FABIO FOGNINI, L’EMBLEMA OFFUSCATO DEL TENNIS ITALIANO

Un carattere deciso, grandi capacità e una personalità sempre al limite: questo è Fabio Fognini, orgoglio e pregiudizio per il tennis italiano
martedì, 18 Novembre 2014

Tennis. Da sempre un talento pronto per esplodere e, in ogni singolo momento della sua carriera, sempre presenti quegli alti e bassi che fanno di lui uno dei più controversi tennisti italiani. Fabio Fognini è così, e ha lasciato intendere con i suoi comportamenti che di cambiare proprio non se ne parla; la disputa lunga tutta una carriera mette a confronto quelle capacità tennistiche in grado di portare l’Italia di Davis in semifinale, oltre che a conquistare importanti riconoscimenti sulla terra battuta, e la persona “Fognini”, lo spauracchio di tutta una generazione di talenti, molto spesso presunti tali, che vivono di spettacolo e di energie negative, pronti spesso a finire sotto la nuda e cruda lente d’ingrandimento di un’opinione pubblica sempre più spietata.

Tralasciando dove rimangano il giusto e lo sbagliato, non si può non proporre un paragone tra lui e tre altri personaggi dello sport italiano: Andreas Seppi, Sara Errani e Mario Balotelli. 

Con l’alto atesino di cose in comune ce ne sono ben poche; Seppi fa della costanza e della continuità di rendimento le sue armi principali, le quali vengono sapientemente unite al suo carattere mite ed alla sua personalità che da tempo ha raggiunto una ben distinta maturità. Da nove anni Seppi termina l’anno ATP tra i primi 100 del mondo avendo anche toccato il N.18 nella scorsa stagione, per cui la differenza di risultati tra i due, almeno per ora, sembra non essere questo abisso insormontabile. Veniamo dunque a Sara Errani, la quale fino al ritorno al top di Flavia Pennetta è stata N.1 italiana raggiungendo la ottima quinta piazza nel ranking WTA; anche lei molto titolata ed in grado di raggiungere risultati importanti, eppure osteggiata da molti tifosi per via del suo stile di gioco o del suo comportamento che non viene digerito da qualche detrattore di troppo. Sara, tuttavia, deve essere preparata a tali critiche essendo un personaggio pubblico, e nonostante queste continue sollecitazioni negative tira fuori una grinta sempre nuova in grado di aprirle possibilità che altrimenti probabilmente le sarebbero precluse a prescindere. Il terzo soggetto della nostra personalissima analisi non viene dal mondo del tennis, bensì quello del grande calcio di livello mondiale: Mario Balotelli è stato un fenomeno fin dai primi passi sul campo di San Siro con la maglia dell’Inter, e nonostante le sue doti innate fatte di classe e fisico, la sua stella si è piano piano offuscata, con le prestazioni sul terreno di gioco che hanno lasciato spazio agli episodi da ribelle avvenuti ben fuori dal rettangolo verde.

Dopo un 2013 da mattatore, Fognini si è (forse) adagiato un po’ sugli allori, facendo fatica a riconfermare quanto di buono fatto 52 settimane prima e fallendo incredibilmente le grandi occasioni che si sono presentate nei grandi tornei sulla terra rossa, comprese le rassegne spagnole e gli Internazionali di Roma. Non si tratta di totale disastro, ma forse a 27 anni, con la maturità che dovrebbe già essere stata raggiunta da un bel po’, da lui ci si aspetterebbe un po’ più di Andreas Seppi, con la grinta di Sara Errani che non guasterebbe, per riuscire a tirare finalmente fuori quel talento forse offuscato dalle continue pressioni esterne, un po’ come ci si augura per Mario Balotelli.

La storia di un campione, checché se ne voglia pensare, non è facile da scrivere né da leggere senza pregiudizi, e per Fognini la strada potrebbe essere ancora più in salita del previsto. Dopo l’inaspettato fidanzamento con l’attuale N.1 italiana Flavia Pennetta, Fabio ha continuato a viaggiare su ritmi piuttosto altalenanti, senza troppi acuti, con l’ultima delle varie debacle che lo ha visto uscire sconfitto dal recente incontro di Serie A1 contro il connazionale molto meno quotato Flavio Cipolla, N.325 del mondo con un best ranking da N.70. Sarebbe altrettanto sbagliato, come una eccessiva celebrazione a seguito di una buona vittoria, prendere pistole e fucili e giustiziare mediaticamente il N.1 italiano, anche perché l’obiettività in questo paese converrebbe recuperarla anziché perderla per sempre, però è anche vero che nel trovare cause e ragioni per l’interruzione della sua evoluzione possa tranquillamente esserci la possibilità per lasciare a suo uso e consumo qualche critica costruttiva volta a trasmettere le richieste che possono giungere dagli ultimi fruitori del talento di Fognini, che vanno dalle TV alla Federazione passando certamente per tutti gli appassionati, catalizzando questa nuova empatia in un obiettivo comune supportato da un maggiore rapporto con chi vive per dire la sua. I risultati che potrebbero arrivare, a quel punto, sarebbero già una realtà pronta da scrivere, e quel ragazzo “brutto, sporco e cattivo” tornerebbe ad essere quell’icona di cui il nostro tennis ha estremamente bisogno, per mettere tutti sotto la stessa bandiera e per dare al futuro delle forti tinte tricolori, tra l’ammirazione dei più piccoli e l’impegno dei più grandi volto senz’altro all’evoluzione di questo dato sistema-tennis italiano che ad ora resta diviso in più parti.

Fabio Fognini resterà un’emblema, in un modo o nell’altro, e sta solo a lui decidere cosa rappresentare per il futuro di questo sport, per l’educazione dei più piccoli e per un magico mondo, quello che ogni giorno ci fa battere il cuore, che si aprirebbe a tutti semplicemente per il suo spettacolo e per le gesta dei suoi campioni, senza se e senza ma.


1 Commento per “FABIO FOGNINI, L'EMBLEMA OFFUSCATO DEL TENNIS ITALIANO”


  1. claudio taricco ha detto:

    Nè un campione, nè una bella persona.
    Si crede un Dio, quando la realtà lo rimbalza si crea un alibi (arbitri?) e non lotta.
    A dispetto del suo N.M.M. che sa solo di presa in giro!


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