FERRERO-ZVEREV, LA STORIA CONTINUA

'Mosquito' raggiungerà 'Sascha' già questa settimana a Monte Carlo prima di seguirlo a Pechino e Shanghai
giovedì, 11 Gennaio 2018

L’inizio di collaborazione tra Juan Carlos Ferrero e Alexander Zverev è stato molto positivo. Il 20enne tedesco ha iniziato a lavorare con l’ex numero uno al mondo in Florida dopo Wimbledon, e ha vinto in modo consecutivo i tornei di Washington e Montreal, prima di essere eliminato all’esordio a Cincinnati da Francis Tiafoe e al secondo turno agli US Open da Borna Coric.

E’ rimasto soddisfatto Zverev del primo mese e mezzo di lavoro con ‘Mosquito’, ed ecco perchè i due hanno deciso che continueranno a lavorare insieme nei prossimi mesi, a questo punto fino al termine della stagione. Ferrero raggiungerà Zverev questa settimana a Monte Carlo, dove Sascha vive, prima di spostarsi in Asia dove inizialmente il nativo di Amburgo sarà seguito solo dal papà a Chengdu, poi si unirà proprio Ferrero per i tornei di Pechino e Shanghai.

 

“Mi ha detto che vuole lavorare per un po’ con me perchè ho l’esperienza per stare al top e per vincere Slam – ha detto Ferrero qualche settimana fa in un’intervista esclusiva al sito ATP -. A Madrid lo scorso maggio è venuto da me e mi ha presentato tutto il team – il suo fisioterapista Hugo [Gravil] che conoscevo da tanto tempo così come il suo preparatore atletico Jez [Green]. Quindi conosco tutti del team, per me è una grande opportunità“.

Mi ha sorpreso per quanto sia forte – ha sottolineato Ferrero -. Vedendolo da fuori sembra molto magro, ma si allena e lavora in palestra. Gli piace molto allenarsi in campo tipo 4 ore al giorno. Penso sia pronto a crescere e a migliorare le cose che deve. Il suo atteggiamento in campo a volte è un po’ da alti e bassi. Deve essere più costante. E’ giovane e deve crescere, controllare le sue emozioni in campo, giorno per giorno”.

Entusiasta anche lo stesso Zverev: “Dal punto di vista personale, è una delle persone più brave che abbia mai conosciuto. Ovviamente può avere un impatto molto forte sul campo, dicendomi cosa devo fare e in cosa sto sbagliando. Ma è un ragazzo così alla mano che è stata una decisione facile per me assumerlo. Non vuole prendere il posto di mio padre e nè mio padre vuole prendere il suo posto. Da questo punto di vista, è tutto perfetto”.


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