FEDERER, RITORNO AL FUTURO: PUÒ CONQUISTARE LA VETTA?

Con il ritiro di Murray da Montreal e il lungo forfait di Djokovic, l'affare sembra ridursi a Federer e Nadal. Come se fosse un déjà-vu
venerdì, 4 Agosto 2017

TENNIS – Adesso sì, adesso sembra che il calendario del tennis sia tornato indietro di dieci anni e abbia rispolverato quella vecchia rivalità ormai sopita e sopraffatta dall’esplosione definitiva degli altri due Fab Four. Sono rimasti in piedi soltanto in due, ma non quelli di più recente consacrazione. Roger Federer e la sua nemesi, Rafa Nadal, che lo precede nel ranking di una sola posizione. Quante e quali possibilità ha lo svizzero di tornare davanti a tutti?

Non è più un’utopia, il discorso dell’età che avanza non regge più e la vittoria in due Slam stagionali su tre conferma l’ottimo stato di forma, fisica e mentale, in cui si trova il tennista di Basilea in questo momento. Un professionista che, dopo tante sofferenze, ha capito come gestirsi e dove dare il 100%: ha ottimizzato le risorse, i tempi e le occasioni per sollevare i trofei più importanti, ha raggiunto un nuovo livello di maturità che gli rende possibile anche solo credere in un ritorno al numero uno della classifica mondiale. E come dargli torto, se si pensa a ciò che gli si prospetta davanti?

Murray ha dato forfait a Montreal e quindi non prenderà parte alla Rogers Cup, togliendo dalla concorrenza una pedina fondamentale per le fasi più delicate del torneo. Djokovic, pur essendo in calo da diverse settimane, ha deciso di concludere qui il suo 2017 ed è ormai da considerarsi fuori dalle mire legate alla graduatoria dei singolaristi. In più, Federer non ha punti da difendere da qui al termine della stagione, considerando il suo periodo di inattività dalla semifinale di Wimbledon 2016 persa con Raonic fino al ritorno in campo all’inizio di questa stagione. Ciò significa che, a prescindere da quali tornei sceglierà d’ora in avanti, sarà tutto di guadagnato in ottica punti. E non è difficile credere, a questo punto, che una condizione del genere lo possa portare a scalzare quantomeno Andy Murray.

Già, perchè poi c’è sempre da fare i conti con Nadal. Lo spagnolo è secondo in classifica, non ha il vantaggio di dover solo guadagnare punti dai tornei a cui prenderà parte, ma comunque rimane l’avversario più temibile per la corsa al primo posto del ranking ATP. Di mezzo c’è ancora uno US Open da disputare, senza dimenticare i Masters 1000 e le Finals. Carne al fuoco ce n’è ed è anche parecchia, per la gioia dei due pretendenti e per la preoccupazione degli altri due Fab Four che dovranno contenere lo strapotere della concorrenza. La corsa è appena cominciata, come andrà a finire?


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