FEDERER: “NON CI SARÁ MAI UN’ALTRA RIVALITÁ COME LA MIA CON NADAL”

TENNIS - Lo svizzero Roger Federer, vittima di eliminazioni precoci da Wimbledon a qui, ha rilasciato una lunga intervista in occasione della presentazione della Gillette Fusion ProGlide a Gstaad.
sabato, 27 Luglio 2013

Tennis, Gstaad – Dopo la sua ultima umiliante sconfitta a Gstaad, Roger Federer ha rilasciato una lunga intervista in occasione della presentazione della nuova lametta Gillette Fusion ProGlide di cui l’elvetico è testimonial da parecchi anni.

Una settimana fa, ad Amburgo, la Wilson le ha creato una nuova racchetta. Perché questo cambiamento?

“Dal 2002 non ho fatto alcun cambiamento alla racchetta, ho solo provato in allenamento. Dopo aver perso così prematuramente a Wimbledon, mi sono chiesto cosa volevo fare, se restare, allenarmi, giocare o provare una nuova racchetta. Partecipando ad Amburgo e Gstaad ho potuto giocare, allenarmi e provare la nuova racchetta.”

Giocherai con la nuova racchetta per il resto dell’anno?

“Le sensazioni sono buone, ma è ancora un prototipo. Se cambierò non sarà perché con l’altra mi trovavo male.”

Hai già trovato una ragione per la sconfitta al secondo turno di Wimbledon?

“A volte è difficile trovare una ragione. L’avversario era scomodo, continuava a venire a rete. Io venivo da una brutta partita ai quarti del Roland Garros contro Tsonga. Perdere l’altro giorno ad Amburgo è stato diverso perché era da tempo che, nel mese di luglio, non passavo dall’erba alla terra.”

Ti senti lontano dal tornare a vincere uno Slam?

“Ovviamente parteciperò a questi tornei senza essere il favorito, qualcosa che non accadeva da tempo. So che Murray, Djokovic e Nadal vanno a New York convinti di vincere. So che posso ancora farlo ma devo dimostrarlo a me stesso ottenendo la fiducia per vincere i match. Quindi, se mi fossi preso sette settimane di riposo prima di Montreal sarebbe stato un errore.”

Puoi immaginare di giocare un torneo senza essere testa di serie?

“Per i giocatori come Rafa o come me, essere il numero due o il numero 5 non è che cambia la vita. Quello che cambia la vita è essere al numero uno ed entrambi lo siamo già stati. Essere tra i favoriti non è importante, l’importante è credere che si è pronti a vincere. È chiaro stare nel circuito non è abbastanza per me. Ho bisogno di risultati e per ottenerli devo stare bene fisicamente, non è bello giocare infortunati. Rafa lo sa benissimo. Se non arriveranno più le vittorie sarà il momento di fare qualcosa di diverso.”

Agli US Open sarai quasi certamente al quinto posto e dovrai affronater un teorico quarto  con un top 4. Sei preoccupato?

“Nessun problema. Quello che è veramente importante è la top8. Rafa è arrivato da numero 5 al Roland Garros e a Wimbledon. Se si gioca bene, si gioca bene. E se ti sbagli, ti sbagli. Se vinci il torneo devi battere tutti. Quindi non capisco le polemiche per la classificazione di Nadal prima di Parigi. La differenza era tra essere il quarto o quinto.”

La tua rivalità con Nadal è stata considerata la più grande del primo decennio del ventunesimo secolo in questo sport. Ritieni che la rivalità che hanno oggi è Andy Murray e Novak Djokovic, che hanno si sono giocati il titolo in tre degli ultimi quattro major, sia all’altezza della vostra?

Ah sì? Beh, non ci sarà mai una rivalità come la nostra. Né Borg e McEnroe, anche se avevano personalità distinte e uno era mancino e l’altro destro. Murray e Djokovic sono molto simili. Rafa e io siamo due estremi opposti in tutto, e questo è ciò che ha attratto i fan a favore di uno dei due. La nostra rivalità non è finita. Quest’anno abbiamo giocato contro a Indian Wells, anche se mi dispiace ma non posso contare quella partita perché ero infortunato. A Roma ci ho provato ma lui era molto in forma. Sicuramente possiamo riprendere la nostra rivalità perché mi manca.”

Non giocavi a luglio dal 2004. Era così importante riconquistare la fiducia nelle vittorie?

“Non solo. Sono due tornei dove ho bei ricordi. A Gstaad, ho debuttato come professionista ed è in Svizzera. Non volevo lasciare senza tornare da dove ero partito. Ad Amburgo, ho vinto quattro volte. Meglio giocare due tornei invece di uno. È stata una decisione presa con il cuore. Ormai faccio solo quello che so mi piacerà.”

Quale anno consideri il migliore della tua carriera?

“Ebbene, nel 2005 ho vinto 81 partite e ne ho perse solo quattro. Nel 2003, ho vinto il mio primo Wimbledon e il Masters. Anche se nel 2009 ho conquistato il Roland Garros, raggiungendo i 14 Grand Slam di Pete Sampras e poi l’ho superato il mese dopo a Wimbledon. Mia moglie era incinta di sette mesi, due gemelli, e nessuno lo sapeva. È stato un anno molto speciale. Martedì scorso abbiamo celebrato il quarto compleanno delle mie figlie.”

Sei ancora motivato dopo aver vinto così tanto?

“Credo che senza motivazione non si può continuare a competere. Il mio obiettivo finale, per esempio, era quello di vincere a Wimbledon. Sono rimasto molto deluso di me stesso per aver perso al secondo turno. Ma il mondo chiaramente non finisce qui. Sono entrato in un processo nel quale io stesso mi sono chiesto che cosa è successo, se non ho fatto una buona preparazione o cosa. Wimbledon era chiaramente la mia sfida da realizzare quest’anno.”

Perché l’erba della cattedrale del tennis è così speciale per te?

“Mi ricordo da bambino, mentre giocavo a ping pong a casa mia a Losanna, al momento di vincere le partite, mentalmente mi ripetevo: ‘Game, set e match Federer, campione di Wimbledon’.”

Quante ore ti alleni al giorno?

“Se mi trovo nella preseason, circa quattro in campo ed una in palestra. Nel corso dell’anno, cerco di non esagerare e scegliere il momento più adatto per il mio corpo. Ho bisogno di almeno cinque settimane di pausa durante la stagione, per recuperare e migliorare. Penso che la chiave per non aver avuto infortuni nella mia carriera sia stata la prevenzione. Dai 20 ai 24 anni, ho visto molti compagni nel circuito giocare tutto il tempo. Io l’ho presa con più calma e ora ottengo risultati.”


3 Commenti per “FEDERER: “NON CI SARÁ MAI UN’ALTRA RIVALITÁ COME LA MIA CON NADAL””


  1. calluso angela ha detto:

    Sarai sempre il più grande , giocherai ancora e comunque la rivalita° sara’ ricordata nei secoli, sappilo, forza curati e fai
    ancora sognare i toui fan

  2. Carlo ha detto:

    E’ difficile accettare il tramonto di un eroe. Io non mi rassegno, ma dovrò farmene una ragione. Sic!

  3. renato ha detto:

    Roger curati non sei vecchio,e ne farai di partite con Nadal hai voglia…


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