FED CUP, INIZIA L’ERA GARBIN

Dopo 15 anni e 36 partite, Barazzutti lascia la panchina di Fed Cup. Garbin, responsabile over 18 della Fit, esordirà contro la Slovacchia.
lunedì, 3 Ottobre 2016

Tennis – Si chiude un’era per la Fed Cup azzurra. Dopo 15 anni e 36 presenze in panchina, Corrado Barazzutti lascia il ruolo di capitano della nazionale femminile a Tathiana Garbin. Barazzutti – ha detto il presidente Fit, Angelo Binaghi – non ha solo ottenuto, assieme alle nostre fantastiche ragazze, una sequenza di successi mondiali senza precedenti per lo sport tricolore, ma ha anche saputo interpretare appieno lo spirito che pervade il nostro movimento, valorizzando quello che ne è la massima espressione: l’amore per la maglia azzurra”. Una lunga storia d’amore, iniziata nel 2002, con un 5-0 alla Svezia a Milano, e passata attraverso 24 vittorie e 12 sconfitte, 4 titoli (2006 in Belgio, 2009 in casa contro gli Usa, 2010 negli Usa, 2013 in casa contro la Russia) e una finale persa nel 2007 in Russia. “Faccio i migliori auguri di in bocca al lupo a Tathiana Garbin – ha proseguito Binaghi – Tathiana fa già parte della nostra famiglia e sono certo che anche in questo suo nuovo ruolo saprà dare il massimo apporto alla crescita del tennis italiano”.

“Prendere il posto di Corrado Barazzutti è un’emozione grandissima e una grande responsabilità” – ha spiegato a Sportface il nuovo capitano che inizierà contro la Slovacchia, nel World Group II, dopo il playoff perso contro la Spagna. È un segno, l’epifania del nuovo percorso che l’Italia è destinata a prendere dopo l’addio di Flavia Pennetta e quelli più o meno vicini di Roberta Vinci e Francesca Schiavone.

L’impegno di febbraio contro Dominika Cibulkova, che a Wuhan ha rilanciato di forza e carattere la sua candidatura per un posto alle WTA Finals di Singapore, rappresenta già un primo test già significativo per Garbin. “Succedo a un capitano che ha scritto la storia del tennis azzurro – ha sottolineato – Sono onoratissima per questa responsabilità e proverò in tutti in modi a ricambiare la grande fiducia che mi è stata accordata. Ringrazio Corrado e, soprattutto, la Federazione, che mi ha voluto offrire questa occasione bellissima e stimolante. E’ una magnifica opportunità. L’obiettivo è tornare nel Gruppo Mondiale della Fed Cup”.

Sarà anche una prima occasione per testare, dopo le recenti convocazioni di Martina Caregaro, le prospettive delle ragazze che il nuovo capitano ha seguito da responsabile del programma over 18 femminile della Federtennis, come Alice Matteucci, Martina Trevisan, Camilla Rosatello e Jasmine Paolini, che in queste settimane hanno dimostrato evidenti miglioramenti nel circuito ITF. Paolini ha centrato la finale nel $25.000 di Clermont-Ferrand: ha battuto ai quarti 5-7 6-4 7-6(5) dopo 3 ore e 22 minuti la brasiliana Beatriz Haddad-Maia, protetta di Kuerten e Larri Passos, recuperando da 3-5 sotto al terzo, superato in semifinale con un doppio 62 la lettone Diana Marcinkevica prima di arrendersi alla rivelazione della Fed Cup 2016, l’olandese Richel Hogenkamp, terza favorita del seeding, che ha così conquistato il suo decimo titolo ITF, il secondo stagionale dopo il successo nel 25mila dollari di Koksijde.

La scorsa settimana, poi, Bianca Turati ha centrato la semifinale a Stillwater, in Oklahoma. Ripescata in tabellone come lucky loser, ha sconfitto per 46 61 61 la britannica Katie Swan, ha beneficiato ai quarti del ritiro della croata Ana Vrljic, seconda favorita del torneo, cedendo solo in semifinale 67(4) 60 75 alla statunitense Caroline Dolehide. I quarti centrati in contemporanea da Georgia Brescia a Brisbane confermano una tendenza iniziata a Guangzhou con l’esordio nel tabellone principale di un torneo WTA di Cristiana Ferrando. La 21enne ligure, numero 318 del mondo, è stata ripescata dopo la battaglia persa all’ultimo turno di qualificazioni 46 62 76(5) contro Anastasia Pivovarova. L’azzurra, che non ha sfruttato un break di vantaggio nel terzo ed è stata a due punti dal successo sul 5-4 nel tiebreak, è poi entrata come lucky loser perdendo 64 63 dall’uzbeka Nigina Abduraimova, numero 178 Wta. A Santa Margheita di Pula, poi, l’ottava settimana di tennis professionistico si è chiusa con la finale di Alice Balducci, sconfitta da Claudia Giovine che ha conquistato l’ottavo titolo ITF in carriera, il terzo in questa stagione dopo i successi colti ad Hammamet e Trieste.

“Sono contento per la Garbin, che ho avuto anche come giocatrice in Fed Cup – ha detto Barazzutti– è la scelta giusta e sono sicuro che farà bene. Quelli nel corso dei quali ho guidato la Nazionale di Fed Cup sono stati anni di grandissime soddisfazioni, anni fantastici passati insieme a un gruppo di ragazze che hanno regalato all’Italia risultati incredibili. Desidero per questo ringraziare tutte le giocatrici che ho avuto l’onore e il privilegio di guidare e allenare. Abbiamo condiviso momenti difficili e momenti straordinari. Il mio ringraziamento va anche alla Federazione, ai coach delle atlete, allo staff medico e a tutti coloro che in questi anni hanno condiviso il progetto Fed Cup, del quale continuerò a sentirmi parte integrante proseguendo il mio lavoro in Coppa Davis”.

Garbin, cresciuta in una famiglia di sportivi, ha preferito da subito il tennis allo sci. Campionessa italiana under-16 nel 1993, diventa professionistanel 1996 e due anni dopo festeggia i primi titoli a Novi Sad e New Delhi. Nuovo sembra essere la parola chiave di Tathiana che nel 1999 viaggia per un anno completamente da sola, senza neanche un’allenatore. “Ho sempre fatto tutto il possibile per mantenermi da sola senza dover chiedere niente a nessuno. I primi anni della mia carriera sono stati duri, perché alternavo l’attività nazionale a quella internazionale. I tornei italiani mi servivano per sostenere economicamente i primi passi nel circuito WTA. Sono fiera e orgogliosa di quello che ho fatto” raccontava a Tennis.it.

Ha chiuso la carriera con un titolo WTA in singolare, conquistato nel 2000 a Budapest, e quattro finali (Bogotà 2007, Palermo 2006, Modena 2005 e Bogotà 2000), oltre a 11 titoli in doppio. È salita al massimo al numero 22 del mondo, ha giocato 45 tornei dello Slam (gli ultimi 37 di fila), e centrato gli ottavi nel 2007 al Roland Garros, il torneo che aveva sempre sognato di vincere. A Parigi, tre anni prima, aveva scritto la storia del tennis azzurro, era diventata la prima italiana a battere una numero 1 del mondo. “Quella vittoria contro Justine Henin (75 64 al secondo turno) è stata una delle vittorie più importanti, dopo di che, anche aver giocato e battuto la Seles ad Indian Wells è stata un’esperienza indimenticabile – raccontava a Ubitennis nel 2013 – , ma in realtà tutti i giorni che ho giocato a tennis mi son sempre divertita, quindi un’emozione grande”.

Emozione che si rinforza, con un ruolo diverso e un interrogativo: che sarà di Camila Giorgi?


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