FEDERER, BOMBARDIERE A QUOTA 9000

Superato il muro degli aces, è il quarto a riuscire nell'impresa: davanti a lui Karlovic e Roddick, più distante Ivanisevic oltre i diecimila. Riviviamo i momenti salienti e le statistiche dopo la vittoria di Dubai
lunedì, 2 Marzo 2015

TENNIS – In questi casi, in queste carriere, le statistiche diventano pressoché insignificanti. O meglio, non vengono riproposte con una certa frequenza perchè l’etichetta di extraterrestre è già ben radicata nella mente di chi può vantarla e in quella di chi ne ammira le caratteristiche. A volte, però, è il caso di soffermarsi sui grandi traguardi di questi campioni, che ancora riescono a provare l’emozione di abbattere un altro muro.

È questo il caso di Roger Federer, che corona la gran vittoria di Dubai tagliando il traguardo dei 9000 aces in carriera. Non bastano infiniti trofei, record e riconoscimenti per l’icona svizzera, capace di raggiungere l’ennesimo risultato sorprendente e conquistare l’appellativo di bombardiere: davanti a lui pochi giocatori, che spesso hanno associato la propria impostazione di gioco e il proprio nome all’importante peculiarità di un servizio implacabile. E se il ritmo rimarrà immutato ancora per qualche tempo, un posto sul podio non tarderà ad arrivare.

Ci sono tre mostri sacri della battuta davanti a Federer, di cui almeno due decisamente raggiungibili. Il terzo gradino è occupato da Andy Roddick, che ha chiuso la sua carriera a 9074 aces. Seconda piazza per Ivo Karlovic con 9375, quota ancora migliorabile dal giocatore croato. Primo della classifica all-times e ancora distante dalle mire di Roger è Goran Ivanisevic, unico a superare la vetta di diecimila aces: la Croazia, dunque, festeggia i primi due posti della speciale graduatoria e fissa il tetto a 10183. Ci sarà da faticare per il campione elvetico, fermo a 9007.

Lo stesso Federer, dopo i dodici aces rifilati a Djokovic nella finale di Dubai, ha dichiarato: “Sono contento per aver superato questo muro. Devo essere sincero, ad un certo punto ho guardato le statistiche e ho cominciato a contare. Sicuramente l’ingresso in questo ristrettissimo club è un bel sollievo, adesso non ci penso più e mi sento ancor più soddisfatto“. Davvero tanti, i tasselli che hanno portato il neo-emiro del tennis a raggiungere questo traguardo: le vittorie contro Chardy, Ginepri e Raonic al terzo set dimostrano la tenacia e allo stesso tempo la freddezza da campione, che non perde la calma nemmeno in occasioni così delicate. I grandi appuntamenti, come la semifinale olimpica contro Del Potro o le sfide del Grande Slam contro Sampras e Tipsarevic, sono probabilmente tra i punti più alti della sua carriera e in particolare di questa classifica.

Ma anche le sconfitte hanno avuto un ruolo determinante in questo speciale aces-ranking di tutti i tempi. Il rapporto particolare con Wimbledon, anche nei ko più cocenti, regala a Federer statistiche emozionanti: le finali perse contro Nadal e Djokovic, rispettivamente nel 2008 e 2014, sono pietre miliari del suo servizio. Allo stesso modo, l’erba londinese gli ha regalato uno dei magic moment degli ultimi quindici anni di tennis: la finale drammatica contro Andy Roddick nel 2009, quella che servì per sorpassare Sampras, e i ventisette aces in oltre quattro ore di battaglia.

Una serie interminabile di dati assurdi e spettacolari, quella che permette a Federer di incidere il suo nome nella lista dei quattro migliori bombardieri degli ultimi 25 anni. Eppure, c’è da scommetterci ancora: quel 9007 e quel quarto posto sono soltanto di passaggio, auspicio dei suoi fan e di tutti gli appassionati.


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