DOPING, TEMPO DI RICORSI PER CILIC E TROICKI

TENNIS – La telenovela doping continua. Marin Cilic e Viktor Troicki in questi giorni si sono attivati con i loro team legali per ricorrere alle squalifiche inferte loro dall’ITF. Nel frattempo alcuni colleghi si schierano dalla loro parte, altri continuano a criticare il loro comportamento.
giovedì, 10 Ottobre 2013

Tennis, Shanghai, (Cina) – E’ sempre più attuale la questione doping nel tennis, soprattutto in questi giorni che il Tribunale Arbitrale dello Sport è impegnato nel caso di Viktor Troicki e della sua sospensione di 18 mesi per non aver fornito un campione di sangue richiesto. La scorsa settimana, Novak Djokovic ha rivelato di aver firmato una petizione che chiede la riforma delle regole anti-doping per fornire maggiore chiarezza ai giocatori e a seguito di ciò l’ ITF ha comunicato che prevede di modificare le regole per dare ai giocatori l’opportunità di parlare con un supervisore che chiarisca le loro responsabilità quando gli viene richiesto un test anti-doping.

La posizione di Roger Federer sui protocolli anti-doping è un po’ diversa, lo svizzero infatti non ha molta simpatia verso coloro che saltano i test: “Voglio che siano più duri possibile, che si applichino il maggior numero possibile di prove”, ha detto mercoledì dopo aver battuto Andreas Seppi nel suo match di apertura al Masters di Shanghai. “Non ti è permesso di saltare i test. Non mi interessa quali sono le circostanze, tranne se siano super-estreme, come se fossi già in ospedale. Penso solo che quando devi fare il test, ti presenti, lo fai, te ne vai. Non importa a che ora del giorno o dove ti trovi”. Federer non era a conoscenza della petizione di Djokovic per cambiare le regole in sede anti-doping: “So solo che bisogno essere estremamente duri e le punizioni devono essere pesanti. Gli atleti non devono pensare, ‘Ne vale la pena, perché la faccio franca e la punizione non sarà così grande.’ Quindi io sono d’accordo a qualsiasi cosa serva per prendere le persone colpevoli.”

Nel caso di Troicki, la situazione contrappone la sua versione dei fatti a quella del funzionario di controllo, e Djokovic crede che bisogna intervenire sulla mancanza di ricorso per i giocatori quando credono che l’ufficiale abbia travisato quello che è successo. Egli si è spinto a dire che l’ufficiale di controllo antidoping “ha mentito molto” quando ha detto al tribunale della ITF che non ha mai consigliato a Troicki di saltare un esame del sangue. Troicki ha comunque dato il suo campione di sangue il giorno ed è risultato pulito. Anche lo spagnolo Rafael Nadal ha sostenuto Troicki in questa battaglia: “Io credo che la persona che stava lì a fare i controlli abbia detto, ‘Sì, Viktor, è possibile farlo domani’. Lo ha fatto il giorno dopo e tutto è andato bene, non vedo un caso qui,” ha detto Nadal dopo aver battuto Alexandr Dolgopolov nel suo primo match a Shanghai. Proprio come Djokovic, Nadal non ha capito la presunta mancanza di chiarezza da parte del preposto al controllo antidoping: “Se Viktor ha detto: ‘Io non voglio farlo oggi,’ il preposto al controllo antidoping avrebbe dovuto dire, ‘OK, se non lo fai oggi, sarai penalizzato e non potrai farlo domani’”.

L’allenatore di Troicki, Jack Reader, è rimasto nella stanza per buona parte della riunione del suo giocatore con il preposto al controllo antidoping: “So che ha chiesto due volte se ci sarebbero stati problemi e mi ha detto, ‘No, dovrebbe andare bene,’ e ho lasciato quella stanza pensando che fosse tutto ok” ha detto Reader a USA Today. “E non era così, ovviamente. Lei avrebbe dovuto dire: ‘Bene, signor Troicki, se non fa il test del sangue, ci saranno conseguenze. Dovrà affrontare una squalifica di due anni, più la perdita di punti e la perdita dei premi in denaro’. Nessuno sano di mente correrebbe questo rischio.” Il tribunale indipendente dell’ITF, però, ha sentito la testimonianza di Reader ma non l’ha ritenuto un testimone attendibile. Il tribunale ha detto, “era pronto a dire quello che sarebbe servito a far sì che il suo giocatore evitasse una sanzione per violazione di una regola antidoping”.

Dal CAS di Losanna, nel frattempo iniziano a trapelare voci delle prossime udienze e delle eventuali richieste dei giocatori. Mercoledì il segretario generale del CAS, Matthieu Reeb, ha dichiarato all’Associated Press che il ricorso di Cilic è in programma a Londra Mercoledì prossimo. Il croato aveva contestato il verdetto dell’ITF ad una squalifica di due anni per un test positivo del giocatore ad uno stimolante proibito, il nikethamide, durante il torneo di Monaco nel mese di Maggio. Cilic ha chiesto un verdetto prima del Masters di Parigi, che inizierà il 28 Ottobre, in modo da poter giocare in caso di decisione a suo favore. Cilic è sceso al n°37 dal n°12, dopo il ritiro da Wimbledon per un presunto infortunio al ginocchio nel mese di Giugno. Lo stesso giorno ha accettato una sospensione provvisoria, mentre la federazione perseguiva il suo caso. Troicki è apparso invece al CAS di Losanna mercoledì, per appellarsi alla squalifica di 18 mesi. Il giocatore serbo ed il suo team legale hanno rifiutato di commentare dopo la sessione in tribunale, durata 8 ore. Il verdetto è atteso verso inizio Novembre, per consentire eventualmente a Troicki di essere al fianco di Novak Djokovic nella finale di Coppa Davis contro la Repubblica Ceca il 15 Novembre a Belgrado. Il serbo era al n°53 quando la sua sanzione è stata annunciata nel mese di Luglio, si trova ora al n°73.


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