DUSAN LAJOVIC E LA FOLLIA SOCIAL

Il tennista serbo, dopo la sconfitta patita a San Paolo contro il nostro Luca Vanni, ha ricevuto addirittura delle minaccie di morte sulla sua pagina Facebook, da parte di alcuni scommettitori che avevano puntato su di lui. Episodi come questo sono sempre più frequenti nel mondo del tennis
lunedì, 23 Febbraio 2015

Storie di ordinaria follia, ai tempi dei social network e della comunicazione illimitata. Secondo quanto riporta il quotidiano belgradese “Večernje Novosti”, Dusan Lajovic, tennista serbo numero 78 dell’ultima classifica Atp, dopo aver perso ai quarti di finale del torneo di San Paolo contro il nostro Luca Vanni, la scorsa settimana, ha ricevuto sulla sua pagina Facebook, numerose minacce di morte, da parte di alcuni scommettitori provenienti da diversi Paesi (Russia, Rep.Ceca, Brasile), che avevano puntato sulla sua vittoria e conseguentemente hanno perso il loro denaro.

Secondo questi pseudo appassionati di tennis, il giocatore serbo avrebbe dovuto vincere senza alcuna difficoltà contro Vanni, vista l’enorme differenza di classifica tra i due e alla luce del recente incontro di Quito, vinto dal serbo appena una settimana prima contro lo stesso giocatore toscano. Gli scommettitori inferociti, nei messaggi sul popolare social network, hanno accusato Lajovic di essersi venduto la partita, parlando di “Mafia Russa”. E più di un utente di Facebook è arrivato a minacciare di morte il giocatore con messaggi di stampo decisamente criminale, come ad esempio “pagherai per quello che hai fatto”.

Lajovic, non ha voluto enfatizzare la vicenda, commentando quasi con indifferenza l’accaduto (“sono cose che succedono”), ma episodi come questo, non sono una novità nel mondo del tennis. Secondo lo stesso quotidiano che ha riportato la notizia, in passato, anche un altro tennista serbo, Ilja Bozoljac, ha ricevuto minacce analoghe, nel suo caso però estese anche ai membri della sua famiglia. Il caso più eclatante però è stato quello che ha coinvolto la giocatrice americana Rebecca Marino, la quale, a soli 23 anni, con un passato da numero 38 del mondo, ha deciso di ritirarsi dal tennis, perché stufa di dover sopportare le minacce “social”, che le arrivavano copiose praticamente dopo ogni sua sconfitta.

La libertà di comunicazione garantita da strumenti quali i social network, che permettono a chiunque di mettersi in contatto con chiunque, ha purtroppo questo lato oscuro, rappresentato dalla possibilità di sfogare le proprie frustrazioni, verso persone che nemmeno si conoscono, ma alle quali si è deciso di “affidare” il proprio denaro, magari senza avere la possibilità di perderlo. Ed il tennis, essendo uno sport individuale, in cui spesso la valutazione dei valori in campo si basa su semplici statistiche, che ovviamente non possono dire tutto, è sport “ideale” per questo tipo di episodi. I discutibili personaggi che hanno minacciato Lajovic e gli altri, magari, prima di mettere mano al portafogli, dovrebbero ben valutare tutte le variabili che ruotano attorno ad una partita di tennis e che vanno ben al di là di quello che può dire la classifica mondiale. O per lo meno, devono essere disposti a prendersi le proprie responsabilità, senza rovesciare la colpa su chi sta semplicemente cercando di fare il suo lavoro nel migliore dei modi.


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