Il ligure, superato nettamente dall'ucraino, termina agli ottavi di finale il suo cammino nel torneo di Umago. Fuori anche Alessandro Giannessi a Bastad, battuto dallo spagnolo Daniel […]
  • FINALE UMAG, CILIC VS DOLGO. DOPPIO AZZURRO Marin rifila un perentorio 62 62 a Fognini. Nel match clou il croato affronterà Dolgopolov, artista contro Ferrero. Rivincita di Foabio che, in coppia con Bolelli, vince il titolo di […]
  • UMAG, ITALIANI ALLA GRANDE! Fognini,Seppi e Starace ai quarti del torneo croato. Fabio batte Rochus (64 61), Andreas si impone su Junqueira (75 61) e, nella notte, Potito compie l'impresa con Chela (n.1 del seeding). […]
  • ISNER SPEGNE I SOGNI DI HEWITT Primo titolo stagionale per lo statunitense, che supera l'australiano nella finale di Newport (7-6 6-4). Titoli anche per David Ferrer a Bastad, Janko Tipsarevic a Stoccarda, e Marin Cilic a Umag
  • CILIC: NON E’ STATO FACILE! Le impressioni del croato raccolte dalla sala stampa di Umag al termine del suo match contro Fabio Fognini

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.