FEDERER: “LA SABR NON PIACE? SE MI SERVE IO LA USO”

Roger Federer parla della possibilità di sviluppare la sua SABR nella off season: "mi piacerebbe continuare a provare e ora ho il tempo per farlo"
lunedì, 21 Dicembre 2015

L’ha usata a Cincinnati e agli US Open e, generalmente, sui campi veloci. Messa a punto la scorsa estate, la SABR di Roger Federer ha fatto discutere tutti gli appassionati ma anche i colleghi tennisti. Un colpo da vero maestro, una mezza volée messa in atto anticipando leggermente la seconda di servizio degli avversari, che rimangono spiazzati dalla veloce discesa in campo dello svizzero. Un attacco aggressivo che merita però di essere approfondito e allenato. Ed è proprio questo che vuole fare il numero 3 del mondo, continuare ad approfondire il suo colpo magico, la sua SABR (acronimo di Sneak Attack By Roger). “Mi piacerebbe continuare a provare, ora ho il tempo per allenarmi, quindi sono sicuro che dedicargli un po’ di tempo mi farà capire se è qualcosa che potrà essermi utile”, ha spiegato Federer mentre si trovava a Singapore, impegnato nell’IPTL. “Sono felice che, in un certo senso, ha funzionato. È stato divertente e tutti ne hanno parlato, è stato molto emozionante per me personalmente”.

La mossa gli è stata ispirata da Severin Luthi, suo allenatore di lunga data, che l’ha spinto ad usarla in allenamento, un po’ per scherzo. Lo aveva raccontato lo stesso Federer durante i passati US Open: “Ci abbiamo scherzato su alla fine di un allenamento. Ho detto: ‘Va bene, farò chip and charge accorciando i punti. Sono stanco, voglio uscire dal campo il più presto possibile. Così ho iniziato a correre per colpire in risposta e ho colpito un paio di vincenti, sembravo ridicolo, io e Severin abbiamo riso ma poi l’ho provato nell’allenamento successivo solo per vedere se mi sarebbe riuscito di nuovo. Ho provato ancora e ha funzionato. Allora Severin ha detto, ‘Beh, che ne dici di utilizzarlo in partita?’ E io, ‘Davvero?’. Così mi ha spinto a continuare a utilizzarlo, anche nei match importanti”.

Nonostante abbia portato una ventata di novità e freschezza, il colpo è stato molto criticato da esperti ed ex tennisti, non ultimo da John McEnroe che l’ha interpretato come una mancanza di rispetto ad un tennista professionista che, evidentemente, serve così male da permettere all’avversario un colpo del genere. Critiche sono arrivate anche da colleghi e dallo staff di Novak Djkovic, ma Roger non se ne preoccupa. “Non ho sentito i pareri degli altri giocatori, ad essere onesti. Penso che abbia interessato più la stampa che altro. Ho sentito, letto qualcosa a riguardo. Se però in partita io penso che possa essere utile usarla, che sia una finale o un match di beneficenza, io la uso, confessa il 34enne in alcune dichiarazioni provenienti sempre dall’evento asiatico dell’IPTL. “L’ho usata contro Djokovic in momenti difficili, a Cincinnati, ed è andata bene. Altre volte meno, ma questo non significa che non la debba più utilizzare”.


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