FEDERER: “I TALENTI DEVONO RISCHIARE”

L'analisi di Roger Federer dopo la vittoria a Wimbledon. La scarsa variazione di gioco è un problema per i tennisti della nuova generazione?
martedì, 18 Luglio 2017

TENNIS – Federer, Nadal, Federer nei tre Slam fin qui disputati. Fab Four ancora davanti a tutti nel ranking maschile. Pochi sprazzi di gioventù nel corso di una stagione dominata dalla vecchia guardia. Nessuno realmente in grado di minare l’ordine naturale delle cose nei grandi appuntamenti. Roger è ancora fresco del successo a Wimbledon, ma non può fare a meno che guardarsi intorno e rendersi conto del fatto che, nonostante l’avanzare del tempo, non ci sia un ricambio generazionale tale da mettere fuori gioco i quattro pilastri del tennis maschile.

Il riferimento è a quei giocatori che avrebbero le potenzialità per imbastire un discorso del genere, ma che non hanno sufficiente coraggio per metterlo in pratica: “Sono consapevole del fatto che possa bastare un minimo errore per scivolare fuori dall’élite, ma non capisco perchè i talenti di questa generazione abbiano paura di rischiare e variare il proprio gioco. Nessuno cerca l’attacco, in pochi riescono a giocare il serve and volley con regolarità. Tutto questo è spaventoso per me, che provo a mettere in pratica delle idee di questo tipo“.

La colpa, probabilmente, è anche di chi fa crescere questi ragazzi. Federer continua: “Prima di scendere in campo guardo le statistiche e, a prescindere da quale turno sia in un torneo, so che nessun avversario supera il 2% di azioni in serve and volley. Vorrei che vedessimo più coaching staff abituati a far rischiare i tennisti, un rischio di qualche tipo può anche portare un valore aggiunto al proprio bagaglio tecnico. Scendere a rete è una risorsa importante che in pochi stanno cogliendo“.

Un approccio meccanico e con poca inventiva può essere alla base dello scarso ricambio generazionale. Il fresco campione di Wimbledon spiega il tutto facendo riferimento alle generazioni future che hanno provato a cancellare lui e Rafa Nadal dal circolo dei tennisti più vincenti degli ultimi anni: “La generazione mia e di Rafa ha sicuramente portato del talento capace di spodestare i vecchi numeri uno, ma non è stato così con le generazioni successive. Può capitare di perdere una partita in un momento qualunque del torneo, ma alla lunga non c’è ancora nessuno in grado di imporsi con costanza nelle prove principali della stagione. Sono vittorie momentanee, ma non ci sono delle variazioni consistenti nel ranking né tantomeno nella convinzione di ognuno di noi che, magari, può pensare di dover lasciare spazio ad un nuovo profilo nel circuito maschile“.

Stando ai risultati di questa prima parte di stagione, Alexander Zverev e Dominic Thiem su tutti avrebbero dovuto sgomitare con i big per ritagliarsi un posto privilegiato all’interno dell’élite maschile. Fino a questo momento, però, si è trattato di fiammate e non di una crescita progressiva. L’analisi di Federer è avvalorata dai risultati nei tre major, aspettando gli US Open: gli Stati Uniti potranno cambiare l’ordine naturale delle cose?


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