FINALE COPPA DAVIS, GOFFIN IN RIMONTA FA 1-0 BELGIO

David fatica per due set contro un sorprendente Kyle Edmund, che però sparisce nel finale, poi vince alla grande. La finale inizia bene per i Diavoli Rossi
venerdì, 27 Novembre 2015

TENNIS – Belgio avanti 1-0 sulla Gran Bretagna. Il Belgio di David Goffin che non delude. Per carità, il 24enne di Liegi soffre da matti per due set ma poi vince in rimonta sul ventenne Kyle Edmund, gran braccio, tanto cuore e… ancora tanta strada da fare. Punteggio: 3-6, 1-6, 6-2, 6-1, 6-0 in due ore e 47 minuti. E’ del Belgio il primo punto della finale di Coppa Davis 2015. Mentre la Gran Bretagna deve leccarsi le ferite e il capitano Leon Smith ammettere di aver perso la scommessa, schierare un debuttante assoluto numero 100 del mondo nel confronto più importante. Scommessa ad ogni modo interessante: di Kyle Edmund, con tutta probabilità, sentiremo parlare presto.

Si gioca al “Flanders Expo” di Gand (Gent in nederlandese, ma provate a chiedere la dicitura corretta a un appassionato di ciclismo…), calda location che sembra lontana anni luce dal terrore che attanaglia il cuore d’Europa. E nei primi 12 minuti c’è già tanto da applaudire: l’incisivo rovescio di Goffin, il potente dritto incrociato di Edmund; il beniamino di casa ad attaccare un servizio inizialmente non irresistibile, il britannico a restituire pan per focaccia, annullando quattro palle break. E’ il giovanissimo talento originario di Johannesburg, allora, a strappare il servizio; il punto decisivo salutato da uno “Yeah!” emblematico del grande calore con cui i sudditi di Sua Maestà seguano in Belgio le sorti della propria nazionale. Un entusiasmo che fa volare Kyle sul 3-0 e che alimenta il già caldissimo dritto del ragazzo. Tanta aggressività che Goffin non si aspetta, accumulando anzi troppi errori che spalancano le porte del doppio break. Il quinto game è mostruoso: Edmund infila due ace, continua a martellare e chiude il gioco a zero. Nel bel mezzo di un fiume in piena riemerge Goffin, che cancella un set point andando poi sull’1-5, ottiene un controbreak per il 2-5, conduce un proficuo turno alla battuta (c’è anche un ace con la seconda) per aggiudicarsi il 3-5, ma nel nono gioco lascia nuovamente troppo spazio al dritto del suo avversario che allora si aggiudica il primo set.

In panca, prima che la seconda frazione cominci, le facce di David Goffin e del capitano dei Diavoli Rossi Johan Van Herck sono sconcerto allo stato puro. Il giocatore di casa deve ancora sudare per tenere la battuta nel primo gioco del set, poi cede a zero nel secondo. Tutto ciò mentre la potenza, l’aggressività (da applausi i suoi attacchi contro tempo), la fame di Edmund continuano a porre interrogativi inquietanti a un David addirittura smarrito nel terzo game: doppio fallo di Goffin sul 15-30, rovescio in corridoio al 15-40 ed è il terzo break britannico della partita. Sotto 3-1, il numero 16 del mondo è sulle ginocchia e si ritrova a fronteggiare tre palle break; neutralizza la prima, ma sulla seconda commette doppio fallo. Tutto vero: Edmund va 4-1. Tre belle prime a uscire, errore di Goffin in risposta su una botta centrale e il britannico scava il tunnel del 5-1. Ma l’impresa dell’irruento Kyle (e quella che all’apparenza è una giornataccia per l’irriconoscibile David) non finisce qui: disastro Goffin a servizio, doppio fallo sul 15-40 e Edmund può chiudere un pazzesco parziale di 6 giochi a zero. Anche il secondo set ha la targa GBR.

Kyle Edmund non è soltanto irriverenza del ventenne. In 80 minuti di stupendo tennis si è dimostrato anche freddo calcolatore, dote che gli consente di tenere la battuta in apertura di terzo set nonostante un rovesciaccio in rete e il primo doppio fallo della partita. Ciò mentre Goffin spegne sul nascere un gesto di esultanza dopo aver portato a casa il gioco dell’1-1 dopo un parziale di 4 punti a zero. Si lascia andare all’entusiasmo nel game seguente, quando, riuscendo finalmente a mettere pressione sulla risposta, ottiene il break. Ora è David ad avere in mano il pallino, il suo giovane avversario è alle corde e sbaglia. Tremano le gambe di Edmund, penalizzato tra l’altro, sotto 1-3 e al servizio sul 15-15, da una palla chiamata out dagli spalti (punto ripetuto). Il La per il doppio break in favore del beniamino locale, favorito anche da un brusco crollo del britannico sulla riga di battuta (a questo punto del match la percentuale di prime è del 39%…). Il ragazzo ha problemi al servizio? Si fa perdonare in risposta, compiendo il piccolo capolavoro del controbreak per il momentaneo 2-4, salvo poi cedere nuovamente la battuta (5-2 Goffin). Tutto facile allora per David: 6-2, si va al quarto set.

“Welcome to the #DavisCupFinal”, twitta il canale ufficiale della Davis rivolgendosi a Goffin. In effetti è un altro giocatore, un altro approccio, un cacciatore che ha avvistato la preda e che, soprattutto, ha definitivamente accantonato le incertezze dei primi due set. Sebbene sia un errore di rovescio a consentire a Edmund di tenere il servizio che apre la quarta frazione. Il break, tuttavia, è soltanto questione di tempo, considerando che il britannico continui a faticare per difendersi alla battuta. Il belga allora si porta 2-1, poi 3-1, è cresciuto anche a servizio. Mentre l’aggressività e la pressione costante del ventenne di Beverley sono opaco ricordo. Logico il secondo break, meritato il 4-1 del belga. Al cambio campo, Edmund è costretto a farsi massaggiare il polpaccio sinistro. Ma certo non è questo ad averlo indebolito. Il copione è chiaro, i colpi di scena aboliti: giunge anche il 5-1 per Goffin. Altro break e 6-1, serve il quinto per decidere il primo punto della finale.

Gand è tutta per il soldatino David Goffin. Ammutolita la parte britannica del tifo. Il giocatore di casa domina il primo game, si costruisce tre palle break con facilità imbarazzante nel secondo, che chiude con un rovescio lungo linea di cui Edmund prende a malapena la targa. Belgio avanti 2-0, poi 3-0,… Come dire: Andy, tocca a te. Già, perché il Kyle Edmund che si vede in quel che resta della partita è soltanto spettatore non pagante. Tornando al punteggio: altro break e 4-0, poi 5-0. Kyle va a servire per restare in quello che all’inizio era un sogno e ora è un incubo. Salva un match point, cede il secondo sparacchiando il dritto (proprio il suo colpo migliore) in corridoio. Goffin e il Belgio festeggiano.

Foto: account Twitter ufficiale Davis Cup.


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