ROGER, CI SEI?

Alla luce del rendimento non brillante di Djokovic, ci si attendeva una bella prova da parte di Federer, che invece ha deluso parecchio, giocando un match pessimo. Al contrario, ruolino di marcia incredibile per Nadal, favoritissimo al successo finale
venerdì, 8 Giugno 2012

Parigi (Francia) – È sembrato di rivedere la semifinale degli Australian Open. Allora dall’altra parte della rete c’era Rafael Nadal, oggi Novak Djokovic, ma poco cambia. Anche questa volta Roger Federer ha fatto il match, è stato in vantaggio di un break nel primo e di due (e poi un terzo) nel secondo, ma non è bastato. Il motivo? Forse non lo sa nemmeno lui. È vero, c’era vento. Ma per entrambi. È vero anche che probabilmente aveva male all’anca (l’ha ammesso in conferenza stampa, e di solito non dice cavolate), ma oggi i problemi sono stati altri. Per tutta la partita ha alternato ottimi punti a giocate sciagurate, premiando da solo la maggiore continuità di Djokovic. Il numero uno del mondo non ha dovuto strafare, anzi, si è limitato a controllare. E lo si vede anche dalla statistiche. Ha commesso una trentina di errori non forzati in meno, 17 contro i 46 di un Roger che, quando c’era bisogno di qualcosa in più, è mancato. Non che sia una sorpresa, visto il torneo non eccezionale disputato dallo svizzero, ma l’impressione è che il divario fra i due, oggi, fosse decisamente minore di quanto dica il 6-4 7-5 6-3 finale. Ma l’elvetico, nei punti in cui una volta sapeva puntualmente fare la differenza, ora latita. Parecchio e sempre più spesso. Ha commesso una marea di errori con il suo diritto, e non ha praticamente tratto vantaggio dalla prima di servizio. Sembrava la brutta copia di sé stesso.

E così per il quarto torneo del Grande Slam consecutivo la finale sarà fra Novak Djokovic e Rafael Nadal, giunto all’ultimo atto con una facilità davvero disarmante. Non ha lasciato per strada nemmeno un set, perdendo la miseria di trentacinque giochi in sei partite. Numeri che non hanno bisogno di commenti, e sono sufficienti per far capire che difficilmente domenica si lascerà scappare la possibilità di mordere di nuovo la Coppa dei Moschettieri. Qualcuno dice che in questo torneo stia giocando il miglior tennis della propria carriera. Difficile da confermare, ma sicuramente il modo in cui oggi ha maltrattato il connazionale David Ferrer fa pensare. 6-2 6-2 6-1 al numero sei del mondo, nella semifinale di un torneo del Grande Slam. Mai ‘Rafa’ aveva vinto così agevolmente al penultimo atto di un Major, e se è vero che soffre ben poco il tennis di un Ferrer che il 99% delle volte entra in campo già battuto mentalmente, è vero anche che lo spagnolo non ha mai mollato un punto, e allo stesso tempo ne ha vinti ben pochi. Troppo forte questo Nadal, per lui, per gli avversari precedenti, e probabilmente anche per il numero uno del mondo.

La conferma l’avremo solo domenica, ma l’impressione è che questa volta anche ‘Nole’ debba tornare a inchinarsi. Il serbo ha vinto le ultime tre finali Slam, ma da quando ‘Rafa’  è riuscito a tornare al successo contro di lui (a Montecarlo) pare che gli equilibri siano nuovamente mutati, e in favore del maiorchino. Parentesi madrilena a parte, Nadal ha infatti messo le mani anche sul trofeo degli Internazionali d’Italia, ed è pronto come non mai a conquistare l’ennesimo sigillo al Bois de Boulogne. Sarebbe il settimo, che gli permetterebbe di staccare Bjorn Borg e diventare il tennista più titolato nella storia dei French Open (dal 1925). Allora sì che potrebbero non esserci più dubbi su chi sia stato il più forte ‘terraiolo’ della storia, anche se le epoche sono ben diverse. In ogni caso, che possa piacere o meno, sulla terra battuta il miglior Nadal non ha rivali. E questo non è in discussione.


2 Commenti per “ROGER, CI SEI?”


  1. eneru ha detto:

    Incredibile! La cosa che mi lascia basito è vedere l’impotenza dei suoi avversari, chiunque e Nadal compreso, quando gioca il suo tennis senza commettere errori. Poi d’un tratto ecco che arriva il black-out!! Comincia a sbagliare a ripetizione e decide lui il match in ogni caso. Il secondo set di questa semifinale non trova nessuna spiegazione se non nella testa di Roger, dove probabilmente cominciano a risiedere troppi fantasmi. Spero che il nervosismo di inizio carriera non torni a farsi vivo, sarebbe una pessima conclusione di una carriera fantastica. Aspettiamo Wimbledon, se anche là dovessere ripetersi il siparietto solito degli ultimi tempi, beh credo che il Re dovrebbe cominciare a pensare a cosa fare da grande…

  2. Fabio ha detto:

    Non si riesce a capire se Federer non abbia più le energie psicofisiche per arrivare fino in fondo negli Slam, oppure se la sua scelta di giocare “alla leggera” l’insieme della stagione su terra rossa sia dettata dal voler tenersi in forma per gli appuntamenti su erba (leggasi Wimbledon e Olimpiadi). Sia agli Australian Open che oggi si è trovato a fronteggiare due rivali “storici” non al meglio della propria condizione, e in entrambi i casi ha finito per soccombere piuttosto nettamente, dando l’impressione di fare il bello e il cattivo tempo tutto da solo. La cosa inquietante, comunque, è il braccino che puntualmente ha in ogni momento delicato del match. È diventato peggio che Murray in questo senso, e purtroppo non solo in questa semifinale, ma nell’arco di tutto il torneo. Io spero vivamente che sotto sotto lui non abbia voluto premere sull’acceleratore, conscio del fatto che poco serviva massacrarsi oggi per perdere alla distanza o per soccombere platealmente contro Nadal, con probabile rinvio per pioggia. Tanto, alla fine che gli frega? Il suo RG lo ha già vinto, non deve dimostrare niente a nessuno. Ecco, spero vivamente che la controprestazione di oggi sia dettata da questo genere di motivi, comprensibili pur se un po’ egoistici.


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