FRANCIA AD UN PASSO DALLA GRANDE IMPRESA

Con la Svizzera di Federer e Wawrinka sempre sotto ai riflettori la Francia di Clement scalpita: i bleus a caccia di un'impresa sulla terra amica di Lille

Tennis. Terminate le ATP Finals di Londra, e con loro la stagione tennistica ATP, l’attenzione si sposta sull’ultimo grande evento del 2014, la finale di Coppa Davis di scena a Lille che vedrà come protagoniste le due formazioni rappresentanti Francia e Svizzera. Sebbene i valori in campo siano abbastanza equilibrati sulla carta, prima di Londra tutti i favori del pronostico sembravano pendere sul team ospite, vista la grande forma di Federer ed il momento no di uno dei più quotati singolaristi francesi Richard Gasquet, eppure tutto è cambiato in un attimo alla vigilia della finale di Londra tra Djokovic e Federer: il N.2 del mondo ha alzato bandiera bianca a causa di un infortunio alla schiena, che già lo aveva condizionato lungo tutta la scorsa stagione, e tale infortunio sembra poter seriamente minare la possibilità di vederlo in campo per la finale di Davis nel weekend.

I due capitani, Arnaud Clement per i galletti e Severin Luthi per i rosso-crociati, hanno avuto il loro bel daffare durante i giorni di avvicinamento alle prossime finali, con Clement che ha dovuto selezionare tra vari tennisti estremamente validi (lasciando in disparte “gente” del calibro di Gilles Simon e Edouard Roger-Vasselin, quest’ultimo protagonista alle Finals nel doppio insieme con Julien Benneteau) e con Luthi che ha dovuto gestire la questione incandescente tra i suoi due gioielli in squadra oltre a gestire, come sempre, i loro caratteri in vista di una così importante contesa.

A tenere banco sono state, oltre al già citato infortunio, le discussioni che hanno coinvolto Federer , con Wawrinka immediatamente dopo alla seconda semifinale delle Finals e quella più lieve ma comunque dai toni piuttosto aspri con la bandiera francese Gilles Simon. Della Svizzera di Luthi, a caccia di un importantissimo successo in Davis, si è detto e ridetto già tutto, considerando già esaurita la contesa ancora tutta da scrivere; a fare i conti senza l’oste, però, spesso si può trovare una brutta sorpresa.

La Nazionale francese vuole la sua parte visto che, nonostante la mancanza di un vero e proprio mattatore dai due punti assicurati, l’organico che andrà a comporre la panchina di Clement può vantare nomi illustri e pericolosissimi in incontri a squadre come questi: il primo della lista è Jo-Wilfried Tsonga, N.12 del mondo da poco uscito dalla Top10, il quale ha letteralmente trainato il team transalpino a questa finale oltre ad aver conquistato durante l’anno quello che ad ora è il titolo più importante in carriera, ovvero il Masters1000 di Montrèal. Il solido gioco proposto da Tsonga potrebbe seriamente mettere in difficoltà un Federer a mezzo servizio ed un Wawrinka magari con le pile un po’ scariche, soprattutto dal punto di vista psicologico. Il suo scudiero, anche se è difficile vederla così, è il già citato Richard Gasquet del quale si conosce ormai a menadito il grande talento così come le sue grandi difficoltà dal punto di vista emotivo. Lo scivolone del 2014 lo ha portato addirittura alla posizione N.26, dietro a Benneteau, Simon e Monfils; le posizioni in classifica chiaramente valgono fino ad un certo punto, ma questa ultima grande prova dell’anno potrebbe funzionare da iniezione di fiducia per il “rovescio d’oro” di coach Clement. Dietro ai due, non proprio come in casa dei loro avversari, non c’è affatto un vuoto incolmabile: se il capitano francese ha lasciato a casa Roger-Vasselin, dividendo la premiata ditta del doppio, ha scelto di puntare su un singolarista di riserva come Gael Monfils oltre che ad un uomo di grandissima esperienza e bravura in entrambi gli ambiti come Julien Benneteau. A parlare si fa bene, ma selezionare quattro persone come loro, oltre a Simon come riserva, non è affatto un compito facile: nel calcio, così come nel basket, sono frequenti i casi di Dream Team che non riescono a diventare squadre unite e ben collaudate finendo così con fare un buco nell’acqua sempre più grande di volta in volta, per cui il rapporta che ha lo stesso Clement con i selezionati potrebbe essere indice di idee chiare, con le male lingue già pronte a puntare il dito in caso di sconfitta, con il rapporto umano che potrebbe dire prepotentemente la sua visto anche un ottimo supporto del valore dei singoli in campo.

Il consenso che ha ottenuto Federer nei suoi tanti anni al top della classifica mondiale lo ha portato ad essere circondato da una sorta di aura dorata, in grado di garantirgli il totale supporto di moltissimi fan in giro per il mondo, ma l’equipe bleu ha seriamente intenzione di portare allo stadio di Lille, diviso a metà grazie ad un imponente intervento architettonico, tutta la carica del popolo francese per cercare di mettere sotto pressione i due araldi elvetici e sperare di compiere l’impresa che coronerebbe l’eccellente lavoro svolto durante tutta la stagione.

Non si può negare che Svizzera ci siano due tra i più forti giocatori del mondo, ma in Francia è presente un movimento fantastico, con una Federazione che da anni primeggia in fatto di sviluppo tecnico e umano, che regala ogni stagione nuova linfa ai principali circuiti tennistici formando ragazzi dall’enorme potenziale e che ha saputo ridare sempre nuovo slancio ad un sistema nazionale apparentemente senza crepe.

La finale di Davis Cup si avvicina, con i protagonisti che già si allenano sulla terra rossa che ormai manca da diverse settimane dalla suola delle loro scarpe, e se la formazione Svizzera è ancora ben lontana dal suo 100%, la Francia di Jo, Richard, Gael, Julien e Gilles si prepara in modo impeccabile ad uno scontro titanico che premierà solo i più forti, i più tenaci, e li renderà immortali, li renderà i più grandi.


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