DOPING, VIA LIBERA DELL’ITF AI RUSSI A RIO 2016

Via libera dell'Itf alla Russia. Gli otto qualificati per il torneo olimpico di tennis saranno regolarmente a Rio.
giovedì, 28 Luglio 2016

Tennis – Via libera dell’Itf alla Russia. Gli otto qualificati per il torneo olimpico di tennis saranno regolarmente a Rio. Non ci sarà Maria Sharapova, già squalificata per due anni per la positività al meldonium riscontrata durante l’Australian Open.

Il Cio, infatti, con una decisione ai limiti del pilatesco, ha respinto la richiesta della World antidoping agency (Wada) e di molti atleti che chiedevano la squalifica in blocco della delegazione russa. “Nessuno deve pagare per un sistema in cui non era implicato” ha detto il presidente del Cio Bach.

Gli atleti russi non potranno partecipare alle Olimpiadi a meno che non riescano a dimostrare, individualmente, alle singole federazioni internazionali la propria estraneità al sistema del doping di stato. Una regola generale, si legge su Repubblica, “che non vale però per gli atleti dell’atletica — disciplina sommersa dallo scandalo — e per tutti quelli che, in passato, hanno avuto una condanna per doping, clausola questa inserita a sorpresa, che ha escluso da Rio la “pentita” russa, Stepanova, inizialmente ammessa dalla Iaaf insieme alla Klishina (lei invece ci sarà).

Per tutti gli altri, la parola finale passa alle 27 federazioni internazionali. Il che equivale a un gigantesco semaforo verde”.

L’ITF ha comunicato per prima l’approvazione alla partecipazione di Andrey Kuznetsov, Evgeny Donskoy, Teymuraz Gabashvili (singolare maschile), Svetlana Kuznetsova, Anastasia Pavlyuchenkova, Darya Kasatkina, Ekaterina Makarova (singolare femminile) e Elena Vesnina (doppio).

Gli atleti russi convocati per Rio, si legge nel comunicato della federazione internazionale, “sono stati sottoposti a un rigoroso programma di test anti-doping fuori dalla Russia”. In totale, dal 2014, si contano 205 test: 83 durante le competizioni e 122 fuori, 111 su campioni di urina e 94 di tipo ematico.

“L’ITF” prosegue il comunicato, “ritiene che sia sufficiente per ritenere che i tennisti russi rispettino le richieste contenuta nella decisione del CIO. L’ITF verificherà con la Wada che nessuno di loro, o la federtennis russa, sia implicata nel rapporto McLaren, in accordo con la decisione del Cio”.

Il rapporto curato dal capo della commissione indipendente della Wada, Richard McLaren, ha affermato che gli atleti russi avrebbero fatto uso massiccio di doping durante le Olimpiadi invernali di Sochi del 2014. “Tutti i campioni da noi verificati presentavano sembravano essere stati aperti”, ha aggiunto nella conferenza stampa di Toronto. L’indagine, avviata dopo l’intervista al New York Times dell’ex capo del laboratorio antidoping di Mosca , Grigorij Rodchenkov che ha parlato anche di operazioni di copertura dei segreti, ha messo in evidenza un nuovo sostanziale doping di Stato, come negli anni Settanta e Ottanta.

Ma Vitaly Smirnov, il capo della commissione antidoping voluta da Putin in seno al Comitato olimpico russo, ha affermato che “la Russia non ha mai avuto, non ha e non avrà mai un sistema di Stato a sostegno del doping”. Membro onorario del Cio, Smirnov ha annunciato di voler incontrare a Rio McLaren, avrebbe voluto una decisione più dura e l’esclusione in blocco della Russia.

Il blocco rimane solo per la nazionale di atletica leggera. “Il tema della responsabilità collettiva – ha dichiarato il l portavoce di Putin, Dmitri Peskov- dal nostro punto di vista difficilmente può essere accettabile. Si tratta di atleti che si stavano preparando alle Olimpiadi che non hanno a che fare con il doping, i loro test venivano prelevati regolarmente dalle agenzie antidoping straniere”.

“Il tribunale – ha detto il ministro ministro dello Sport, Vitali Mutko – ha emesso una sentenza che viola i diritti degli atleti puliti creando cosi’ un precedente. Senz’altro – ha aggiunto – il rapporto McLaren ha influenzato la decisione del Tas”.

Quello che per Yelena Isinbayeva è “il funerale dell’atletica” ha già portato all’esclusione di 90 atleti. Secondo il Telegraph, a Rio potrebbero andare solo una quarantina dei 387 componenti originari della squadra olimpica russa. Ma il capo della Federazione russa di canottaggio, Veniamin But, ha assicurato che “nel peggiore dei casi” a Rio gareggeranno almeno 200 russi. La Russia comunque ai Giochi ci sarà, e la decisione del Cio è già una mezza vittoria per Mosca e per Putin.

Alcune federazioni internazionali hanno già confermato la partecipazione di atleti russi: come il tiro e il judo (della cui federazione Putin è presidente onorario). E il disco verde si attende anche dal badminton, dal tiro con l’arco e dall’equitazione.

Per Dick Pound, ex presidente della Wada, la posizione del Cio di lasciare alle singole federazioni il compito di tracciare le conclusioni in un momento destinato a fare la storia, diventa un precedente pericoloso. «La decisione del Cio è chiara: tolleranza zero per il doping, a meno che non sia doping russo».


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