FEDERICO LUZZI, UN RICORDO MAI SBIADITO

Il 3 gennaio 1980 nasceva Federico Luzzi. Nel 2008 scomparve a causa di una leucemia fulminante, ma il tennis azzurro continua a ricordarlo

TENNIS – Spesso si fa riferimento alla data della scomparsa, quasi a segnare il solco tra la vita terrena e quello che c’è dopo. Per Federico Luzzi, però, il mondo del tennis e la sua costola tutta italiana possono fare un’eccezione e guardare come un ricordo positivo alla sua data di nascita. Era il 3 gennaio 1980 quando Arezzo gli dava i natali. Oggi avrebbe compiuto 38 anni.

Nato ad Arezzo, Luzzi comincia la sua carriera da professionista all’età di 19 anni con l’ottima prospettiva derivata da un brillante percorso juniores. Con l’avvento del terzo millennio arrivano anche le prime, grandi occasioni: Kitzbuhel lo fa conoscere al mondo grazie ai successi su Coria e Vicente, decisamente più esperti di lui. Le vittorie a livello Challenger nelle tournèe asiatiche gli permettono di incamerare punti e premi, fino alla convocazione in Coppa Davis durante Italia-Finlandia e una buona prova a Barcellona.

Gli ottavi agli Internazionali d’Italia, però, lo consacrano di fronte al proprio pubblico, che lo trascina alle vittorie contro Clement e Hirazi. Al Roland Garros, invece, ha la sfortuna di beccare Kafelnikov, numero uno del mondo, che gli sbarra immediatamente la strada.

È il fisico, però, che blocca la rincorsa di Luzzi, capace di entrare in top 100 ed issarsi al numero 92, suo best ranking in carriera. Un infortunio alla spalla, il recupero tardivo, i risultati che non arrivano e la voglia di smettere dopo un riscontro negativo al suo rientro in campo: tutti elementi che lo portano ad una spirale di scommesse. Quasi 300 match su cui trovano la sua puntata, 50mila dollari di multa e una squalifica di 200 giorni.

Tornato in campo, ottobre 2008 è il mese della Serie A. Si sente male di colpo, comincia la fase degli accertamenti e la diagnosi è tragica: leucemia fulminante. Si spegne il 25 ottobre, sei giorni dopo il malore, a due mesi dal compiere 29 anni.

La morte ha superato il caso-scommesse, creando un sentimento di affetto nei confronti di Federico Luzzi che è ancora radicato all’interno del tennis italiano. Dai compagni di circuito e di Nazionale, fino al ricordo di Flavia Pennetta, è la dimostrazione che occupa e occuperà sempre un posto di rilievo nella racchetta azzurra.


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