PROMOSSE CON RISERVA

Doveva essere una passeggiata per l’Italia, è stato invece un successo stentato, risolto all’ultimo set dell’ultimo match. Diamo i voti alle nostre azzurre, che ad aprile saranno ospiti di Petra Kvitova
lunedì, 6 Febbraio 2012

Biella – Il fine giustifica i mezzi, e allora l’Italia di Fed Cup può tirare un bel sospiro di sollievo, ritenendosi soddisfatta quantomeno del risultato finale. A parte le teorie di Machiavelli, vittoria doveva essere e vittoria è stata contro l’Ucraina, ma quanta fatica. Meriti di classifica, ambiente e superficie di gioco, davano alle ragazze di Barazzutti un ampio margine di vittoria, che tra infortuni e periodi poco esaltanti, si è sempre più assottigliato. Oltre alle precarie condizioni di Flavia Pennetta, (rischiata solo in doppio), il clan Italia si è trovato a confrontarsi prima con l’inatteso Ko della Schiavone e poi con l’infortunio di Sara Errani. A togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato fortunatamente il doppio, con una Roberta Vinci vero amuleto della squadra azzurra con 17 presenze e 17 vittorie negli incontri di Fed Cup. Pennetta/Vinci sono riuscite così a scacciare definitivamente l’incubo Lesia Tsurenko, vera rivelazione di questa Ucraina e unica promossa a pieni voti della nostra pagella, che invece rimanda le azzurre al prossimo appello

Francesca Schiavone 6: La media ponderata tra il 4 della prima giornata e l’8 della seconda, permettono alla Schiavone di raggiungere una sufficienza stiracchiata, che per poco non si tramutava in una bocciatura piena. La poca fiducia di questo periodo, si è riproposta nel bruttissimo match contro la Tsurenko, e in parte nel secondo confronto contro la Bondarenko, poi crollata mentalmente.  A Francesca comunque va dato il merito di averci creduto fino alla fine, recuperando una situazione disperata sul 6-7 1-5 e portando a casa un punto quasi perso.

Sara Errani 6 e ½. Con un fantastico Australian Open, Sara si è ampiamente guadagnata la sua occasione anche in nazionale, sfoderando nel primo match una prestazione impeccabile nel segno della continuità australiana. La romagnola ha liquidato agevolmente la Bondarenko, portandoci in vantaggio sabato. Chiamata invece a chiudere definitivamente i conti domenica sera, la Errani ha subito in maniera quasi impotente l’enorme inerzia offensiva della Tsurenko, capace di ripete una prestazione spumeggiate. A culmine di un primo set quasi da spettatrice, l’azzurra si è poi dovuta arrendere anche al suo ginocchio, abbandonando il campo sul 2-2.

Pennetta/Vinci 7. Insieme hanno anche vinto nel passato,(tra cui un Roland Garros Junior), poi Flavia Pennetta e Robert Vinci hanno incrociato altre strade, con diverse compagne, ma con ripetuti successi. Catapultate quasi a sorpresa in un doppio decisivo, Flavia e Roberta hanno dato sfogo alle loro indiscutibili doti da doppiste. L’ottima tenuta da fondo della Pennetta, abbinata alle doti sotto rete della Vinci, hanno alla fine regalato il successo finale all’Italia, senza lesinare comunque qualche sofferenza. Il crollo dopo un primo set strappato con forza, ha ricaricato  al meglio il duo pugliese, che si è lanciato alla conquista del parziale finale.

Corrado Barazzutti 7: Oppresso da evidenti difficoltà, è riuscito alla fine ad avere ragione. Ha lanciato giustamente Sara Errani, mentre ha continuato a dare fiducia a Francesca Schiavone nel secondo match, riesumandola dalla panchina. Giusto infine puntare sulla Pennetta in doppio e sulla sua carica agonistica accumulata in due giorni di sofferenza dalla panchina.

Lesia Tsurenko 8. Senza alcun timore reverenziale e in barba al suo 121° posto in classifica, la bella Lesia ha sfoderato una prestazione impeccabile, sorprendendo per il suo gioco variegato e ricco di soluzioni vincenti. A lei il merito dei due punti per la sua nazionale, nonché un ottima prova anche in doppio. Con un gioco da top venti, la 22 enne ucraina sembra pronta per il salto di qualità.

Katerina Bondarenko 3: Doveva essere la giocatrice più esperta del gruppo e quella su cui puntare maggiormente visti i suoi trascorsi; è stata invece la vera palla al piede del clan ucraino. Travolta da Sara Errani nel primo match, ha fallito miseramente il colpo del KO alla nostra nazionale, vanificano l’enorme vantaggio contro una Schiavone ormai sull’orlo della sconfitta.


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