FEDERER VOLA, DJOKOVIC RISCHIA. K.O WAWRINKA E MURRAY

Giornata di grandi sorprese a Indian Wells. Prestazioni perfette per Kevin Anderson e Milos Raonic che battono a sorpresa Stan Wawrinka e Andy Murray. Senza problemi Roger Federer che in due set batte Tommy Haas mentre Novak Djokovic prima trema ma poi domina contro Marin Cilic.
giovedì, 13 Marzo 2014

Tennis. Giornata affollata sui campi del Master 1000 di Indian Wells. Tutti insieme in campo i protagonisti delle due parti del tabellone: Federer, Djokovic, Murray e Wawrinka i protagonisti attesi. Ma non sempre le cose vanno come gli organizzatori sperano, ed ecco quindi che il mondo del tennis si è trovato di fronte a una piccola “Caporetto” per i big: due su quattro che salutano, uno, Novak Djokovic, che ha rischiato non poco e l’ultimo, Roger Federer, l’unico a convincere.

Sessantasette anni in due ma con ancora quella capacità di dare spettacolo grazie a un tennis fatto di tecnica e cervello. Questo accade quando si affrontano Roger Federer e Tommy Haas, un incontro che va in scena da ben 14 anni, dopo quella prima volta alle Olimpiadi di Sidney. La partita è stata sin da subito ricca di scambi di altissimo livello, con lo svizzero che ha cercato sempre la profondità contro un Haas che invece ha risposto colpo su colpo. Ma, purtroppo per il tedesco, questo nuovo Federer funziona, salvo quella tremenda fatica per realizzare palle break. Nel primo set ne spreca cinque prima di riuscire a brekkare la prima volta l’avversario. Il primo set è così chiuso 6-4 da Federer, dopo un mini ciclo di soli break: prima Federer per il 3-2, poi Haas e poi ancora lo svizzero. Anche nel secondo set Federer ha staccato il tedesco di un solo break (6-4), merito però della grinta e della classe di Haas, che è rimasto sempre attaccato senza sbragare dopo aver perso il servizio, e della solita incapacità di non tramutare le palle break (ne ha sprecate 3 prima di realizzare quella decisiva) dello svizzero. Qualche sbavatura a parte comunque la prestazione di Federer è ancora sopra la media degli ultimi due anni, confermandosi il big più in forma del momento. Per lo svizzero ora i quarti di finale saranno contro Kevin Anderson.

Obiettivo centrato anche per Novak Djokovic che ha sconfitto in un’ora e quarantacinque minuti il croato Marin Cilic. Ancora tre set per il numero due del mondo che ha dovuto impostare la rimonta dopo essere stato travolto (sotto 5-0) nel primo set dal servizio e dell’aggressività dell’avversario: 6-1 per Cilic. Nel secondo e nel terzo set però è uscito il solito Djokovic; il serbo è stato perfetto al servizio non ha concesso palle break, contro le due invece realizzate e che sono valse il 6-2. Nella partita decisiva Djoko non si è fatto cogliere impreparato e non ha subito nessun calo di concentrazione che sarebbe potuto essere fatale: break al secondo e gioco e 6-3 finale per chiudere una sfida dalla doppia faccia. Per la più alta testa di serie del torneo i quarti di finale saranno contro Julien Benneteau, capace di sconfiggere in due set (6-3 7-6) lo spagnolo Feliciano Lopez.

Per due big che avanzano ce ne sono due che salutano. Strana sconfitta quella subita dallo svizzero campione d’Australia, Stanislas Wawrinka, che è uscito di scena in tre set contro Kevin Anderson. La schiena ha fin da subito cominciato a creare grattacapi allo svizzero insieme all’ottimo servizio dell’avversario. Nel primo set si è così visto un Wawrinka diverso da quello formato 2014: falloso, nervoso e scostante. Nonostante tutto però Anderson non è riuscito ad approfittare delle difficoltà dell’avversario arrivando fino al tie break (dopo un break per parte) per chiudere il primo parziale. Nel secondo set la partita è sembrata al capolinea quando prima di ricominciare le ostilità, lo svizzero ha, infatti, avuto bisogno alle cure del fisioterapista. L’orgoglio e la voglia di tenere viva l’imbattibilità hanno però consentito a Stan di tenere aperto il discorso recuperando un break e vincendo il secondo set 6-4. Ma è stato soltanto un intramezzo: nel terzo set Anderson è tornato a comandare mentre Wawrinka è stato costretto a cedere colpo dopo colpo: 6-1 per il sudafricano che vola così ai quarti di finale da Roger Federer.

Anche per Andy Murray il percorso a Indian Wells si è interrotto agli ottavi di finali, in casa dello scozzese però (reduce da un infortunio importante) sono arrivate indicazioni importanti, anche se la forma dei tempi migliori è ancora lontana. A passare il turno, imponendosi in tre combattuti set, è stato Milos Raonic. Il canadese si è imposto in rimonta dopo aver perso il primo parziale per 6-4, contro un Murray capace di vincere 12 degli ultimi 13 punti del set. Nel secondo parziale il gigante ha cercato di mettere più pressione possibile all’avversario, lo ha fatto scendendo moltissimo a rete (ben 24 volte) e soprattutto ha potuto approfittare di un crollo di Murray al servizio; alla fine il set si è chiuso 7-5 per Raonic. Nel parziale decisivo all’inizio è sembrata esserci partita ma per un Murray in leggero calo è salito alla ribalta un perfetto Raonic, in grado di bombardare l’avversario prendendo pieno controllo della rete, piazzando due break per il 6-3 definitivo. Per il canadese si tratta dei primi quarti di finale a Indian Wells da giocare contro Aleksandr Dolgopolov, mattatore contro il nostro Fabio Fognini.

Non è mancato assolutamente niente nella sfida che ha visto protagonisti Ernest Gulbis e Bautista-Agut. I due si erano già beccati a St Petersburg con Bautista infastidito dai rumori con le scarpe fatti apposta da Gulbis e la polemica non è mancata neanche questa volta. Il primo set è vinto dal lettone al tie break, poi nel secondo sono cominciate le lamentele dello stesso Gulbis: le chiamate del giudice di sedia e il troppo rumore degli aeroplani lo hanno infastidito, il tutto è stato condito da qualche racchetta spaccata. Dopo l’ennesima frecciata di Gulbis contro lo spagnolo (che per capire meglio cose stesse succedendo tra l’arbitro e l’avversario ha chiesto l’intervento del supervisor), Bautista è salito in cattedra riuscendo a portare a casa il secondo set per 6-4. Nel terzo parziale, come se non bastasse tutto quello già accaduto, a Gulbis sono arrivati anche i problemi di crampi. Nonostante tutto però il lettone è riuscito a sfruttare le debolezze dell’avversario: doppio break, 6-2 per un Gulbis che a rete, per la stretta di mano, non ha potuto far altro che esclamare un mesto “sorry”. Bautista e Feliciano Lopez non sono stati gli unici spagnoli a uscire dal torneo, anche Fernando Verdasco ha chiuso quello che comunque è stato un ottimo torneo. Ai quarti di finale, dopo quasi due ore di gioco, ci è andato l’americano John Isner, che è stato capace di imporsi 7-6 3-6 6-3. Per l’americano adesso ci sarà proprio la sfida contro Gulbis nei quarti di finale.


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