LA RESURREZIONE DI ROGER FEDERER?

TENNIS - Ci sono buoni motivi per assistere ad un match diverso, rispetto agli ultimi che hanno messo di fronte Federer e Nadal: Roger è tornato, con testa e gambe, ed è pronto a sfidare la sua bestia nera
giovedì, 23 Gennaio 2014

Tennis. Ancora tu? Non dovevamo vederci più…? Così cantava Lucio Battisti in uno dei suoi tanti successi, così accadrà fra due giorni: Nadal contro Federer, semifinale degli Australian Open. L’ennesima sfida, la n.33 per l’esattezza, un numero non a caso: perché senza voler essere blasfemi, in questi giorni sembra di assistere ad una vera e propria rinascita del 17 volte vincitore di una prova dello Slam.

Roger Federer ha camminato letteralmente sui propri avversari, nei 4 match del torneo, compresi Tsonga e persino Murray. Non inganni il set vinto dallo scozzese, gentile omaggio dello svizzero che andava a servire per il match fallendo la prima chance, fino a sprecare due match-point al tie-break del terzo set. Come sempre generoso il bilancio delle palle break, solo 4 sfruttate su ben 17: un dato che dimostra in maniera lampante la direzione dell’intera partita, tenuta aperta solo da un Roger sprecone. Quanto più ha catturato l’attenzione, è la condizione fisica dell’ex n.1 al mondo: in un particolare 15, tre recuperi in stile-Nadal, finalizzati alla conquista del punto, roba che non si vedeva da anni. Anche dopo la perdita del terzo set, nessun calo è sembrato colpire lo svizzero, che ha continuato a martellare Murray fino a conquistare set e partita nel quarto e decisivo parziale.

Una condizione fisica eccellente, suffragata dalle numerosissime discese a rete di Re Roger: un gioco verticale mai così proficuo e dispendioso allo stesso tempo, ma evidentemente non abbastanza per procurarli effetti collaterali. Due aspetti, gioco a rete ed atletismo, che serviranno come il pane a cospetto di un Nadal non eccezionale sino a questo punto: elementi terribilmente venuti a mancare nel corso dell’ultimo anno, come dimostrano non a caso le 4 sconfitte su 4 del 2013 contro lo spagnolo. Quest’ultimo per tutto il torneo, in particolar modo quando si è alzato il livello dell’avversario con Nishikori prima e Dimitrov poi, non sembra essere al top della condizione e pienamente a suo agio con la superficie: da valutare l’incidenza della ferita alla mano nel gioco non eccelso sino ad ora espresso.

La mano di Edberg si è vista, nel gioco di Roger, che nonostante un tocco a rete sopraffino ed un servizio eccezionale non ha mai dato la sensazione di sfruttare a pieno queste caratteristiche con un gioco più verticale e arricchito da serve and volley, di cui lo svedese era un autentico maestro. Armi micidiali per uscire dalla ragnatela tesa da Nadal, ma da usare con raziocinio, vista l’abilità nei passanti del maiorchino. Nonostante la condizione fisica superba, sarebbe delittuoso prolungare il match oltre modo, portandolo così sul campo preferito da Rafa, quello della maratona. Roger lo sa e da questi ultimi due match sembrava già orientarsi in questa prospettiva, sprecando meno energie possibili ed allenando un’idea di gioco che non solo potrebbe portarli benefici nella semifinale di venerdì, bensì per il proseguo nel migliore dei modi della sua leggendaria carriera.

Federer-Nadal, faccia a faccia n.33: se Roger vuole risorge per davvero, ha l’occasione giusta.


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