FEDERER ED IL BILANCIO IN ROSSO

Statistiche alla mano, ora come ora, il miglior giocatore sulla terra rossa dopo Rafael Nadal è Roger Federer, forte di dieci vittorie, tra cui il Roland Garros e sei Master 1000

Le vere o presunte difficoltà attribuite a Roger Federer inerenti al suo approccio alla terra battuta sono spesso state argomento di discussione. Un rapporto di “amore-odio” non di rado liquidato con una certa superficialità in quanto il primo dato che salta all’occhio è che, su 84 titoli che luccicano nel suo palmares, 58 sono li ha vinti sul cemento, 14 sull’erba, 2 sul sintetico (superficie ormai in disuso da anni) e 10 sulla terra battuta. Certo, è indubbio che la terra rossa sia la superficie che meno si concilia con il tennis del 17 volte campione slam. Non a caso tra le Grandi Prove si isola un solo Roland Garros. Irrimediabilmente viziati dagli innumerevoli successi e record tagliati da Roger Federer, le quasi costanti batoste in cui è incappato contro l’indiscutibile Re della terra, Rafael Nadal, e una serie di “passi falsi” registrati qua e là, hanno forse spinto appassionati e addetti ai lavori a sottovalutare la grandezza dellelvetico in quella che è certamente la superficie a lui più ostica. Eppure dati alla mano, emerge come Roger Federer si sia dimostrato un “uomo da battere” anche sul rosso.

Entriamo ora nel dettaglio dei trionfi sulla terra battuta. Andando per ordine, è proprio sul rosso che ha vinto il primo Master 1000 della sua carriera, quando il 13 maggio 2002 ha battuto nella finale del German Open di Amburgo il russo Marat Safin per 6-1 6-3 6-4. Seconda tappa sempre sul suolo tedesco, con l’affermazione dell’aprile del 2003 nell’ATP 250 di Monaco con il finlandese Jarkko Nieminen costretto a farsi da parte. Il 10 maggio 2004 è ancora la Germania ad ispirare Roger, impeccabile nell’avere ragione al Master 1000 di Amburgo sull’argentino Guillermo Coria per 4-6 6-4 6-2 6-3. Nel 2004 si dimostra anche profeta in Patria imponendosi allATP 250 di Gstaad sul sovietico Igor Andreev per 6-2 6-3 5-7 6-3. Il tris ad Amburgo arriva nel 2005 con Richard Gasquet costretto ad incassare un 6-3 7-5 7-6(4). Dopo quasi due anni di digiuno sulla terra battuta, l’elvetico cala il poker ad Amburgo, dove annienta per 2-6 6-2 6-0 Rafael Nadal. Il settimo torneo su terra arriva all’ATP 250 di Estoril 2008 dove beneficia del ritiro di Nikolay Davydenko. Anno magico si rivela il 2009 con laccoppiata Madrid Mutua Open e Roland Garros, dove svetta su Rafael Nadal e Robin Soderling. Il n.10 si palesa sempre sulla terra, seppure blu, di Madrid, dove a inchinarsi all’ultimo atto è stato Tomas Beredych.

Quanto alle finali andate in fumo sono quattordici. Quattro gli ultimi atti al Roland Garros (2006, 2007, 2008, 2011) sempre superato da Rafael Nadal. Lo spagnolo lo ha privato anche della cinquina ad Amburgo nel 2008, della conferma del titolo a Madrid 2010, di tre trionfi a Montecarlo (2006, 2007,2008) mentre nel 2014 ci ha pensato Stan Wawrinka a sbarrargli la strada. Contro Rada, lo svizzero ha dovuto rinunciare a due potenziali gioie agli Internazionali BNL di Roma in quanto il marocchino lo ha fermato nel 2006 e nel 2013, mentre nell’ormai lontano 2003 era stato Felix Mantilla ad alzare le braccia al cielo. In ultimo, nel 2003 è stato sconfitto da Jiri Novak nell’ATP 250 di casa a Gstaad.

Il totale parla quindi di 24 finali disputate tra il maggio 2003 e laprile 2014: dieci quelle vinte, quattordici quelle andate male.

Entriamo ora nello specifico dei principali eventi sulla terra battuta. Al Roland Garros il suo tabellino è fermo a una vittoria nel 2009; a quattro finali disputate nel 2006, 2007, 2008, e 20011; due semifinali raggiunte nel 2005 dove è stato sconfitto da Rafael Nadal e nel 2012 dove ha ceduto a Novak Djokovic; tre quarti di finale, nel 2001 battuto da Alex Corretja, nel 2005 sconfitto dal solito Nadal e nel 2013 dove ha ceduto il passo a Jo-Wilfried Tsonga; due ottavi di finale, nel 2000 superato sempre da Corretja e nel 2014 da Ernests Gulbis. C’è poi un terzo turno nel 2004 dove ha sbattuto in Gustavo Kuerten, e tre primi turni nel 1999 (Patrick Rafter), nel 2002 (Hicham Arazi) e nel 2003 (Luis Horna). Per quanto riguarda il Master 1000 di Montecarlo, Federer è stato assente nel 2003, nel 2004, nel 2009 nel 2011 e nel 2012. Se si escludono le quattro finali (2006, 2007, 2008, 2014) prima citate nel Principato ha conseguito questi risultati: nel 2000 è uscito al primo turno contro Jiri Novak, nel 2001 ha raggiunto i quarti di finale dove è stato sconfitto da Sebastien Grosjean, nel 2002 ha ceduto al secondo turno a David Nabaldian, nel 2004 si è spinto fino ai quarti dove è stato regolato da un Gasquet allora n.101 del mondo, nel 2009 è stato sorpreso al terzo turno da Stan Wawrinka e nel 2011 Jurgen Melzer gli ha esposto il cartellino rosso ai quarti di finale.

Agli Internazionali BNL dItalia lo svizzero è invece mancato solo nel 2005. Eccetto tre finali sfumate (2003, 2006, 2013), nel 2000 è stato sconfitto al primo giro da Andrey Medvedev, nel 2001 ha conseguito gli ottavi dove ha cozzato in Wayne Ferreiera (seppure al secondo turno aveva fatto fuori la testa di serie n.2 Marat Safin), nel 2002 a batterlo allesordio è stato Andrea Gaudenzi, nel 2004 non è andato oltre secondo turno dove è stato piegato da Albert Costa, il 2007 gli ha poi riservato un deludente terzo turno dove a gioire è stato Filippo Volandri, nel 2008 sono arrivati i quarti dove è stato costretto ad arrendersi al tie-break decisivo a Radek Stepanek, nel 2009 e nel 2012 le cose sono migliorate con due semifinali entrambe terminate appannaggio di Novak Djokovic, nel 2010 a preparargli le valigie al secondo turno è invece stato Ernests Gulbis, nel 2011 a trafiggerlo al terzo round ci ha pensato Richard Gasquet e nel 2014 è stato un altro francese ad esonerarlo al secondo turno, ovvero Jeremy Chardy. Da quando il Madrid Mutua Open è passato dal cemento indoor alla terra outdoor, Roger si è imposto nel 2009 e nel 2012, si è visto esporre il cartellino rosso in finale nel 2010, ha messo i piedi in semifinale nel 2011 placato da Djokovic e negli ottavi nel 2013 superato da Kei Nishikori.

Terminiamo il nostro viaggio di ricerca buttando un occhio agli head to head sul rosso con i suoi principali rivali: con Rafael Nadal è in svantaggio per 2-13, con Novak Djokovic conduce per 4-3, con Juan Martin Del Potro e Marat Safin svetta sul 3-0, mentre con David Nalbandian è posizionato sul 3-0, con Lleyton Hewitt ha vinto il solo scontro diretto andato di scena mentre con Andy Murray non si sono mai affrontati sul lento.

Numeri impressionanti,ridimensionati dalla presenza di uno dei più grandi, se non il principale, specialista della superficie in questione, tale Rafael Nadal. Rimane il sospetto che, soprattuto in età matura, molte delle battute d’arresto siano avvenute in quanto gli eventi in questione non combaciavano con le sue priorità, forse di “mire” in giovane età, certamente di “programma” da diverse stagioni a questa parte. Si può forse spiegare diversamente una finale al Roland Garros nello stesso anno in cui non è riuscito a raccapezzarsi da un terzo turno opposto a Volandri? Caso vuole che Roma è probabilmente il torneo sul rosso che ha riservato le maggiori delusioni a Roger Federer, vuoi per lostinata lentezza dei campi, vuoi per le sessioni notturne, vuoi per una incompatibilità misteriosa che quest’anno potrebbe spingere Federer a optare per il Master 1000 di Madrid a discapito della capitale italiana. Sarebbe una scelta dettata dalla saggezza in quanto l’altura madrilena si addice maggiormente alle sue caratteristiche di gioco. Quanto alla decisione di onorare il neonato torneo di Istanbul, oltre all’esperienza di calpestare un terreno ancora vergine, si scorge il desiderio di mirare al diventare il primo nome inciso nellalbo doro. Perché sì, la terra non sarà la sua Itaca ma quando ci sono obiettivi di mezzo il bilancio in rosso ispira pur sempre il “cannibalismo” di Roger Federer.

 

 


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