CAPITOLO II – FED CUP E DINTORNI

Archiviato con successo il primo impegno dell’anno, le azzurre dovranno ora vedersela con le temibili russe. La squadra però è come il buon vino, più “invecchia” più esalta le sue qualità
martedì, 8 Febbraio 2011

Roma – E’ stato bello vedere le azzurre gioire domenica a Hobart, vedere nei loro volti – match dopo match – il realizzarsi di un altro sogno, specie perché questa volta non era poi così scontato. I quarti di finale con la squadra australiana non potevano essere presi sottogamba, perché entrambi i team erano formati da giocatrici di valore, ognuna con un suo obiettivo specifico in cui non voleva sfigurare.

Di certo l’avvio è stato in salita, ma nulla può essere rimproverato a Francesca e in generale alle italiane. Nell’analisi del week end di Fed Cup bisogna essere obiettivi e considerare il fatto che, in questa occasione, il fattore campo ha avuto un peso differente. Non tanto per l’ambiente di Hobart, che non aveva nulla di diverso da qualsiasi altro stadio in giro per il mondo, ma per la situazione in cui le azzurre sono arrivate al confronto.

A differenza delle padrone di casa, che comunque dopo gli Australian Open hanno potuto beneficiare di un periodo di riposo tra le “mura domestiche”, le nostre ragazze hanno passato più di un mese lontano dalla propria quotidianità e specie dopo un evento importante come può essere quello di un grande Slam, il vero riposo – specie a livello mentale – si realizza solo in un ambiente familiare.

Ovvio questa non può essere l’unica chiave di lettura del week end, ma di certo non si può sottovalutare. Essere poi le favorite porta una dose di aspettative maggiore e Francesca, comunque dolorante alla spalla, magari ha subito nella prima giornata l’insieme di questi fattori, di fronte ad una Jarmila Groth che invece non aveva nulla da perdere.

Agevolata nello spirito della prima vittoria Slam nel doppio, Flavia è stata perfetta. Ha avuto quella marcia in più che ha le ha permesso di non perdere la calma nella prima giornata, quando lo svantaggio poteva tramutarsi in una situazione davvero complessa. Il doppio recupero nel match contro la Stosur, che soffre forse oramai di una “sindorme italiana”, ha dimostrato ancora una volta la maturazione non solo tattica di Flavia, che con le doti giuste sta raggiungendo traguardi importanti ed è una sicurezza per il tutto il club azzurro.

Sia Flavia, sia Francesca fanno parte oramai del panorama del tennis mondiale di diritto, entrambe hanno scritto pagine di storia importanti in questi anni e anche la loro rivalità è un toccasana per entrambe, perché qui non si parla di contrapposizione, ma di cooperazione sportiva, che le aiuta a crescere e a confrontarsi nei momenti difficili.

Se nel tour Wta ci può essere un pizzico in più di sfida, quando si concentrano insieme per la nazionale il sostegno è forte ed univoco. Prendendo ad esempio il week end appena trascorso, ho la certezza che terminato il match di Francesca contro la Groth le ragazze si siano riunite negli spogliatoi per analizzare la situazione e scambiarsi pareri utili per la giornata successiva, senza drammatizzare una sconfitta che ci poteva stare. Insieme a Sara e Roberta, sono l’esempio della differenza che un gruppo compatto può fare nello sport.

Stamattina ho avuto modo anche di sentir Romina (Oprandi, ndr), ora impegnata nel torneo Wta di Pattaya (Thailandia). Lei anche ha fatto sentire il proprio sostegno alle ragazze, perché comunque è la quinta giocatrice del team ed in caso di necessità si potrebbe integrare perfettamente proprio per il senso di amicizia e fiducia reciproca che c’è nel team azzurro.

Io ho avuto la fortuna di starle accanto per un periodo breve, perché visti gli altri impegni futuri, non potevo assicurarle il coaching per tutta la stagione. L’avventura vissuta insieme agli Australian Open è stata però unica e ci ha arricchito entrambe, rinforzando ancora di più la nostra amicizia.

Guardando al futuro, ma rimanendo in tema Fed Cup, ad aprile ci attendono le russe e anche qui gli incontri non si prospettano affatto semplici, per la qualità del team guidato da Shamil Tarpishchev. E’ notizia di ieri che Vera Zvonareva farà parte della squadra che verrà schierata contro l’Italia il 16 e il 17 aprile. Un inserimento tecnico e tattico di valore, ma anche necessario alla stessa giocatrice per poter prender parte alle prossime olimpiadi di Londra 2012. Di certo non partiamo battute, anche se temo che le russe faranno di tutto per metterci in difficoltà, a partire dalla scelta di una superficie ultra veloce indoor. Tuttavia le ragazze sono migliorate molto e sanno cavarsela bene in ogni occasione.

Un piccolo miracolo potrebbe però accadere, visto che saremo nel pieno della stagione dei tornei su terra battuta: le giocatrici potrebbero scegliere una superficie diversa da quella che ci attendiamo per non cambiare terreno in corso d’opera e in quel caso sono quasi certa che neanche la Zvonareva potrebbe fermare questo team, che davvero ci sta facendo veramente sognare anno dopo anno.


1 Commento per “CAPITOLO II – FED CUP E DINTORNI”


  1. marcello clemenza ha detto:

    Ciao Tathiana, ti saluto dal TC2 di Palermo, ho un bellissimo ricordo della visione dei tuoi allenamenti in palestra e sul campo da tennis. Voglio farti i complimenti per la spigliatezza con cui scrivi, la stessa che hai dimostrato più volte anche in video, dove ti aiuta molto la tua verve e il tuo aspetto fisico. E’ sicuramente un campo in cui saprai eccellere come hai fatto in quello agonistico. Un bacio e in bocca al lupo per tutto. Ciao, Marcello.


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

  • BLACK O NON BLACK La presunta black list dei 41 giocatori sotto la lente d'ingrandimento per possibili combine, sembra essere una bufala, visto che la stessa TIU nega di aver divulgato liste di ogni tipo. […]
  • IL PENSIERO DI TATHI La Garbin racconta in esclusiva ai lettori di Tennis.it l'esperienza che sta vivendo accanto a Francesca Schiavone in attesa di iniziare la nuova avventura di coach in Federazione
  • IL TEST DELLA SCHIAVONE Arrivata al Foro Italico, Francesca è subito corsa ad allenarsi
  • FRANCI: VI DICO IO COME E’ ANDATA Ecco il racconto esclusivo di Tathiana Garbin su tutti i retroscena della sorprendente vittoria di Francesca Schiavone al Roland Garros. Lei le è sempre stata accanto e le ha fatto anche […]
  • FED CUP, ERRANI IN APNEA, LA SLOVACCHIA PAREGGIA Pareggia la Slovacchia in Fed Cup. A Forlì, Sara Errani si fa sorprendere dalla rimonta della giovanissima Sramkova e vanifica la vittoria della Schiavone
  • RUSH FINALE Ultimi scampoli di stagione con due Atp 250 e due International Wta. Federer e Soderling a Stoccolma. Davydenko e Jankovic teste di serie n.1 a Mosca, ultimo combined di stagione. Tanti […]

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.