FEDERER MEGLIO DI CONNORS, IMPOSSIBILE?

Roger è il terzo giocatore dell’era open a vincere almeno 1000 partite in carriera. Meglio di lui hanno fatto solo Lendl e Connors, ma per Federer la scalata non è ancora finita
martedì, 13 Gennaio 2015

“Non ho mai neanche pensato di poter ambire ai numeri di Connors o Lendl. So quanti successi hanno ottenuto e quanto a lungo sono rimasti nel circuito. Chiaramente alla mia età, è davvero complicato pensare di poter superare il record di Connors, ma non si sa mai..”. Quando a Roger Federer, dopo la vittoria numero mille in carriera, è stata rivolta la ovvia domanda sulle sue possibilità di superare il record assoluto di successi di Jimmy Connors (1,253) e Ivan Lendl (1,071), lo svizzero ha scelto di rispondere con realismo e modestia, senza creare false illusioni nei suoi numerosissimi tifosi, che vorrebbero vedere il loro beniamino superare anche quest’altro incredibile primato.

Ma fare meglio dei due mostri sacri della racchetta e magari arrivare al traguardo delle 1,254 vittorie in carriera è un obiettivo realistico per lo svizzero? Jimbo e Lendl hanno giocato rispettivamente fino a 44 e 34 anni, disputando un numero di tornei ben più alto rispetto a Federer, che solitamente, nel corso della stagione, si limita a giocare gli Slam, i Master 1000 e pochi tornei minori, arrivando però in fondo quasi sempre.

Con l’ausilio della matematica possiamo provare a calcolare le probabilità che Roger diventi il giocatore con più partite vinte nella storia del tennis. Federer frequenta il circuito Atp dal 1998, ma nei primi due anni di attività ha disputato soltanto 36 partite, vincendone 15. Nel nostro calcolo perciò, non prenderemo in considerazione il 1998 ed il 1999, ma soltanto i 15 anni in cui il 17 volte campione di Slam ha giocato a tempo pieno sul circuito principale. Dal 2000 alla fine del 2014, Federer ha vinto 981 partite, vale a dire una media di 65,4 vittorie l’anno. Il record negativo lo svizzero lo ha fatto registrare, ovviamente, nel primo anno del nuovo millennio, con sole 36 vittorie, mentre il picco massimo è arrivato nel sensazionale 2006, anno di grazia chiuso con all’attivo addirittura 92 successi, a fronte di sole 5 sconfitte (il minor numero di sconfitte risale però al 2005, quando soltanto in 4 occasioni Federer chiuse un incontro senza poter alzare le braccia al cielo).

Dovesse mantenere la sua eccellente media anche nei prossimi anni, Federer supererebbe Lendl all’inizio del 2016, mentre per sopravanzare Connors dovrebbe continuare a giocare, mantenendo lo stesso ritmo di successi, fino al 2018, ovvero fino al compimento del trentasettesimo anno di età. A meno di infortuni quindi, Federer supererà Lendl senza troppi problemi, perché nulla lascia presagire una possibile flessione nel rendimento dello svizzero. Infatti nel 2014, Roger ha vinto ben 73 incontri, un numero di successi che non raggiungeva addirittura dal già citato anno di grazia 2006 e da come è iniziato il 2015 (quattro vittorie in quattro incontri) è facile ipotizzare che con l’assistenza di una buona condizione fisica, anche alla fine del prossimo anno, i numeri del campione elvetico saranno simili a quelli dell’ultima stagione.

Decisamente più complicato appare invece raggiungere i numeri di Connors. È difficile infatti pensare a Federer che vince 70 partite l’anno fino al 2018, più che altro perché difficilmente tra 3 o 4 anni, vedremo lo svizzero in campo così spesso, come lo abbiamo ammirato finora. Più avanza l’età infatti, e più una programmazione estremamente ponderata gioca un ruolo importante per Federer e per qualunque altro atleta suo coetaneo. Ed inoltre è difficile anche pensare che il fenomeno di Basilea decida di rimanere sulla scena fino ad età improbabili (vedi i 44 anni di Connors), soltanto per il gusto di superare un record alla fine neanche troppo importante. Jimbo infatti si è ritirato in età estremamente avanzata, ma al contrario di Federer, lui ha voluto e dovuto sempre rincorrere un obiettivo che alla fine non ha mai raggiunto: il Roland Garros, unico Slam mancante nella bacheca del campione americano. La bacheca di Federer invece, dopo la conquista della Coppa Davis, è praticamente completa. Mancherebbe soltanto l’oro olimpico in singolare e forse proprio le Olimpiadi di Rio de Janeiro, nel 2016, potrebbero essere l’ultimo grande obiettivo di Roger. Senza pensare troppo ai numeri, che in fondo, quando si parla di questo tipo di campioni, lasciano il tempo che trovano.


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