DOPING, LA SQUALIFICA DEI “PESCI PICCOLI”

Conclusa un'indagine che ha portato alla sanzione di giocatori semi-sconosciuti. Rimane una piaga nel mondo del tennis, ma non si va oltre il provvedimento per il circuito Futures
mercoledì, 25 Novembre 2015

TENNIS – È pur sempre un inizio, potrebbe dire qualcuno, ma in realtà sembra un cane che si morde la coda. Le indagini antidoping condotte dalla ITF portano alla squalifica di diversi giocatori, ma non si tratta di nomi eclatanti. Il risultato dell’operazione si limita a tennisti con una classifica bassa o addirittura inesistente, in alcuni casi.

Ad essere maggiormente colpito è il circuito Futures, con gli ultimi due nomi appena emersi. Josè Manuel Romano e Rafael Martinez, rispettivamente spagnolo e venezuelano, sono stati sospesi dalla federazione. L’iberico è stato trovato positivo alla cocaina, mentre per il sudamericano si tratta di cannabis. Si tratta di sostanze illecite che potrebbero essere comuni anche a giocatori con un ranking più considerevole, nonostante non esista ancora la controprova.

L’ultimo caso di sospensione piuttosto rilevante riguarda Wayne Odesnik, fresco di ingresso nella Top 100 a marzo, ma ormai prossimo al ritiro a 29 anni. Solo una coincidenza? Eppure, già cinque anni prima era risultato positivo ai test, causando dunque la recidività e la squalifica a vita, che in questa occasione è coincisa con un addio all’attività già deciso dal tennista.

Basti ricordare altri casi famosi per tastare il debole polso in materia di doping. Andre Agassi è il protagonista più eclatante, con una sanzione evitata solo testimoniando di aver assunto sostanze illecite inconsapevolmente. L’assoluzione di Richard Gasquet dopo quel noto bacio ad una ragazza che aveva assunto droghe, o la riduzione della pena (da nove a quattro mesi, ndr) per Marin Cilic: tutti eventi che dimostrano non tanto la leggerezza della federazione, quanto la propensione a trattare ciò che viene condotto ed esaminato.

La squalifica dei tennisti del circuito Futures è l’ultimo episodio di “pesci piccoli” catturati. Buon passo in avanti nelle indagini, certo, ma il salto di qualità sembra essere ancora lontano. O magari, dopo le operazioni adeguate, nessun top player è risultato positivo. Ma questo si scoprirà soltanto quando spunterà un altro test.


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