FEDERER, L’UOMO DELLA LEGGENDA

C’è chi lo ama idolatrandolo come Francesco Facchinetti ed Alessia Marcuzzi e chi un'ora dopo la medaglia d'argento ne parla come se già si fosse ritirato, mentre lui considera solo la possibilità di una pausa prima di Rio 2016. A commemorarlo sono Rino Tommasi e Mats Wilander. Una carrellata di interviste dedicate al tennista più grande di sempre
lunedì, 6 Agosto 2012

Londra. Roger Federer ha perso la finale olimpica contro Andy Murray e con essa la medaglia d’oro. Anzi no, ha vinto la medaglia d’argento. Questa seconda visione accomuna la stragrande maggioranza degli appassionati di tennis, tutti concordi come un sol uomo a magnificare le sue infinite qualità sportive ed umane.

Ecco alcune interviste che registrano il prima e il dopo la finale olimpica; si comincia con Francesco Facchinetti (noto anche come Capitan Uncino) e Alessia Marcuzzi, colti al volo a Wimbledon mentre si stanno recando ad assistere alla finale.

Alessia Marcuzzi: “Siamo carichi per la partita, non siamo qui solo per il tennis, ma anche per il nuoto, la cerimonia di apertura, la finale di basket, ma lui è patito per il tennis”.

Francesco Facchinetti: “Noi siamo qui per un motivo solo: Federer! Io sono un amante di Federer, quando gioca lui io sono in ansia. Nella semifinale con Del Potro sono stato male, sono dovuto uscire di casa e mi hanno detto il risultato al telefono perché proprio non ce la facevo più. Mi sono caduti gli ultimi capelli che avevo in testa!”.

Ama Federer visceralmente e lo vuole vedere vincitore : “Abbiamo i biglietti per la finale, li abbiamo tenuti sotto il letto con amore fino ad oggi ed attendiamo il momento di vedere l’uomo della leggenda”.

C’è chi dice che vedere Federer sia un’esperienza mistica, mentre Alessia Marcuzzi in lui trova anche altro: “Di speciale ha l’eleganza, non ho mai visto nella mia vita un tennista così elegante anche quando gioca. Non dice mai una parola fuori posto, poi è anche un bel ragazzo!”

Facchinetti: Io sono figlio della generazione degli anni 80 e per noi lo sport è qualcosa di molto importante, insieme ai telefilm ed ad altre cose. Per dirti quanto amore ho nei suoi confronti, identifico Federer esattamente nello stesso posto dove è Michael Jordan. E’ uno di quei campioni che vanno al di là di tutto e segnano un’epoca non solo nel tennis, ma anche a 360 gradi”.

Lo ha già definito l’uomo della leggenda, ma ancora non gli basta: “Proprio l’altro giorno lo vedevo giocare e mi sono detto: se tutti gli atleti fossero come Federer ci sarebbe un mondo migliore”.

Federer colpisce tutti al cuore, anche quelli che per palmares potrebbero forse guardarlo dritto negli occhi. E’ il caso di Lindsey Vonn: “ Roger è un a persona di classe, gentile, educato e ha talento non solo per il tennis. Ha una grande personalità ed è per questo che tutti tifano per lui. Roger è probabilmente la persona più gentile che ho incontrato in tutta la mia vita. La gente lo ama semplicemente per come è; non ci sono altri sportivi con la classe di Federer”.

Lunedì sera Federer ha dichiarato che potrebbe forse ritirarsi per poi ritornare per le Olimpiadi di Rio De Janeiro 2016: “Ho detto prima dell’inizio del torneo che non è impossibile che io possa partecipare a Rio 2016 . Ma in questo momento, nel frattempo, potrei andare in pensione per poi rientrare. C’è molto tempo in mezzo e potrebbe esserci una pausa. Ma non è nei miei pensieri. Naturalmente, mi piacerebbe un oro olimpico in singolare. Ma io sono molto felice con la medaglia olimpica d’argento nel singolare e ho già l’oro di Pechino”.

Rino Tommasi invece, dopo appena un’ora dalla medaglia d’argento, sembra già dare Roger Federer per morto e sepolto, ovvero praticamente ritirato a vita privata: “Gli mancherà l’oro olimpico perché tra quattro anni è difficile che possa essere ancor competitivo, ma va bene lo stesso. L’unica cosa è il modo come ha perso: il punteggio è stato un pochino troppo severo, ma è stata una caratteristica del torneo olimpico, perché anche nel femminile 61, 60 non è una cosa bella e così 3  set a zero nella finale del maschile. Però al di là del punteggio non può fare storie”.

Non contento Rino Tommasi insiste recitando quello che giornalisticamente si definisce un  coccodrillo dedicato agli scomparsi: “Federer lascia un grande ricordo non solo per le vittorie ma per il modo in cui le ha ottenute e ha accettato anche le sconfitte quando ci sono state, non sono state molte è un esempio di sportività ed eleganza, non soltanto stilistica sul campo ma con tutti i gesti e momenti della sua carriera”.

Mats Wilander ritrova le tracce della vittoria di Andy Murray nella finale di Wimbledon di un mese fa che: “ha contato molto, perché ha dato la certezza a Murray di poter battere Federer sul campo che lui preferisce. Tre settimane fa Murray ha vinto un set ed ha capito che la finale era alla sua portata”.

Ma non è tutto: “La grande differenza l’ha fatta il pubblico: alle Olimpiadi la gente ti sostiene sia che tu vinca l’oro sia che tu vinca l’argento. Mentre ai Championships Murray lo amano solo se vince e quando perde si dimenticano di lui”.

A questo punto Mats Wilander si unisce a Rino Tommasi in un coro degno delle migliori prefiche greche: “Roger comunque finisce la carriera con l’argento vinto e non con l’oro perso . Ha conquistato 17 Slam, ha a casa l’oro di Pechino vinto con Wawrinka ed oggi ha al collo una medaglia d’argento. Quella di oggi è una sconfitta dura da accettare ma facile da dimenticare”.

A due maestri del racconto del tennis, ci permettiamo sommessamente e con umiltà di suggerire di aspettatere a seppellire Roger Federer perchè già tre volte era stato dato per moribondo da uno stuolo di augusti commentatori internazionali. Il risultato delle fosche previsioni però è stato l’opposto. Basta guardare la classifica Atp.

GUARDA IL VIDEO INTEGRALE DELLE INTERVISTE


2 Commenti per “FEDERER, L’UOMO DELLA LEGGENDA”


  1. Roberto Riccardi ha detto:

    concordo su tutta la linea

  2. Fabio ha detto:

    Alcuni sono veri e propri bla-bla. Roger la sua finale l’ha vinta contro Del Potro, dopo 4h30 d’intensissimo tennis, rovesciamenti di situazione ed burrasche emotive. Difficile riprendersi e smaltire tutto, a 31 anni, dopo poco più di 24 ore. Murray ha vinto meritamente perché ha giocato alla grande in tutto il torneo, buttando fuori in semifinale quello che – almeno secondo i bookmakers – era il favorito numero uno alla vittoria finale (Djokovic). La finale purtroppo è stata una non-partita, dominata e stradominata dall’ottimo Murray, ma con di fronte un Federer scarico, che non ne aveva più. Niente da recriminare, quindi, ma piantiamola di spacciare per “morto” Roger quando è già “risorto” due volte.


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