FERRERO: “I NUOVI TENNISTI NON SONO PIU’ FORTI DI NOI”

L’ex numero 1 del mondo: "Non penso che il tennis attuale sia migliore di quello di 15 anni fa".
lunedì, 2 Novembre 2015

Tennis – Vecchio e nuovo a confronto. Ex-tennisti che siedono sulle poltrone di telecronisti o che dirigono tornei internazionali e accademie da un parte e tennisti che calcano ancora i campi dei 4 angoli del mondo dall’altra. L’aveva detto Safin, l’ha ribadito pochi giorni fa Juan Carlos Ferrero. Le vecchie glorie sembrano concordi nel sostenere che il livello del tennis attuale non è superiore a quello di 10-15 anni fa, anzi.

Un “anzi” affermato con forza di recente dal direttore del torneo Atp 250 di Valencia Juan Carlos Ferrero che, intervistato da Puntodebreak, non ha esitato a dire – gli va riconosciuta una coraggiosa sincerità, visto il ruolo che ancora ricopre da pensionato del tennis – che non sembrano esserci al momento giocatori di 18-19 anni in grado di rimpiazzare gli over 30 che dominano il circuito. “E’ questo il motivo – ha dichiarato l’ex numero 1 al mondo spagnolo – per cui a 30 anni si possono ancora cogliere discreti risultati e addirittura conservare posizioni di primo piano nel ranking”.

“Da quando mi sono ritirato (alla non ancora veneranda età almeno per i parametri di oggi di 32 anni n.d.r.) – ha affermato Ferrero – è vero che mi manca la competizione”. D’altra parte ha aggiunto che non gli manca di certo quella dura e a tratti disumana costanza di allenamenti e di sfide che caratterizzò i 15 anni della sua carriera da professionista.

Alla domanda poi sulle capacità di poter essere all’altezza del tennis contemporaneo Juan Carlos non ha avuto dubbi: “Non penso che il tennis attuale sia migliore di quello di 15 anni fa. Alla mia epoca a 18 anni dovevi combattere contro tennisti come Sampras e Agassi”.

Anche sulla difficoltà di conquistare uno Slam, il direttore di Valencia ha una visione netta: “Se è vero che rimane una grande impresa, d’altra parte un tempo i primi turni erano spesso più difficili e sulla terra, in particolare, non ci sono più lottatori come Nalbandian, Canas, Coria, Gaudio, Andreev, Mantilla, reali specialisti della terra, che insieme ad altri componevano un gruppo di 10-12 temibili avversari che si potevano pescare anche nelle prime fasi di uno Slam”. A proposito di Nalbandian, insieme a Ferrer, secondo Juan Carlos è il giocatore più forte di quell’epoca a non essere riuscito a vincere uno Slam.

Nello speciale amarcord Juan Carlos tra gioie e dolori non ha dimenticato l’anno d’oro, il 2003, e la sconfitta più dura da digerire, quella subita da Hewitt nel master di Shanghai del 2002 quando, dopo avere sconfitto Federer, Moya e Agassi, dovette arrendersi al quinto a Lleyton Hewitt.

Il miglior tennista spagnolo della storia dopo Nadal? Scelta aperta tra 3 glorie, lo stesso Ferrero, Ferrer e Moya.


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