FED CUP, STORIA DI UNA COMPETIZIONE

TENNIS - Ripercorriamo un po’ di storia di Fed Cup. Se gli Stati Uniti hanno trionfato in diciassette occasioni, quest’anno l’Italia tenterà l’aggancio alla Russia, che la precede con quattro successi.
venerdì, 1 Novembre 2013

Finale del Gruppo Mondiale di Fed Cup by BNP Paribas. La prima proposta di una “Coppa Davis al femminile” risale ufficialmente al 1919, quando Hazel Hotchkiss Wightman si vede rifiutare l’evento da lei ideato. Al che, la Wightman istituisce un trofeo che prevede una sfida annuale tra le migliori tennisti statunitensi e le punte di diamante britanniche. Il progetto originale viene ripreso in mano da Nell Hopman, moglie del leggendario capitano australiano Harry Hopman e, nel 1962, Mary Hardwick Hare presenta un dossier all’ITF che accetta di organizzare un torneo a squadre da svolgersi con cadenza annuale, nell’arco di una settimana, con sede vacante.

La prima edizione della Federation Cup si svolge nel 1963 al “Queen’s Clubdi Londra, in occasione del 50º anniversario della Federazione Internazionale Tennis. Aperta a tutte le Nazioni che desiderino prenderne parte, partecipano 16 squadre formate dalle tenniste più rappresentative. In finale accedono gli Stati Uniti e l’Australia che portato in campo campionesse del calibro di Darlene Hard, Billie Jean King, Margaret Cour Smith e Lesley Turner. La squadra a stelle e strisce è la prima ad incidere il proprio nome sull’albo d’oro e, per nove anni l’ultimo atto è tutta una questione tra le stesse nazionali: quattro volte vincono gli USA, cinque l’Australia. Nel 1972 si impone invece il Sud Africa per poi sfiorare il bis l’anno successivo, senza però riuscirci in quanto, l’Australia torna a fare la voce grossa. Fino al 1976 sono le squadre a coprire le spese indotte dalla adesione all’evento ma, nel 1976, fanno il loro ingresso gli sponsor e ciò garantisce l’iscrizione di ben 73 nazioni. Complice uno squadrone eccezionale: da Billie Jean King a Chris Evert, da Tracy Austin a Pam Shriver, fino ad arrivare all’oriunda Martina Navratilova; dal 1976 al 1982 la Federation Cup finisce sempre negli Stati Uniti finché, per tre anni consecutivi, è la Cecoslovacchia di Hana Mandlikova ed Helena Sukova ad alzare il trofeo. La dodicesima vittoria USA viene siglata nel 1986, mentre nel 1987 è la Germania Ovest di Steffi Graf a fare il suo ingresso nell’albo d’oro della manifestazione. Nel 1991 è il momento anche della Spagna e, dall’anno seguente, che torna ad accogliere un successo tedesco, il boom di adesioni rende necessaria la nascita di un girone di qualificazione. Nel 1995 l’ormai vecchia Federation Cup viene ribattezzataFed Cup”. Entro il 1998 la Spagna si è già intascata quattro edizioni, mentre la Francia, nel 1997, agguanta il primo trionfo. Se nel 1999 la Russia di Anastasia Myskina, Elena Dementieva e Nadia Petrova raggiunge la sua prima finale, per poi essere sconfitta a Stanford dagli Stati Uniti delle sorelle Williams, l’anno successivo la rappresentativa USA vince la sua 17ma e finora ultima Fed Cup. Nel 2001 ad intralciare il cammino della Russia ci pensa il Belgio di Justine Henin e Kim Clijsters ma, dopo un assolo Slovacco ed un ritorno della Francia, nel 2004 il torneo a squadre lo alza quella che un telecronista transalpino definisce la “Terribile Armata”, ossia la Russia di Elena Dementieva, Svetlana Kuznetsova, Maria Sharapova ed Anastasia Myskina a cui si aggiungeranno da lì a poco Dinara Safina, Anna Chahvetadze, Vera Zvonareva, Elena Vesnina ed Ekaterina Makarova. Questo imbattibile, o quasi plotone, alza al cielo quattro Fed Cup nell’arco di cinque anni. Nel frattempo cambia il format che vede l’introduzione di un World Group I ad otto squadre ed un World Group II. In mezzo al dominio “rosso bianco blu” trova spazio anche la prima vittoria azzurra, nel 2006 a Charleroi, contro il Belgio tutto in bilico sulle spalle di Justine Henin che, dopo aver vinto i suoi due singolari, alza bandiera bianca nel doppio decisivo consegnando il trofeo a Francesca Schiavone, Flavia Pennetta. L’Italia è la squadra migliore anche nel 2009 e nel 2010, dove in entrambe le circostanze batte gli Stati Uniti, privati delle sorelle Williams. Nel 2011, a distanza di sedici anni, torna ad esultare la Repubblica Ceca, che spezza prima la Russia poi la Serbia.

Il format. Attualmente vi sono tre categorie, poste in ordine gerarchico e, in base ai risultati ottenuti alla fine della competizione, alcune nazionali vengono promosse o retrocesse. La massima Serie è il “World Group”, detto anche “World Group I”, ovvero “raggruppamento mondiale”, composto da otto squadre che partono dai quarti. La categoria inferiore è ilWorld Group II”, ovvero il “raggruppamento mondiale II”, anch’esso costituito da otto squadre che devono disputare quattro incontri. Le quattro squadre che escono vincitrici dagli scontri possono partecipare agli spareggi, i playoff, per la promozione nel “World Group I” e le loro avversarie saranno le quattro rappresentative che hanno perso i quarti nel “World Group I”. Le vincenti di questi spareggi hanno il diritto a partecipare al World Group Il’anno dopo, mentre le perdenti sono condannate al “World Group II”. Di conseguenza, le quattro squadre battute durante il “World Group II” devono lottare per non retrocedere in un altro spareggio parallelo che le vedrà impegnate contro le quattro squadre vincitrici della categoria inferiore, “le zone regionali”; ossia la terza ed ultima categoria. Esse sono suddivise in base un criterio geografico: Americhe, Asia/Oceania, Europa/Africa. Le prime due hanno a loro volta due sotto-categorie, mentre la zona Euro-Africana, per via del gran numero di Stati, è suddivisa in tre sotto-categorie. Solo la vincente della prima categoria di ciascuna zona, due per la zona Euro-Africana, avrà il diritto a partecipare ai playoff per la promozione al World Group II.
Differenze tra Fed Cup e Coppa Davis. All’origine la Federation Cup si differenziava dalla Coppa Davis in quanto la competizione femminile si svolgeva nell’arco di due settimane mentre quella maschile durava diversi mesi. Recentemente il format della Fed Cup è stato modificato rendendolo più simile a quello della Coppa Davis in quanto pure le squadre femminili sono adesso coinvolte per diverse mesi. Ad ogni modo sono state mantenute alcune differenze: ad esempio la Fed Cup dura due giorni anziché tre, ed i match sono contraddistinti da due incontri di singolare, che si disputano nel primo giorno, e due singolari e un doppio che scendono in campo nel secondo; facendo sì che l’incontro di doppio risulti decisivo in caso di parità sul 2-2.

Cagliari 2013. Nell’edizione che coincide con il 50° anniversario dalla nascita della Fed Cup sono Italia e Russia a sfidarsi in finale. La formazione azzurra è formata dalla numero 7 del ranking, Sara Errani, finalista al Roland Garros 2012, vincitrice di sette titoli WTA; Roberta Vinci, 13ma della classifica mondiale, nove tornei conquistati; Flavia Pennetta, numero 31 del mondo, un passato da top 10, una semifinale agguantata due mesi fa agli US Open, 9 titoli all’attivo; e Karin Knapp, numero 41 del ranking. Corrado Barazzuti ha schierato in singolare Sara Errani e Roberta Vinci. Del decimato squadrone russo, Shamil Tarpischev ha potuto contare su Alisa Kleybanova, ventiquattrenne moscovita, ex numero 20 del ranking, attualmente seduta sul 183° gradino, due tornei acciuffati nel 2010; Alexandra Panova, n°136 del ranking, finora a secco quanto a titoli; Irina Khromacheva diciotto anni, n° 236 del mondo e un buon feeling con l’Italia dove ha trionfato sia al Bonfiglio che nell’under 18 di Santa Croce sull’Arno nel 2010; Margarita Gasparyan, diciannove anni, n°315 del mondo. A sorpresa il Capitano della Federazione Russa, a fianco di Alexandra Panova ha schierato Irina Khromacheva.


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