È TORNATO SUPERBOL!

Un Simone Bolelli concentrato e di nuovo devastante col diritto supera in tre set lottati il top-50 olandese De Bakker e dà il primo punto all’Italia. Un risultato che fa ben sperare gli azzurri
venerdì, 7 Maggio 2010

Roma, 7 maggio 2010. E’ iniziata nel migliore dei modi la trasferta dell’Italdavis nella terra dei tulipani. Nel primo incontro del match valevole per il secondo turno del Gruppo I, Simone Bolelli ha confermato i confortanti segnali di ripresa degli ultimi tempi portando gli azzurri in vantaggio per 1-0 grazie al successo in tre set sul numero uno olandese Thiemo De Bakker, numero 48 dell’ultima classifica mondiale. Decisiva la maggiore esperienza di Simone nell’affrontare i punti importanti.
Sul filo di lana. Il veloce-lento preparato nel Silverdome di Zoetermeer, pare fatto apposta per far esprimere al meglio Simone Bolelli. Il 24enne di Budrio, nonostante il tifo rumoroso (ma corretto) del pubblico olandese, entrava in campo subito determinato al servizio e convinto di poter fare suo il match. Il servizio, di fatto, è stato il colpo fondamentale per entrambi gli sfidanti per gran parte della sfida. Ed anche nel primo parziale, dove Simone cedeva solo sei punti alla battuta contro i 12 dell’olandese. Era proprio De Bakker che, nell’ottavo game, proprio con il servizio si salvava annullando le uniche tre palle break concesse da entrambi i rivali nel primo set. E mentre il capitano degli orange, Jan Siemerink, continuava a sorridere, si approdava naturalmente al tie-break. Grazie ad un rovescio in rete di De Bakker, Bolelli si portava 4-1 e 5-2. Un diritto in rete dell’azzurro portava la situazione sul 5-3. Sul 6-3 Simone si vedeva cancellare due palle set da due servizi dell’olandese, ma, con uno smash seguito ad una grande prima, Bole poteva festeggiare il primo set dopo quasi un’ora di gioco.
La svolta. Ciò che convinceva di Simone era la superiore sicurezza nei (rari) palleggi da fondocampo, ed una resuscitata attitudine a comandare il gioco con il suo grande diritto, tornato ad essere un colpo devastante. Nel secondo set erano ancora le battute a dominare. Stavolta era Simone a dover concedere qualcosa in più al ventunenne olandese (11 punti persi al servizio dal bolognese contro solo 4 di De Bakker) che, per recuperare una bella volée del bolognese nel primo punto del sesto gioco, rischiava di infortunarsi alla gamba sinistra, rivolgendosi precauzionalmente all’intervento del fisioterapista. Risolto senza conseguenze il piccolo incidente, tutto lasciava presagire un nuovo, scontato approdo al tie-break senza sussulti. Invece, sul finire del set, arrivava un colpo di scena che si rivelerà poi determinante per il risultato finale. Sul 5-4 per De Bakker e servizio Bolelli, infatti, l’azzurro viveva un piccolo passaggio a vuoto: tre rovesci sbagliati e 0-40 che significavano tre set-point Olanda. Era in quel momento che Bolelli dimostrava di essere davvero tornato: con tre punti conquistati in palleggio, un diritto ed un servizio vincenti Simone riusciva ad issarsi, insperatamente, sul 5-5. Nonostante fosse visibilmente scosso, il tulipano riuscirà comunque a trascinarsi ad un altro tie-break, ben più confuso del primo. Un nastro azzurro permetteva al nostro di andare avanti per 3-2, poi 4-2. Una volée sciagurata di Simone, però, rendeva vana la sorte propizia e tre punti consecutivi di De Bakker portavano avanti l’Olanda 5-4. Tenuti i suoi due servizi, Bolelli si portava 6-5. A quel punto De Bakker, servita una gran prima, spediva un diritto fuori di quattro metri e consegnava al rivale il set e, certamente l’intero incontro.
Gioia Simone, speranza Italia. Comprensibilmente abbattuto per un parziale letteralmente gettato alle ortiche, De Bakkker subiva, nel suo primo turno di servizio del terzo set l’unico break del match, consentendo ad un Bolelli sempre più sicuro di sé di salire 2-0. Da quel momento in poi Simone capitalizzerà saggiamente il vantaggio, controllando con attenzione i propri turni di battuta fino a concludere 6-3 in 2h 40’ di gioco complessivo. Simone ha mostrato segnali molto incoraggianti di tenuta mentale: ha giocato bene i punti importanti, con solidità, ed offerto qualche prodezza delle sue che parevano ormai dimenticate (per credere guardatevi il passante di rovescio, terzo punto del dodicesimo gioco del secondo set!). A questo punto, nonostante le difficoltà di adattamento alla superficie del nostro secondo singolarista, è possibile guardare al resto della sfida con un cauto ma concreto ottimismo. Con un Bole così si può davvero sperare.


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