ESSERE MIGLIORI SPESSO NON BASTA

Sembra avere una marcia in più degli altri, in questo periodo, Andy Murray. Eppure dopo gli US Open ha perso tre partite che non avrebbe dovuto perdere, sempre arrivando almeno una volta al match-point. Qual è il suo problema?
sabato, 3 Novembre 2012

Era stata un’estate fantastica quella di Andy Murray. Prima la finale a Wimbledon e il successo olimpico, poi la vittoria agli US Open, suo primo acuto Slam della carriera. Il britannico sembrava potesse diventare l’uomo da battere in questo finale di stagione, vinceva anche quando giocava male e non steccava più i grandi appuntamenti, come aveva sempre fatto nelle passate stagioni. Poi è successo qualcosa. Quel qualcosa che ha impedito allo scozzese di vincere altri tornei da New York in avanti. Il suo livello di gioco è rimasto altissimo, su questo non ci sono dubbi: l’unico vero scivolone può infatti essere considerato quello di questa settimana al Masters 1000 di Parigi-Bercy, dove è stato sconfitto agli ottavi da Jerzy Janowicz. Ma comunque il risultato ottenuto da Andy è stato migliore di quello ottenuto da Novak Djokovic (eliminato all’esordio), e da tanti altri giocatori di punta. Il torneo di Parigi-indoor, essendo collocato nella parte finale della stagione, regala spesso grandi colpi di scena, visto che i migliori spesso hanno la testa alle Atp World Tour Finals. Quindi non è questa imprevista sconfitta a destare scalpore: è invece il modo in cui sono arrivate le uniche tre sconfitte di Murray dalla seconda metà di agosto in avanti a far riflettere.

Il giocatore di Dunblane è sempre arrivato almeno al match-point nelle ultime diciassette partite giocate, e in venticinque delle ultime ventisei. Di queste diciassette, però, tre le ha perse. Prima la sconfitta in semifinale a Tokio contro Milos Raonic, dopo aver avuto due palle-match in risposta sul 6-5 del terzo set, poi la finale persa a Shanghai contro Novak Djokovic, con addirittura cinque occasioni per chiudere la contesa non concretizzate. Per finire, la partita accennata in precedenza, quella del terzo turno di Parigi contro Janowicz, persa nonostante un set e un break di vantaggio, e una palla-match a favore.

Spesso la capacità dei grandi giocatori è quella di vincere anche nelle difficoltà, giocando male e magari annullando match-point. Ed è quello che ha fatto Murray fino agli US Open. Ora la situazione dello scozzese sembra quella di un giocatore in sfiducia. Il livello di gioco per continuare a vincere tutte le partite c’è, eppure nei momenti importanti non riesce a concretizzare le occasioni. Un problema di fiducia o di concentrazione?

Quello di Andy sembra essere puramente un problema di concentrazione. Spesso entra in campo sapendo di essere superiore ai suoi rivali, e dopo aver preso un bel vantaggio, pensa che il match sia stato già portato a casa. Escludendo la finale di Shanghai, che è stato uno degli incontri più belli del 2012, è successo proprio questo a Murray. Da una parte potrebbe essere considerato un “bel” problema, nel senso che non deve preoccuparsi troppo: per risolverlo, deve solo entrare in campo con più “rispetto” del proprio avversario, e quindi lottare fino all’ultimo punto, come se stesse giocando contro uno dei Top-4. Dall’altra parte non è un bel segnale. Sia Roger Federer, che Rafael Nadal, fino allo stesso Djokovic, nei loro migliori periodi hanno dominato, e dal primo grande acuto non si sono più fermati. Insomma, loro i problemi li avevano già risolti prima, e quando sono arrivati a vincere era perché nel loro gioco e nella gestione delle partite non c’erano più lacune.

Per Andy c’è quindi ancora qualcosa da mettere a punto. Ma forse è anche un bene per lui, visto che nella sua stagione ha raggiunto due finali Slam (vincendone una), ha vinto il torneo Olimpico, e ha ottenuto due finali nei Masters 1000. Se ancora c’è qualcosa da sistemare, significa che il suo livello di gioco è talmente alto da potergli permettere anche di migliorare quanto fatto in questo 2012. E se riuscirà a farlo, le possibilità di raggiungere il primo posto nel ranking diventeranno molto alte.

 


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